martedì 9 luglio 2024
L'inchiesta di un gruppo di esperti è stata ordinata dal Consiglio di sicurezza che ora potrebbe sanzionare Kigali. Il rischio reale è lo scatenarsi della terza guerra regionale: tensione alle stelle
Funerale a Goma, nel Nord Kivu congolese, delle vittime di un attacco dei guerriglieri M23

Funerale a Goma, nel Nord Kivu congolese, delle vittime di un attacco dei guerriglieri M23 - Ansa

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L’Onu ha le prove delle accuse mosse da mesi dal governo di Kinshasa. Accuse che in Consiglio di sicurezza potrebbero portare a sanzioni contro il governo ruandese di Paul Kagame e, questo è ancora più grave, costituire un casus belli per lo scatenarsi della Terza guerra del Congo, dopo le due combattute a cavallo della fine del secolo scorso. Un conflitto che vedrebbe un coinvolgimento dell’Uganda, altro attore regionale che da tempo si serve, secondo Kinshasa, delle milizie locali dell’M23 e dell’Afd per creare instabilità nella ricca di risorse e contesa regione orientale del Kivu. Affermano le Nazion i Unite: circa 3.000-4.000 soldati ruandesi hanno combattuto a fianco dei ribelli dell'M23 nell'est del Congo, secondo un rapporto di esperti, che ha rilevato come Kigali abbia "il controllo de facto" delle operazioni del gruppo. La provincia del Nord Kivu della Repubblica democratica del Congo è nella morsa della ribellione dell'M23 (Movimento del 23 marzo) dalla fine del 2021, con il gruppo che si è impadronito di ampie porzioni di territorio e ha installato un regime parallelo nelle aree sotto il suo controllo.

Kinshasa ha accusato il Ruanda di appoggiare il gruppo ribelle M23 guidato dai tutsi. Kigali non ha mai ammesso che le sue truppe operassero nella Repubblica democratica del Congo. Ma il rapporto commissionato dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite afferma che il "controllo e la direzione de facto dell'esercito ruandese sulle operazioni dell'M23" rende il Paese "responsabile delle azioni dell'M23". Le attività militari ruandesi nei territori di Nyiragongo, Rutshuru e Masisi - tutti nel Nord Kivu - "sono state fondamentali per l'impressionante espansione territoriale raggiunta tra gennaio e marzo 2024" dall'M23, si legge nel rapporto. Il portavoce del governo ruandese, Yolande Makolo, ha accusato la Repubblica democratica del Congo di aver "costantemente minacciato la guerra al Ruanda" e ha dichiarato che Kigali "continuera' a difendersi". Situazione che ha visto naufragare due conferenze di pace regionali di pace che di fatto si sono chiuse sul nascere nei mesi scorsi.

I ricercatori delle Nazioni Unite hanno stimato che al momento della stesura del rapporto, ad aprile, le truppe ruandesi stavano "eguagliando se non superando" il numero di guerriglieri dell'M23, che si pensa siano circa 3.000. Fino alla fine del 2023, le autorità ruandesi hanno pubblicamente negato che le loro truppe stessero operando a fianco dei ribelli dell'M23 nel Nord Kivu, ma da allora non hanno più commentato direttamente. Il rapporto contiene fotografie autenticate, filmati di droni, registrazioni video, testimonianze e informazioni di intelligence che confermano le incursioni sistematiche dell'esercito ruandese al confine. I filmati e le foto mostrano uomini in uniforme con artiglieria e veicoli blindati dotati di radar e sistemi missilistici antiaerei, oltre a porta truppe.

Il rappresentante speciale delle Nazioni Unite nella Rdc, Bintou Keita, ha dichiarato che "l'M23 tende a dettare ciò che le forze di pace (dell'Onu) possono o non possono fare", con conseguenze sulle operazioni di soccorso e sulla popolazione locale. "Ritengo inaccettabile che un gruppo armato sottoposto a sanzioni imponga il proprio operato a una missione di pace", ha dichiarato Keita, anche capo della forza di pace Monusco nel Paese, che si ritirerà dal Nord Kivu su richiesta di Kinshasa entro l’autunno.

In precedenza aveva affermato che il sostegno ruandese stava "permettendo all'M23 di ottenere importanti guadagni territoriali in tutta la Rdc orientale". L'inviata di Washington alle Nazioni Unite, Stephanie Sullivan, ha chiesto al Consiglio di sicurezza di opporsi al ritiro delle forze di pace Onu dal Nord Kivu. Il presidente ruandese Paul Kagame ha dichiarato il 20 giugno a France 24 "siamo pronti a combattere" contro il Congo se necessario, pur evitando la questione della presenza di Kigali. Washington, Parigi e l'Unione Europea hanno chiesto per mesi al Ruanda di ritirare le sue forze e i suoi missili terra-aria dalla Rdc e di rompere con l'M23.

L'M23 si è impadronito di ampie porzioni di territorio negli ultimi anni, accerchiando quasi completamente Goma, il capoluogo della provincia del Nord Kivu, uccidendo decine di persone e sfollando centinaia di migliaia di persone. Secondo le Nazioni Unite, nel Nord Kivu ci sono già 2,8 milioni di sfollati. "I progressi sono chiaramente problematici in termini di sfollati interni", ha detto Keita.

Il rapporto ha aggiunto che i bambini a partire dai 12 anni sono stati reclutati da "quasi tutti i campi profughi in Ruanda" per essere inviati ai campi di addestramento nelle aree ribelli sotto la supervisione di soldati ruandesi e combattenti dell'M23. Il reclutamento dei minori in Ruanda e' stato generalmente effettuato da agenti dei servizi segreti "attraverso false promesse di retribuzione o di impiego" e quelli "che non hanno acconsentito sono stati prelevati con la forza", ha aggiunto. Durante le offensive, l'M23 e l'esercito ruandese "hanno specificamente preso di mira localita', prevalentemente abitate da hutu, in aree note per essere roccaforti delle FDLR" - le Forze Democratiche per la Liberazione del Ruanda.

Le Fdlr sono un gruppo di ribelli ruandesi formato da ex alti funzionari hutu responsabili del genocidio dei tutsi in Ruanda nel 1994, che da allora si sono rifugiati nella Repubblica democratica del Congo. La presenza del gruppo nella parte orientale della Rdc è considerata una minaccia da Kigali. La comunità internazionale ha chiesto la fine delle interferenze straniere e ha esortato Kinshasa a prendere le distanze dalle Fdlr. Ma il governo della Repubblica democratica del Congo ha utilizzato diversi "gruppi armati del Nord Kivu, comprese le Fdlr" per combattere l'M23 e l'esercito ruandese.

Questo miscuglio di gruppi armati che combattono a fianco dell'esercito congolese ènoto come Wazalendo, che in swahili significa patrioti. Gli autori del rapporto hanno accusato il Wazalendo di violazioni dei diritti umani e di presunto "sostegno attivo" all'M23 da parte di membri dei servizi segreti ugandesi. Le forze ugandesi lavorano a fianco dell'esercito congolese per combattere un altro gruppo di ribelli affiliato al gruppo dello Stato Islamico, a circa 100 chilometri (62 metri) dal confine di Stato.

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