sabato 9 febbraio 2019
La donna cristiana non ha ancora lasciato il Paese. Il suo legale Saiful Malook racconta: «Sono un uomo morto che cammina. Mi accusano di essere un cattivo musulmano perché ho difeso una cristiana»
(Ansa)

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Asia Bibi resta in Pakistan, in attesa che siano garantire le condizioni di sicurezza che consentiranno l’espatrio. Forse in Canada, dove già si troverebbero due figlie. La conferma è arrivata da Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs), dopo una sua missione in Pakistan, dove ha potuto incontrare esponenti ecclesiali, ma anche personalità che hanno contribuito alla conclusione positiva della lunga vicenda giudiziaria della donna, avviata nel giugno 2009 e conclusasi definitivamente il 28 gennaio con una sentenza della Corte Suprema.

Oltre alle incertezze sulla sorte della cristiana, restano anche le difficoltà per chi l’ha più apertamente sostenuta e per questo rischia le vendette degli estremisti religiosi. Forse il più esposto è il capo del suo consiglio di difesa, l’avvocato di fede musulmana Saiful Malook.
«Non ho più una vita, da tre mesi e mezzo ho l’ufficio chiuso, nessuno dei miei amici sale più in macchina con me per paura di essere ucciso», ha dichiarato il legale a Aiuto alla Chiesa che soffre durante un incontro nella città di Lahore. «Lo rifarei, sarei pronto a difendere un altro cristiano, sento di aver fatto la cosa giusta».

L’avvocato di Asia Bibi, Saiful Malook (Ansa)

L’avvocato di Asia Bibi, Saiful Malook (Ansa)

Malook, espatriato tre giorni dopo la prima decisione di assoluzione il 31 ottobre e rientrato per presenziare a quella definitiva del 29 gennaio, ha ricordato gli incontri con Asia Bibi nel carcere femminile di Multan: «Quando andavo a trovarla cercavo solo di scherzare, farle trascorrere dei momenti felici. La cella per i condannati a morte è orribile, la gente impazzisce. Non so dove abbia trovato la forza per sopravvivere». «Viveva 23 ore al giorno in una cella di otto metri quadrati, aveva mezz’ora di uscita la mattina e mezz’ora il pomeriggio. Era guardata a vista e di fatto parlava ogni tanto solo con la sua guardia».

«Sono un morto che cammina – ha ricordato Malook –. Mi accusano di essere un cattivo musulmano perché ho difeso una cristiana ritenuta colpevole di blasfemia». Il suo più grande desiderio? «Vorrei incontrare Papa Francesco» ha fatto sapere.

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