Nuovi attacchi a Teheran, si apre anche il fronte Libano. In Kuwait allarme all'ambasciata Usa

Si estende la guerra, dopo l'offensiva lanciata da Israele e Stati Uniti contro l'Iran. Trump: uccisi 48 leader del regime. L'Idf: sganciate 1.200 bombe, anche Hezbollah è un nostro obiettivo militare. Ma anche Tel Aviv e Washington contano le prime vittime: 8 morti per Israele, 3 per gli Usa. Cade un caccia vicino a una base americana in Kuwait
March 2, 2026
Nuovi attacchi a Teheran, si apre anche il fronte Libano. In Kuwait allarme all'ambasciata Usa
Attacchi nella notte su Teheran / Afp, Ansa
Nel terzo giorno di guerra in Medio Oriente, si intensifica lo scontro militare, con morti e feriti su diversi fronti. L'allargamento del conflitto interessa anche Stati come Libano e Kuwait, mentre l'Idf, l'esercito israeliano, ha sottolineato che le operazioni procedono più velocemente del previsto. Almeno tre persone sono state uccise oggi nell'ovest dell'Iran, secondo quanto riportato dai media statali iraniani. Edifici residenziali nella città occidentale di Sanandaj sono stati infatti colpiti da attacchi aerei, secondo il governatore Gharib Sajjadi, citato dall'agenzia di stampa ufficiale Irna. Il bilancio delle vittime dovrebbe aumentare. Il presidente Trump ha detto che «48 leader iraniani» sono stati uccisi in un colpo solo, ma annuncia colloqui con «la nuova leadership» su loro richiesta. La trattativa è stata però smentita dal capo della sicurezza iraniana Larijani. L'Idf ha comunicato di aver sganciato 1.200 bombe su obiettivi iraniani e di aver richiamato 100mila riservisti. Si contano le prime vittime anche nei Paesi che hanno lanciato l'offensiva: almeno 8 persone sono state uccise nell'impatto di un missile iraniano su un palazzo nel centro di Israele, mentre sono 3 finora le vittime Usa nell'operazione.
Nelle ultime ore, esplosioni sono state avvertite anche a Gerusalemme, Dubai, Abu Dhabi e Doha. Lo hanno riferito i media locali e i giornalisti sul posto dell'agenzia francese Afp. Il Bahrein annuncia un morto negli attacchi iraniani. L'esercito israeliano, secondo quanto riferisce Al Jazeera, afferma che l'Iran ha lanciato altri missili contro Israele e che le difese aeree stanno operando per intercettare i missili. I residenti che ricevono gli allarmi sono stati invitati a rifugiarsi e a rimanere in spazi protetti fino a nuovo ordine.
Ambasciata Usa nel mirino a Kuwait City: fumo e forti esplosioni
Una colonna di fumo è stata osservata levarsi dall'ambasciata statunitense a Kuwait City. Lo ha affermato un corrispondente Afp, mentre secondo la Bbc vigili del fuoco e ambulanze sono stati avvistati nella zona. Il fumo è stato avvistato dopo che forti esplosioni e sirene antiaeree sono state udite in Kuwait per il terzo giorno consecutivo mentre continua la rappresaglia dell'Iran. L'ambasciata statunitense in Kuwait ha chiesto di non recarsi nella struttura. «C'è una continua minaccia di attacchi missilistici e con droni sul Kuwait. Non venite in ambasciata. Riparatevi nella vostra residenza al piano più basso disponibile e lontano dalle finestre. Non uscite», ha dichiarato l'ambasciata in un comunicato. «Il personale dell'ambasciata statunitense si sta rifugiando sul posto», ha aggiunto. La Cnn ha anche documentato come un caccia sia precipitato nei pressi di una base aerea usata dalle forze Usa in Kuwait, secondo un video geolocalizzato dalla Cnn. La rete americana ha precisato che dal filmato sembrerebbe il jet si sia schiantato a circa dieci chilometri dalla base Usa Ali Al Salem. Dopo aver analizzato le immagini, la Cnn sottolinea che sembra trattarsi di un caccia bimotore F-15E o F/A-18.
La fuga dal Libano e lo scontro con Hezbollah
Nella notte l'aviazione israeliana ha colpito obiettivi nel sud del Libano, in risposta al lancio di razzi e droni verso il nord d'Israele. Secondo il ministero della Salute libanese, ci sarebbero 31 morti e 149 feriti. Hezbollah ha dichiarato di aver agito come «rappresaglia per il sangue innocente di Ali Khamenei». Migliaia di persone si sono riversate intanto in strada a Beirut e nel sud del Libano per fuggire dagli attacchi israeliani contro la capitale lanciati nella notte. Dopo che un portavoce militare israeliano ha emesso ordini di evacuazione per 55 diversi villaggi e città in tutto il Libano, chiedendo alla popolazione di allontanarsi di almeno un chilometro poiché in prossimità di «strutture di Hezbollah», migliaia di persone hanno iniziato a fuggire dal sobborgo di Dahieh, a Beirut, in auto e a piedi, e file di auto hanno iniziato a formarsi fuori dai distributori di benzina nella città meridionale di Tiro, mentre i residenti iniziavano a dirigersi verso nord. Secondo quanto riferisce il Guardian, le autostrade da Dahieh alla capitale erano intasate da scooter e auto che passavano sopra macerie e detriti dei precedenti attacchi. Il capo dell'esercito israeliano Eyal Zamir ha affermato che i combattimenti contro il gruppo militante libanese Hezbollah, iniziati questa mattina, potrebbero durare «molti giorni. Abbiamo lanciato una campagna offensiva contro Hezbollah», ha detto Zamir in un video condiviso dall'esercito poche ore dopo che il lancio di razzi rivendicato da Hezbollah ha provocato un'ondata di attacchi israeliani in Libano. «Dobbiamo essere preparati a diversi giorni di combattimenti, molti».

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