Negli Stati Uniti un'esecuzione di pena di morte è stata sospesa: l'iniezione letale ha fallito
Tony Carruthers, 57 anni, è l'uomo condannato. Dopo un'ora di tentativi, le autorità hanno deciso di fermarsi e dare al detenuto una proroga di un anno

Doveva essere ucciso giovedì sera nel carcere di massima sicurezza di Riverbend, a Nashville. Ma dopo oltre un’ora di dolorosi tentativi per trovare una vena adatta all’iniezione letale, l’esecuzione di Tony Carruthers, 57 anni, è stata sospesa. Poco dopo, il governatore repubblicano del Tennessee Bill Lee ha concesso al detenuto una proroga di un anno. Carruthers era stato condannato per il rapimento e l’omicidio di tre persone a Memphis nel 1994. Secondo l’accusa, lui e un complice avrebbero sequestrato e ucciso Marcellos Anderson, sua madre Delois Anderson e Frederick Tucker, in un caso legato al traffico di droga locale. Il detenuto ha sempre proclamato la propria innocenza, sostenendo di essere stato condannato senza prove fisiche dirette e sulla base di testimonianze controverse. Secondo il Dipartimento penitenziario del Tennessee, il personale medico è riuscito a inserire una linea endovenosa primaria, ma non a trovare una seconda vena, richiesta obbligatoriamente dal protocollo statale. A quel punto l’esecuzione è stata interrotta e Carruthers riportato in cella.
Il caso riporta sotto i riflettori i problemi legati all’iniezione letale negli Stati Uniti. Secondo il gruppo abolizionista Reprieve, quello del Tennessee è il settimo caso noto in cui un detenuto sopravvive alla data fissata per l’esecuzione dopo un tentativo fallito. I precedenti più noti includono Romell Broom in Ohio nel 2009, sottoposto per due ore a ripetuti tentativi di accesso venoso; Alva Campbell, sempre in Ohio, nel 2017, Doyle Hamm in Alabama nel 2018, Alan Eugene Miller e Kenneth Smith in Alabama nel 2022 e Thomas Creech in Idaho nel 2024. Durante lo stesso periodo, la difficoltà crescente nel reperire i farmaci per le esecuzioni e le contestazioni sui protocolli hanno spinto alcuni Stati a introdurre metodi alternativi, incluso il plotone d’esecuzione e, in Alabama, l’ipossia da azoto.
Il Tennessee aveva già sospeso le esecuzioni per oltre due anni, dal 2022, dopo aver ammesso irregolarità nei controlli sui farmaci utilizzati per le iniezioni letali. Lo Stato è ancora coinvolto in un contenzioso promosso da altri detenuti. Nelle ore precedenti all’esecuzione, i legali di Carruthers avevano presentato ricorsi urgenti sostenendo che lo Stato non avesse chiarito se i farmaci destinati all’esecuzione fossero ancora validi e chiedendo nuovi test forensi sul suo caso. La Corte Suprema americana aveva respinto gli appelli senza motivazioni. Carruthers presenta anche un elemento insolito: nel processo del 1996 si rappresentò da solo in aula. Secondo l’American Civil Liberties Union, che aveva chiesto la grazia, non era mentalmente in condizioni per affrontare il processo o difendersi autonomamente. L’episodio riaccende il dibattito sulla pena di morte negli Stati Uniti, dove l’iniezione letale continua a essere al centro di incidenti e complicazioni. In Tennessee restano previste altre tre esecuzioni entro la fine dell’anno.
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