Metsola: «L'Iran è una minaccia globale, l'Ue eviti l'escalation»
Parte con un'intervista alla presidente del Parlamento europeo un lavoro di approfondimento di Avvenire sul futuro dell'Ue: «Per noi il diritto internazionale è la pietra fondante, ma bisogna evitare di abusarne per giustificare un regime tirannico che uccide la sua gente»

In una intervista che apre una lunga serie di Avvenire sul futuro dell’Unione Europea, la presidente del Parlamento Europeo Roberta Metsola interviene sulla nuova crisi in Medioriente: «Per il Parlamento Europeo il diritto internazionale è la pietra fondante, ma bisogna evitare di abusarne per giustificare un regime tirannico che uccide la sua gente, destabilizza la regione con i suoi proxy, rifornisce la Russia di droni contro l ‘Ucraina e costituisce una minaccia globale. Se il regime iraniano rispettasse il diritto internazionale come lo facciamo noi, il popolo iraniano sarebbe libero, Jina Masha Amini sarebbe viva, il terrore non avrebbe regnato in Iran per quasi 50 anni, e l’Europa e gli Stati del Golfo non dovrebbero affrontare attacchi indiscriminati».
Al contempo la presidente del Parlamento Ue si mostra preoccupata per l’escalation in corso: «Indubbiamente – dice - l’instabilità in Medio Oriente ha implicazioni globali, e questo riguarda anche l’Europa. Nei giorni scorsi abbiamo già visto le conseguenze: attacchi contro basi europee e Usa, contro infrastrutture civili ed energetiche negli Stati del Golfo e civili in Israele. Tutti atti deplorevoli e ingiustificati. Dobbiamo assicurare che gli eventi in corso non portino a un’escalation da parte del regime iraniano che avrebbe un impatto su tutti noi».
Le nuove drammatiche tensioni internazionali rafforzano le convinzioni circa il cambio di passo richiesto all’Europea: «Noi abbiamo una ristretta finestra di opportunità per evolvere nell’Ue che vogliamo essere. Un’Unione che è unita e salda di fronte alle sfide, come abbiamo fatto nella vicenda della Groenlandia. Un’Unione che è preparata e proattiva, non puramente reattiva. Un’Unione forte e aperta alle imprese. Quando dico che abbiamo una ristretta finestra di opportunità, intendo che ora è il momento di mostrare la nostra volontà politica per avanzare sul fronte del rafforzamento della nostra competitività e della nostra sicurezza».
L’intervista completa sarà disponibile sull’edizione di domani, giovedì 5 marzo 2026, di Avvenire, affiancata a un lavoro su uno dei principali nodi dell’Unione: la riforma della governance.
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