Meno americani, più indiani e cinesi. Il turismo in Europa riflette gli “scossoni” geopolitici

Secondo la European Travel Commission, nel 2026 «gli arrivi dall'Asia compenseranno un potenziale rallentamento della crescita dei viaggiatori statunitensi»
February 18, 2026
Turisti cinesi a Milano
Turisti cinesi a Milano/ ANSA/ ANSA
Meno statunitensi. Più indiani e, soprattutto, più cinesi. Il turismo in Europa cambia, confermandosi un termometro sempre sensibile alle “perturbazioni” geopolitiche e alle “preoccupazioni economiche”. Secondo un’indagine pubblicata dalla European Travel Commission ripresa dalla Reuters, “i turisti cinesi e indiani dovrebbero compensare un potenziale rallentamento della crescita dei viaggiatori statunitensi in Europa, con un aumento degli arrivi internazionali nel continente del 6,2%”. Un rallentamento – il primo dopo il boom post-pandemia trainato dalla forza del dollaro - collegato anche agli “scossoni” geopolitici e allo sfilacciamento della tradizionale “amicizia” tra le due sponde dell’Atlantico. Una “diffidenza” reciproca. Secondo i dati della piattaforma Cirium, le prenotazioni dall'Europa agli Stati Uniti tra il 7 ottobre e la fine di gennaio sono diminuite del 14,2% su base annua, mentre le prenotazioni dagli Stati Uniti all'Europa sono calate del 7,3%.
Se la crescita dell’afflusso di turisti Usa rallenta, fermandosi a un più 4,2%, al contrario quello asiatico non sembra conoscere affaticamenti. Anzi. Si stima che gli arrivi cinesi in Europa dovrebbero aumentare del 28% rispetto al 2025, quelli indiani del 9%.  I cinesi confermeranno la loro propensione a viaggiare. Secondo China Trading Desk, società di marketing e tecnologia per i viaggi, “i viaggiatori della Cina continentale effettueranno tra i 165 e i 175 milioni di viaggi transfrontalieri nel 2026, rispetto ai 155 milioni stimati dell'anno scorso”. Anche qui la geopolitica ci metterà lo zampino: le visite in Giappone potrebbero crollare di quasi il 50% a causa della controversia tra Pechino e Tokyo, spingendo i cittadini cinesi a esplorare altre mete.
Quale è lo stato di salute del turismo in Europa, continente che da solo assorbe il 50% di tutto il turismo globale? Buono, a giudicare dai dati rilasciati dall’EU Tourism Platform. “Le strutture ricettive turistiche dell'UE – si legge sulla piattaforma - hanno registrato 452,4 milioni di pernottamenti nel primo trimestre del 2025, solo lo 0,2% in meno rispetto al primo trimestre del 2024, principalmente a causa degli effetti del calendario (cambi di stagione per Carnevale e Pasqua). I pernottamenti dei visitatori stranieri sono aumentati dell'1,1% su base annua, rappresentando il 45,6% dei soggiorni nel trimestre, a dimostrazione del continuo rafforzamento della fiducia nei viaggi internazionali. A livello globale, gli arrivi turistici internazionali sono cresciuti di circa il 5% nel periodo gennaio-settembre 2025 rispetto al 2024, raggiungendo oltre 1,1 miliardi di viaggi. L'Europa ha accolto circa 625 milioni di arrivi, il 4% in più rispetto al 2024 negli stessi mesi, confermandosi ancora una volta come la regione più visitata al mondo”.

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