L'invasione dei robot in Cina c'è già stata. Nei campi di gioco
di Luca Miele
Nel Paese c'è un boom di eventi sportivi con protagonisti le macchine umanoidi. Un modo per testare nuove attitudini e funzionalità

Stanno per arrivare? I robot umanoidi occuperanno presto le nostre fabbriche, i nostri negozi e persino le nostre case? Per ora – almeno in Cina, oggi all’avanguardia nel settore – i robot affollano i campi da gioco. Robot che giocano a calcio, robot che salgono sul ring, robot che corrono sulle piste di atletica. Un’invasione. Perché? Cosa spinge i produttori di queste macchine che aspirano a replicare – e a sostituire in alcuni casi - i comportamenti umani a cimentarsi negli eventi sportivi? Per il puro gusto della competizione? In realtà, spiegano gli esperti, lo sport offre uno straordinario campo in cui testare ed affinare le funzionalità, sempre più sofisticate, dei robot. Capacità da impiantare poi nella vita reale. Una cosa è certa. Come sottolinea la Cnn, nel gigante asiatico si sta assistito a “un vero e proprio boom di eventi sportivi robotici”. Decine di robot hanno danzato insieme sul palco al Gala del Festival di Primavera, il più grande spettacolo di varietà annuale del Paese. Gli umanoidi hanno corso la loro prima mezza maratona, Pechino ha ospitato i primi Giochi di Robot Umanoidi al mondo, che hanno messo alla prova le macchine nel calcio, nella boxe, nelle arti marziali.
Non si tratta di un’occorrenza casuale. Ma di una spinta che si inserisce nella sfida – commerciale, geopolitica ma anche cognitiva – per il primato in un settore che si annuncia sempre più strategico. Secondo dati rilasciati da Morgan Stanley, il mercato degli umanoidi potrebbe superare i 5.000 miliardi di dollari entro il 2050, attraverso la produzione di un miliardo di esemplari, di cui il 90% utilizzato per scopi industriali e commerciali.
La Cina vuole fare la parte del leone, grazie anche al massiccio sostegno statale. Lo scorso anno Pechino ha annunciato l'intenzione di stanziare un fondo da mille miliardi di yuan (119 miliardi di euro, 139 miliardi di dollari) per sostenere le startup tecnologiche, comprese quelle nei settori della robotica e dell'intelligenza artificiale. Secondo le statistiche della China Mobile Robot Industry Alliance (CMRA) e della Humanoid Robot Scene Application Alliance (HRAA), attualmente nel Paese ci sono oltre 200 produttori di robot umanoidi. Negli ultimi cinque anni, scrive la Xinhua, il gigante asiatico ha registrato 7.705 brevetti di robot umanoidi, cinque volte di più rispetto agli Stati Uniti, e ha rappresentato il 54% delle installazioni di robot industriali a livello globale.
Il settore si sta espandendo a un ritmo senza precedenti. Come sottolineato dal sito Mobile Robot Alliance, lo scorso aprile c'erano solo 110 produttori di robot umanoidi registrati, ma a novembre il numero era schizzato a quota 200. In soli sette mesi, il numero di aziende è quasi raddoppiato, dimostrando una forte capacità di assorbimento del settore e un effetto di ricaduta tecnologica. Allo stesso tempo, anche il ritmo di immissione di nuovi prodotti sta accelerando in modo significativo. Da gennaio a ottobre 2025, il settore ha lanciato oltre 137 nuovi prodotti di robot umanoidi, mantenendo un ritmo di quasi un nuovo modello ogni due o tre giorni. Il mercato potrebbe raggiungere quota 100 miliardi di yuan (circa 14,22 miliardi di dollari) entro il 2030.
Di qui “la mania per gli sport robotici”. Che consente alcuni “guadagni” significativi in un Paese con una forza lavoro in rapido invecchiamento. Le competizioni sportive non solo consentono di rodare i robot, ma assolvono anche a un’altra funzione fondamentale: rendere gli umanoidi “simpatici”. Insomma, accettabili attraverso la spettacolarizzazione sportiva. A partire dal calcio, da tempo riconosciuto come un'attività di riferimento per gli scienziati nel testare i robot. Peter Stone, ex presidente della competizione e professore di informatica presso l'Università del Texas ad Austin, il calcio robotico richiede molte "capacità fondamentali", tra cui movimento, visione, localizzazione, pianificazione strategica e ragionamento antagonista. Per ora, a dire la verità, lo spettacolo sportivo è ancora deludente. I calciatori robot appaiono goffi e impacciati. Palleggiano, passano la palla, tirano e (molto) spesso cadono. Ma, c’è da scommetterci, miglioreranno.
© RIPRODUZIONE RISERVATA





