La Russia offline da giorni: cosa c'è dietro la decisione di Mosca di spegnere Internet

di Giuseppe D'Amato, Mosca
Smartphone e computer bloccati, impossibile consultare Internet e i programmi Vpn così come pagare co bancomat. Il Cremlino sostiene la necessità di combattere la criminalità informatica e «i sabotaggi del nemico», ma l'obiettivo è quello di impedire alla popolazione di informarsi liberamente
April 6, 2026
Una donna sulla Piazza Rossa di Mosca
Una donna sulla Piazza Rossa di Mosca
«È una campagna impopolare e inutile come la crociata di Gorbaciov contro l’alcool negli anni Ottanta» sentenzia un commentatore con la barba bianca su un canale federale di economia. Da giorni non funziona più nulla. Gli smartphone e i computer si bloccano ed è impossibile consultare su Internet qualsiasi sito. Al massimo, se si è fortunati, si possono vedere quelli dell’«elenco bianco», ossia i siti russi approvati dalle Autorità, ma non tutti. Anche Telegram, su cui la popolazione generalmente si informa, è stato «bloccato», ma la piattaforma di Pavel Durov avrebbe reagito con contromisure finora efficaci. Secondo alcuni specialisti la verità è un’altra: la presa dell’Agenzia federale per le telecomunicazioni è stata allentata, poiché contemporaneamente era «saltato» pure il filo-governativo Max, un sistema di messaggeria nazionale alternativo, che – stando agli esperti - imporrebbe anche la geolocalizzazione. L’unica soluzione per evitare il «blocco» è, come in Cina, utilizzare un programma Vpn. Gli utenti in massa ne hanno scaricato di tutti i tipi e le Autorità hanno cominciato a metterli fuori uso. Il problema è che così facendo le banche russe – che li utilizzano per garantire la propria sicurezza – hanno osservato i loro sistemi fermarsi.
«Il dialogo tra il ministero competente e le compagnie IT – ha dichiarato Natalia Kasperskaja, presidente dei programmatori, - si è degradato». Un ulteriore grattacapo è che senza l’uso delle Vpn i programmi informatici non possono essere aggiornati, poiché le basi sono all’estero. «Queste misure restrittive – ci viene spiegato da un funzionario – vengono adottate per combattere la criminalità informatica (ossia le truffe online) e per limitare le capacità di sabotaggio del nemico». Sarà pure, ma la sensazione generale è che il potere voglia controllare Internet e la possibilità di informarsi liberamente o di visitare siti stranieri. Da Volzhkij a Kaluga, nelle province a macchia di leopardo sono nati movimenti di protesta, generalmente organizzati da giovani, che non si rendono conto di cosa rischiano. Non solo l’«Operazione speciale» in Ucraina ha da poco superato i 1500 giorni e non è ancora finita, ma anche, a settembre, sono programmate le Parlamentari federali. «I ragazzini nelle scuole – ci viene raccontato da un genitore – hanno Vpn di tutti i tipi e li cambiano in continuazione. Solo così si può accedere ai popolarissimi social media mondiali, ufficialmente vietati in Russia, e soprattutto fare del gaming». L’atmosfera, però, sta diventando pesante. L’ultima novità in ordine cronologico è che, come riferisce Rbk, le Autorità stanno obbligando le compagnie IT a distribuire degli allegati tossici che spiino gli smartphone degli utenti e denuncino l’uso dei Vpn, non appena si visitano i siti più popolari e necessari per la vita quotidiana.
L’ultimo giro di vite appena descritto avviene dopo che, in marzo per circa due settimane, il traffico dati dei cellulari era stato spento del tutto nel centro di Mosca e in parte a San Pietroburgo, come già avviene da mesi nel resto della Russia. Inimmaginabili sono stati i disservizi per i pagamenti elettronici, che hanno costretto tanti russi a tornare ai contanti, creando difficoltà alle banche. Più complicata è diventata pure la vita quotidiana con le solite App fuori uso. Ad esempio, prenotare un taxi o appuntarsi nella lista per le visite mediche o trovare un indirizzo è diventata un’impresa ardua. Ritorno al passato! Benvenuti alla vita degli anni Ottanta senza gadget elettronici! «Vi restituiamo quanto non consumato», hanno immediatamente iniziato a ripetere le compagnie telefoniche nelle tambureggianti pubblicità televisive, riferendosi al traffico dati non utilizzato. Come dire: «non è colpa nostra!». Ufficialmente le connessioni dati venivano spente per ragioni di sicurezza, poiché, è risaputo, i droni ucraini sfruttano i traffici dati della telefonia mobile per orientarsi e per identificare meglio i loro obiettivi.

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