La guerra ormai va oltre il Golfo: l'esercito israeliano è entrato in Libano

Proseguono i raid contro i simboli del regime. Teheran colpisce obiettivi in Arabia, Qatar e Bahrein: Riad e Abu Dhabi pronte a rispondere. E Londra abbatte i primi droni nei cieli di Giordania e Iraq
March 3, 2026
La guerra ormai va oltre il Golfo: l'esercito israeliano è entrato in Libano
Edificio controllato da Hezbollah sventrato dai bombardamenti israeliani in Libano / Ansa
Si aggrava la crisi innescata dall’attacco di Usa e Israele in Iran. Aumentano i morti (la Mezzaluna Rossa iraniana ne ha contati 787 in tre giorni) e i fronti su cui la nuova guerra si combatte. Il più caldo, oltre a quello della Repubblica islamica, è il Libano. «Continuiamo a colpire l’Iran e abbiamo già risposto con forza contro Hezbollah – ha dichiarato il premier israelaino Benjamin Netanyahu – e continueremo a farlo con una forza ancora maggiore». Toni forti, incendiari. Non meno di quelli che arrivano dal fronte opposto. «Se la campagna di bombardamenti contro l’Iran continuerà, ci saranno ritorsioni contro tutti i centri economici del Medio Oriente», ha affermato il generale delle Guardie della Rivoluzione Ebrahim Jabbari. Da Teheran, ieri, è arrivata una minaccia direttamente l’Europa: «Considereremo qualsiasi azione militare europea come un atto di guerra a cui rispondere», ha tuonato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. Sul fondo del vaso di Pandora scoperchiato dall’operazione “Epic Fury”, la speranza (nel suo racconto, Esiodo l’aveva contemplata) ancora non si vede.

Il fronte libanese

Mentre l’aeronautica israeliana continuava a bombardare Teheran, ieri, il governo di Netanyahu approvava un’incursione di terra nella parte meridionale del Libano per rafforzare la sicurezza contro Hezbollah, il movimento sciita filo-iraniano che già domenica aveva lanciato missili e droni contro il nord dello Stato ebraico per vendicare l’uccisione di Khamenei. « Le truppe sono state posizionate in diversi punti vicino all’area di confine. È un passo tattico per creare un ulteriore livello di sicurezza», ha affermato il portavoce dell’Idf Nadav Shoshani. Il ministro della Difesa Israel Katz ha precisato che l’avanzata ha lo scopo di impedire il «fuoco diretto» creando una “zona cuscinetto”.
Gli attacchi incrociati non si sono fermati. Hezbollah ha abbattuto un drone israeliano sopra la città di Nabatieh e di aver attaccato una base militare nel nord di Israele. Un loro razzo ha colpito un kibbutz di Maayan Baruch e ferito un uomo. I morti in Libano sono stati 52 mentre circa 30 mila persone sarebbero state evacuate. Il primo ministro libanese Nawaf Salam si è recato nel capoluogo meridionale di Sidone per coordinare la gestione degli sfollati. Anche qui, però, c’è stato un raid israeliano: bombardata la sede locale della Jamaa Islamiya, partito islamico sunnita alleato di Hezbollah.

Il fronte iraniano

Gli attacchi di Usa e Israele hanno preso di mira la capitale colpendo l’aeroporto Mehrabad, la sede della tv pubblica iraniana e, così ha riferito l'agenzia Tasnim, l’edificio dove si riunisce l’Assemblea degli esperti, l’organismo incaricato di eleggere la nuova Guida suprema. Secondo l’Idf era in corso proprio il voto per decidere il futuro leader ma Teheran ha smentito dicendo che l’edificio era stato evacuato. Droni e missili anche sulla città di di Parchin, dove si trovano siti nucleari e missilistici, oltre che su Kangavar, Marivan, Isfahan, Shiraz e Karaj.
Non è stato ancora risolto il giallo sulla morte dell’ex presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad annunciata e smentita domenica. L’agenzia di stampa turca Anadolu ha fatto sapere che l’ex leader «è vivo e sta bene». Ahmadinejad, così ha riferito da Londra Iran International, sarebbe stato trasferito in un luogo sicuro.

La penisola arabica

Vittime e distruzioni in almeno nove Paesi dell’area. Nel mirino dell’Iran non solo le rappresentanze diplomatiche e militari di Usa e Israele ma anche i siti nevralgici della produzione petrolifera. Dall’inizio della guerra, gli Emirati Arabi Uniti hanno subito un’offensiva di centinaia di missili e droni. Tra gli obiettivi colpiti ci sono i depositi di “olio nero” a Fujairah.
L’ambasciata statunitense a Riad, in Arabia Saudita, è stata colpita di nuovo da droni iraniani causando un incendio e il crollo del tetto. Ad aggravare il contesto generale è stato l’abbattimento, da parte del Ministero della Difesa del Qatar, di due bombardieri Su-24 iraniani: non missili, né droni, ma aerei da guerra. Il Qatar starebbe valutando una risposta «Non vogliamo entrare in guerra ma dobbiamo difenderci», ha commentato il ministro degli Esteri. Alcune fonti danno come probabile anche la reazione armata dell’Arabia Saudita. Soprattutto se viene colpita anche Dhahran, la città dove ha sede il consolato americano e il quartier generale di Aramco, compagnia petrolifera di Stato.a
Teheran ha smentito di aver attaccato con un drone il porto di Duqm, in Oman, il Paese che ha mediato le trattative tra Usa e Iran sul nucleare poi naufragate. Il ministro degli Esteri omanita Badr al Busaidi ha avuto un colloquio telefonico con l’omologo russo Serghei Lavrov, per cercare un compromesso. «Serve un cessate il fuoco immediato», ha sollecitato il capo della diplomazia omanita, aggiungendo: «Ci sono vie di fuga disponibili. Sfruttiamole». Domani, i ministri degli Esteri dei Paesi dell'Unione europea e del Consiglio di cooperazione del Golfo (Gcc) terranno una riunione in videoconferenza.

Cipro, Giordania, Iraq

Il ministero della Difesa del Regno Unito ha fatto sapere che jet britannici della Raf hanno abbattuto droni nei cieli della Giordania. I velivoli sono stati supportati da un aereo cisterna Voyager. Inoltre, un’unità anti-drone britannica ha «neutralizzato» altri droni nello spazio aereo iracheno nell’ambito di quella che il premier Keir Starmer ha definito come l’azione difensiva di Londra a sostegno degli alleati nel mirino della reazione dell’Iran. Starmer ha confermato anche l’invio a Cipro del cacciatorpediniere Hms Dragon, l’unico assetto della marina britannica in grado di intercettare e abbattere missili balistici, e di elicotteri dotati di capacità anti-drone. L’operazione di «potenziamento» è scattata dopo un colloquio con il presidente dell’isola mediterranea, Nikos Christodoulides.

© RIPRODUZIONE RISERVATA