Il disastro dei Labour alle suppletive di Manchester
Alle elezioni di giovedì vincono i Verdi, seguiti dal candidato di Farage. Laburisti solo terzi in una circoscrizione storicamente "rossa". Il premier Keir Starmer incassa la sconfitta, ma non molla: «Il risultato è molto deludente ma andrò avanti finché avrò fiato»

«Il risultato è molto deludente ma andrò avanti finché avrò fiato». Così, il premier britannico Keir Starmer ha commentato la batosta elettorale subita dai Labour alle suppletive tenute giovedì per l’assegnazione del seggio di Gorton e Denton, nella zona di Manchester. Lo spoglio delle schede ha certificato la vittoria della candidata dei Verdi, Hannah Spencer, idraulica e stuccatrice di 34 anni, che ha ottenuto quasi 15.000 voti ovvero oltre il 40% dei consensi.
Per il partito di governo, la sconfitta è bruciante. La candidata laburista Angeliki Stogia è arrivata solo terza con poco più di 9.300 consensi. Eppure, la circoscrizione era «rossa» da quasi un secolo. Al secondo posto si è piazzato, invece, Matt Goodwin, il candidato di Reform Uk, il partito di Nigel Farage. Il commentatore televisivo dell'emittente di destra Gb News, ex professore di relazioni internazionali all’Università del Kent, è riuscito a intercettare il favore di oltre 10.500 elettori.
I risultati della consultazione pesano come un macigno sulla già debole leadership di Starmer, arrivato a Downing Street a luglio 2024, che nelle ultime settimane ha dovuto gestire le ripercussioni dello scandalo Mandelson-Epstein e le dimissioni di suoi collaboratori chiave. Il partito attribuisce al premier la responsabilità dell’umiliante disfatta: suo era stato il "no" alla candidatura del carismatico sindaco di Manchester, Andy Burnham, che, questo era il suo timore, se "promosso" alla Camera dei Comuni avrebbe potuto soffiargli la guida del partito.
Intervenuto in tv a commentare la disfatta, Starmer ha giocato in difesa. Ha preso di mira i Verdi accusandoli, così aveva ripetutamente fatto in campagna elettorale, di sostenere politiche estreme come «l'uscita dalla Nato nel pieno del conflitto in Ucraina e la legalizzazione di tutte le droghe per gli adulti, inclusi eroina e crack». Ha ribadito di aver fatto bene a preferire a Burnham «un candidato eccellente» come Stogia. Parole che hanno ravvivato l’indignazione di molti all’interno del suo stesso partito. La deputata laburista Brian Leishman gli ha dato dell’«egoista» e del «politicamente inetto». Infine, ha minimizzato la portata della sconfitta facendola passare come «normale» per un governo a metà mandato. Uscita infelice perché non vera, così hanno sottolineato gli addetti ai lavori, che rischia di farlo passare come un leader incapace di ammettere di aver sbagliato.
«Il partito laburista è l'unico in grado di unire il nostro Paese e le nostre comunità», ha ribadito, promettendo: «Combatteremo insieme contro gli estremismi di destra e di sinistra che vogliono lacerarci».
Tra tre mesi, i laburisti dovranno affrontare un’alta prova: le elezioni in Scozia dove, così rivelano le proiezioni di You Gov, rischiano di essere addirittura il quarto partito dietro, nell’ordine, allo Scottish National Party, a Reform Uk e, di nuovo, ai Verdi.
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