Corea del Nord in festa per Xi Jinping (ma il regime alza il livello della sue minacce)

Prima dell'arrivo dell'ospite, Kim Jong-un ha dato ordine di espandere l'arsenale missilistico di 2,5 volte nei prossimi cinque anni
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June 8, 2026
Le bandiere di Cina e Corea del Nord adornano le strade di Pyongyang in occasione della visita del presidente cinese Xi Jinping
Le bandiere di Cina e Corea del Nord adornano le strade di Pyongyang in occasione della visita del presidente cinese Xi Jinping/ ANSA
Soldati in parata, bande musicali, bambini festatati, palloncini e bandiere svolazzanti. L’arrivo del presidente cinese Xi Jinping, accompagnato dalla moglie Peng Liyuan, in auto a Piazza Kim Il Sung a Pyongyang è stato salutato, come prevedibile, da “una folla esultante” (parola della Xinhua, l’agenzia di stampa ufficiale cinese). In prima linea, ovviamente, il padrone di casa, il leader nordcoreano Kim Jong-un, con la fianco la consorte Ri Sol-ju. Ma sotto il velo festante, dietro gli omaggi e gli striscioni osannanti inneggianti “all’eterna amicizia tra Corea del Nord e Cina”), tra i due Paesi serpeggiano una serie di tensioni e malumori. A Pechino, in particolare, si guarda con preoccupazione all’attivismo di Kim e all’avvicinamento sempre più accelerato della Corea alla Russia.
Non a caso la visita di Xi, la prima dopo sette anni, è stata preceduta da alcune perentorie dichiarazioni d’intenti da parte del regime nordcoreano, che non sono sfuggite agli analisti. Domenica, Kim Yo-jong, l’influente sorella del leader nordcoreano considerata una figura chiave nella politica estera, ha ribadito che lo status della Corea del Nord come potenza nucleare non è negoziabile, escludendo così qualsiasi prospettiva di denuclearizzazione. Un messaggio indirizzato non solo a Washington, ma anche a Pechino. "La tempistica stessa era una dimostrazione mirata alla Cina", ha spiegato al Korea Times, Kim Yeoul-soo, capo dell'Ufficio per la Strategia di Sicurezza presso l'Istituto Coreano di Ricerca per gli Affari Militari di Seul. "Si tratta di un segnale che la Cina dovrebbe smettere di chiedere la denuclearizzazione e trattare invece la Corea del Nord come uno Stato dotato di armi nucleari". Un punto fermo che di fatto restringe gli spazi di manovra di Xi al quale lo stesso Trump aveva recapitato la richiesta di “moderare” l’aggressività di Pyongyang.
Ma ancora più dirompenti sono state le parole di Kim: il leader nordcoreano prima ha chiesto ha chiesto un'espansione "esponenziale" dell'arsenale atomico del Paese e poi ha dato ordine di ampliare di 2,5 volte della capacità produttiva di missili balistici e da crociera del Paese in cinque anni. Un arsenale che Pyongyang considera sempre più cruciale per la sua strategia di difesa, con Kim che in passato ha affermato che i missili balistici a corto raggio possono essere equipaggiati con testate nucleari e colpire la Corea del Sud e le basi statunitensi nella Penisola coreana.
Come riposta il sito Nk news, negli ultimi mesi, la Corea del Nord ha cercato di diversificare ulteriormente le capacità della “famiglia” di missili Hwasong-11, testando varianti armate con munizioni a grappolo, bombe a frammentazione e testate a frammentazione. Ma non solo: la capacità missilistica è una carta che il regime sta giocando anche per garantirsi entrate necessarie alla sopravvivenza della sua economia. “La serie Hwasong-11 ha svolto un ruolo centrale negli sforzi di Pyongyang per raccogliere valuta estera per il regime attraverso la vendita di armi alla Russia, che spesso utilizza i missili balistici a corto raggio Hwasong-11A (KN-23) e Hwasong-11B (KN-24) per colpire obiettivi ucraini”.
La corsa agli armamenti, e soprattutto la velocità impressa da Kim all’espansione dell’arsenale, costituiscono poi elementi sempre più dirompenti, perché possono sovvertire i già fragili equilibri regionali (e non solo). Insomma, stanno cambiando i paradigmi geopolitici. Come scrive il sito Asia Defence Security, “l'ultimo ordine di Kim segnala che la Corea del Nord non punta più solo al simbolismo della deterrenza, ma a una capacità di guerra missilistica sostenuta, in grado di sopraffare le architetture di difesa missilistica regionali attraverso la quantità, la sopravvivenza e il ritmo operativo”. Una “forza tellurica” che potrebbe sfuggire di mano anche alla Cina di Xi Jinping.

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