martedì 20 febbraio 2024
L'impegno del Consultorio familiare "Al Quadraro" di Roma diventa emblematico per raccontare le trasformazioni dei bisogni familiari e le nuove vulnerabilità. Parrocchia in prima linea
«Famiglie fragili? Ci pensiamo noi»

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Di cosa hanno bisogno le coppie e famiglie fragili, in crisi? «Di un ascolto profondo e di una proposta che curi, sempre più spesso, il vuoto di idee, di modelli di riferimento e di proposte. Le parrocchie così come ogni comunità cristiana non possono più eludere questa urgenza: un “centro di ascolto” deve essere veramente tale. Non può limitarsi alla nobile organizzazione di servizi gratuiti di prestazioni materiali, che sono necessari ma non rispondono alla questione più vera e nascosta, più urgente: la fragilità dei legami e una certa incompetenza emotiva e sentimentale.

Una realtà come quella del Consultorio familiare “Al Quadraro” ha precisamente il fine di colmare questo vuoto e di offrire a chi è in difficoltà il servizio di un’équipe di professionisti».

Lo scrive monsignor Riccardo Mensuali, della Pontificia Accademia per la vita, nella Prefazione al volume Famiglie e coppie fragili. Comprendere le complessità dei legami (Marcianum Press), a cura di Giorgio Bartolomei, Laura Boccanera e Tiziana Lania: sono psicoanalisti, psicoterapeuti familiari, analisti transazionali che fanno parte di una équipe integrata del Consultorio familiare “Al Quadraro”, promosso dalla diocesi di Roma.

Il volume riassume l’attività svolta nel decennio 2012-2022 dal Servizio di psicoterapia familiare del Consultorio, che ha cercato di dare una risposta alla sofferenza e alle difficoltà presentate non solo raffinando il modus operandi, ma anche creando e realizzando progetti che rispondessero in modo più specifico alle esigenze emergenti con un’ottica terapeutica e anche preventiva, attivando nuovi servizi: lo sportello d’ascolto nelle scuole, il progetto “Paternità fragile” (percorso di supporto alla paternità in situazioni di divorzio o separazione coniugale), incontri con le coppie nel corso di preparazione alla nascita, ricerca su Covid e adolescenza, interventi sul bullismo e sull’uso-abuso dei social network in adolescenza.

«Solo quando riconosciamo la fragilità che è dentro di noi è possibile comprendere quella dell’altro. La fragilità diventa così una risorsa che avvia un processo di cambiamento individuale e collettivo», sottolineano gli autori.

«Le storie raccontate nel libro sono tutte incentrate su un segreto, che ne costituisce il perno: non vergognarsi della propria fragilità, riconoscerla e imparare a superarla chiedendo aiuto. Colpisce quel che sintetizza un uomo durante il percorso: “Andare avanti come se niente fosse”. Questo è ciò che propone il mondo, la società, quello che lui e la sua famiglia avevano assunto come impostazione di vita. Far finta di nulla, forse nella consapevolezza che nessuno ci potrà aiutare. Non è forse vero che, come recita il proverbio, i panni sporchi si lavano in famiglia? Gli autori scommettono sul contrario. E vincono. Non perché abbiano (chi ce l’ha?) la bacchetta magica ma perché offrono un nuovo terreno, solido e sicuro, dove ciascuna persona potrà ricominciare a dialogare con sé, a liberarsi dal condizionamento e dalla dipendenza di schemi, pregiudizi, preconcetti e maschere e a ricostruirsi partendo dalle nuove consapevolezze acquisite», prosegue monsignor Mensuali.

E aggiunge: «Le pagine del volume costituiscono un appello deciso e ineludibile a costruire, nelle nostre parrocchie o come in questo caso nel Consultorio familiare, ambienti caldi e accoglienti dove la fraternità si presenti come porta aperta per accorgersi, ascoltare, parlare. Per piangere e gioire, per trasformare le fragilità dell’amore nella forza di legami che durino tutta la vita».

Nel 1993 la diocesi di Roma – nella persona di monsignor Giuseppe Mani, vescovo ausiliare responsabile della Pastorale familiare, «ritenne utile e opportuno progettare e realizzare il Consultorio familiare diocesano “Al Quadraro” sulla Tuscolana, un quartiere di periferia molto popolare e multiculturale. Una struttura al servizio della famiglia e in ascolto delle esigenze del territorio, capace di “creare legami precisi con le altre realtà sociali che compongono il territorio della Capitale”. Si iniziò strutturando sia un cammino di formazione per gli operatori, tutti con una adeguata competenza professionale, compresa la figura del consulente etico come riferimento ai valori e alla responsabilità dell’ispirazione cristiana, e creando un servizio di accoglienza e ascolto per persone singole e coppie», spiegano la fondatrice Enrica Clemente Cichi e il consulente etico don Giuseppe Colleo, psicologo e psicoterapeuta.

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