Dai giovani, per i giovani: il Premio Fosbury guarda al futuro del Paese
di Giulio Isola
Premiate durante l’Assemblea del Forum delle Associazioni Familiari le migliori tesi sul protagonismo giovanile. Dallo “Youth Check” alla rappresentanza politica under 30 fino ai disturbi alimentari, tre ricerche per ripensare il ruolo delle nuove generazioni nella società

Tre università italiane, tre ricerche diverse ma unite da una stessa domanda di fondo: quale spazio viene realmente riconosciuto alle nuove generazioni dentro la società contemporanea? È attorno a questo interrogativo che si è svolta l’edizione 2026 del Premio Fosbury, promosso dal Forum delle Associazioni Familiari e dedicato alle migliori tesi di laurea sul protagonismo giovanile. I vincitori sono stati proclamati durante l’Assemblea nazionale del Forum. A essere premiati sono stati Francesco Sansone dell’Università di Parma con una tesi sullo “Youth Check” come strumento di valutazione generazionale delle politiche pubbliche; Lorenzo Colombo dell’Università degli Studi di Milano con una ricerca sul comportamento elettorale giovanile e sulla rappresentanza delle nuove generazioni nel contesto europeo; e Viviana Tiradossi dell’Università degli Studi di Perugia con uno studio dedicato ai percorsi di incontro con il cibo nei pazienti con disturbi dell’alimentazione. «Le tesi premiate dimostrano quanto sia necessario investire con decisione sulle nuove generazioni, offrendo ai giovani strumenti concreti per essere protagonisti del proprio percorso di vita e del futuro del Paese», ha dichiarato Adriano Bordignon. Secondo il presidente del Forum, i giovani continuano troppo spesso a essere considerati marginali «nelle scelte politiche, educative e lavorative», mentre avrebbero bisogno «di opportunità reali, stabilità e condizioni che permettano loro di esprimere capacità, competenze e progettualità».
Il Premio rientra nel più ampio “Progetto Fosbury”, iniziativa con cui il Forum delle Associazioni Familiari prova a rilanciare il tema del protagonismo giovanile come questione sociale e culturale prima ancora che generazionale. Il riferimento è alla figura di Dick Fosbury, l’atleta statunitense che rivoluzionò il salto in alto inventando il celebre “Fosbury Flop”, tecnica che cambiò per sempre il modo di affrontare la disciplina. Una metafora scelta per indicare la necessità di «uscire dalla logica comune» e trovare nuovi modelli di partecipazione e innovazione anche nelle politiche rivolte ai giovani. L’obiettivo del progetto, spiegano i promotori, è costruire reti e iniziative capaci di incidere concretamente sulla vita delle nuove generazioni, favorendo autonomia, partecipazione e possibilità di costruire il proprio futuro, comprese relazioni stabili e nuove famiglie. Un tema che il Forum lega apertamente anche alla crisi demografica italiana e alla difficoltà, per molti giovani, di immaginare percorsi di vita duraturi. La commissione del Premio Fosbury 2026 è stata presieduta da Cristina Riccardi e composta, tra gli altri, da Francesco Belletti, Lucia Marchegiani e Alessandro Minello.
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