Cannes, nel documentario di Zippel un Vittorio De Sica sociale e politico

Il regista: «Le sue opere non hanno solo fotografato la realtà, ma hanno lasciato un segno indelebile»
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May 16, 2026
Cannes, nel documentario di Zippel un Vittorio De Sica sociale e politico
Vittorio De Sica insieme all'attrice spagnola María Mercader
Alla fine un film italiano a Cannes c’è, ed è Vittorio De Sica – La vita in scena, il documentario di Francesco Zippel presentato in anteprima ieri nella sezione Cannes Classics, prodotto da Quoiat Films, Luce Cinecittà, Movimenti Production, Sky, prossimamente nelle sale con Fandango e successivamente disponibile su Sky e Now. Attingendo a racconti inediti della sua famiglia, a materiali d’archivio rari e preziosi, alle testimonianze di artisti e registi contemporanei di tutto il mondo, come Wes Anderson e Ruben Östlund, ricorrendo anche al linguaggio dell’animazione, il film ripercorre la vita di uno dei padri del Neorealismo, la sua opera e la sua eredità con un ritratto intimo di un autore che continua a ispirare cineasti di oggi. Il film è stato presentato sulla Croisette alla presenza dei nipoti di Vittorio, Andrea e Brando, co-produttori del documentario, per una celebrazione che ha visto anche la proiezione della versione restaurata de La ciociara, il film che nel 1962 regalò un Oscar a Sofia Loren.
Commentando una famosa scena di Ladri di biciclette, in cui una panoramica dall’alto in basso mostra la montagna di lenzuola al banco dei pegni, Östlund parla di cinema sociale e politico. «Quando un cineasta racconta in maniera così autentica e diretta la realtà – commenta Zippel – i film sono naturalmente e istintivamente politici. Le opere di De Sica non si sono limitate a fotografarla, quella realtà, ma hanno lasciato un segno indelebile per decenni. Ho ho usato il sottotitolo La vita in scena perché ho sempre avuto l’impressione che qualsiasi esperienza lui vivesse nella sua vita, sia pubblica che privata, andava traducendosi nel suo cinema». Colpisce poi nel film una frase di Francis Ford Coppola che sostiene come il cinema di De Sica consista in tutto quello che definisce l’umanità. «Un commento – aggiunge Zippel – che definisce il cinema di quei registi, pochissimi, capaci di mettere in scena momenti di grande umanità, fotografando senza filtri periodi storici ben definiti».

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