Caccia al tesoro. Di nuovo
La Corte suprema del Cile autorizza il milionario Bernard Keiser ad avviare la diciottesima missione

Nella zona di Puerto Inglés, sull’isola di Robinson Crusoe – in Cile – sarebbero stati sepolti quasi mille barili pieni di monete d’oro e d’argento, gioielli e pietre preziose. Secondo le fonti storiche, a nascondere il tesoro è stato Juan Ubilla de Echeverria: era il prezioso carico della nave di cui era capitano, nel 1714, la Nuestra Señora del Monte Carmelo. Oggi, quel carico vale tra i venti e i quaranta miliardi di dollari: si capisce perché Bernard Keiser, che – però – milionario lo è già, abbia fatto di tutto per ottenere il permesso di proseguire la caccia al tesoro che insegue da trent’anni e a cui ha già dedicato diciassette spedizioni di ricerca. La Corte suprema del Cile lo ha autorizzato a riprendere gli scavi sull’isola: la prossima missione del settantaseienne americano comincerà a giugno. Fino a oggi Keiser ha speso cinque milioni di dollari e altri dovrà investirne se spera di arrivare al bottino del capitano Echeverria. Lo scopo del già ricchissimo Keiser è diventare ancora più ricco? Più probabile che il vero tesoro, per lui, non siano i forzieri d’oro, ma il brivido dell’avventura, l’emozione di risolvere un mistero lungo tre secoli.
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