Un data center “bello” in Umbria. Cucinelli ci prova nell’ex centrale elettrica
L’imprenditore finanzia il primo sviluppo del centro tecnologico a Pietrafitta, a 16 km. dalla sede della sua azienda.
Sarà una riconversione industriale
per fare innovazione in armonia
col territorio

Il «visionario garbato» della moda (titolo del suo film autobiografico dell’inverno scorso) fa un passo, a modo suo, nel mondo digitale. Brunello Cucinelli finanzia le prime mosse di un data center a Pietrafitta, a 16 km. dal suo Borgo Solomeo. Vuol essere un esempio di rigenerazione industriale, ma «sartoriale» e «sostenibile e rispettoso del territorio», per dirla con le parole del fondatore che ci tiene a precisare: «Ma non scrivete che Cucinelli si mette a fare i data center . La nostra attività resta fare abiti».
Col suo intuito basato sul leggere il contemporaneo partendo dalla filosofia e dalla storia, questo passo che compie il gruppo leader nel cachemire è un ponte fra tradizione della manifattura e innovazione: l’ex centrale elettrica Enel della Valnestore (a pochi passi dal lago di Pietrafitta e da piccoli bacini che garantiranno l’acqua per il raffreddamento), sito in rovina da oltre 30 anni, sarà riconvertita e restituita a una nuova vocazione nel segno dei tempi, per creare un vero “Parco dell’innovazione”. Capace di ospitare infrastrutture dedicate all’intelligenza artificiale e alla capacità computazionale, mettendole al servizio possibilmente del settore pubblico, nella ricerca scientifica e nella sanità. Il progetto è stato presentato nella vecchia centrale (accanto alla quale sorge l’attuale, tuttora attiva invece), alla presenza di Stefania Proietti, governatrice dell’Umbria, e dei sindaci di Piegaro e Panigale, Comuni che tramite un consorzio sono i proprietari dell’area di 7 ettari interessata, dove si trovano una dozzina di edifici dismessi. L’idea si deve a Riccardo Stefanelli, il 45enne ad di Cucinelli (nonché genero), oltre che del Foro delle Arti, l’holding di famiglia, e di Umbria Data Garden, società operativa costituita per l’occasione. Il gruppo, come detto, si limiterà a finanziare la progettazione e la parte estetica. «Puntiamo a far nascere qui un data center umanistico, rappresentativo del nostro modo di vivere e in armonia col contesto, senza i colori strani di certi capannoni - spiega Cucinelli -. Dovrà essere, come ci ha insegnato Vitruvio, solido, utile e bello».


Quella di Pietrafitta sarà una struttura fra i 6 e i 9 megawatt, non enorme, ma ben più grande dell’unico centro di questo tipo oggi esistente in Umbria. Una mossa che dà attuazione al vivido interesse dell’imprenditore per la tecnologia, testimoniato anche dal futuro ingresso (entro l’anno) di Eddy Cue, vicepresidente Apple, nel Cda dell’azienda di Solomeo. Oltre che dai contatti continui di Brunello coi big del settore, da Kevyn Sistrom, fondatore di Instagram, a Reid Hoffman, di Linkedin. «Mi fa piacere - aggiunge - che Microsoft ora abbia definito la sua “Superintelligenza” artificiale come umanista, l’avete notato? L’IA è e sarà nostra ancella, non dobbiamo guardarla con paura se la instradiamo per bene».
«L’idea è venuta a Stefanelli un paio d’anni fa: «Un po’ - racconta - da umbro innamorato di queste terre, che meritano di vivere un nuovo capitolo, e un po’ ragionando sulla sovranità dei dati nell’era dell’IA e su cosa fare al riguardo». Perché, aggiunge, «bisogna riconoscere che almeno qui Trump ha detto il giusto, quando ha sottolineato l’importanza di questo tema». Una parte fondamentale del progetto sarà dedicata alle persone e alla loro formazione, in collaborazione con l’Università di Perugia e Confindustria. L’obiettivo è favorire la nascita di nuove competenze, offrire opportunità ai giovani e contribuire a creare in Umbria un luogo nel quale talenti, ricercatori, imprese e istituzioni possano incontrarsi, lavorare insieme e immaginare il futuro. Con l’intenzione di custodire e valorizzare ciò che già esiste, recuperando, ove possibile, gli edifici e le aree dell’ex sito industriale. Per la riqualificazione dell’area (richiederà circa un anno di lavori) la Regione ha già stanziato 2,5 milioni, ha ricordato Proietti. Poi il “grosso” del lavoro sarà quello di trovare lo sviluppatore, italiano o straniero, che dovrà dar vita vera e propria al data center , sulla carta un progetto che potrebbe valere 100 milioni. Con l’obiettivo di vedere la luce fra tre anni.
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