I gruppi su Telegram, gli agenti infiltrati: come è stata scoperta la multinazionale della pedopornografia

L’indagine della Polizia postale partita da una segnalazione americana: 17 arresti tra Italia e Svizzera, oltre 34mila immagini e 20mila video sequestrati. La rete aveva ruoli, amministratori e sistemi per ricreare i canali dopo le chiusure
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September 17, 2026
Un frame del filmato diffuso dalla Polizia della vasta operazione svolta dagli specialisti Polizia Postale, coordinati dai pm della Dda di Roma, che ha portato all'arresto 17 pedofili
Un frame del filmato diffuso dalla Polizia della vasta operazione svolta dagli specialisti Polizia Postale, coordinati dai pm della Dda di Roma, che ha portato all'arresto 17 pedofili
Un social network della pedofilia attivo su Telegram, una organizzazione criminale in cui operavano anche italiani, paragonabile per struttura ad una società multinazionale. È quanto scoperto dalla Polizia postale nell'ambito di una indagine dell'Antimafia di Roma che ha portato all'arresto di 17 persone, dieci delle quali fermate in flagranza di reato. Gli arresti sono stati fatti in diverse regioni tra cui Lombardia, Veneto, Sardegna, Puglia e Campania. Uno dei capi è stato fermato in Svizzera. I gestori del gruppo avevano età comprese tra i 22 e i 28 anni. I numeri emersi dalle indagini sono spaventosi: 34 mila immagini e oltre 20 mila i video individuati dagli inquirenti che hanno sequestrato circa 282,9 gigabyte di materiale illecito. Le vittime sono giovanissime: gli inquirenti hanno individuato anche foto di bambini di appena 4 anni.
Le indagini sono iniziate nel 2024 grazie a una segnalazione dell’agenzia statunitense Homeland Security Investigations (Hsi), che aveva individuato un gruppo privato denominato “New Saga”. Attraverso anche all’analisi di transazioni effettuate in criptovaluta, gli investigatori sono riusciti a identificare uno degli amministratori del gruppo e ad avviare una complessa operazione sotto copertura. Nel corso di oltre un anno di lavoro, gli agenti della Postale sono riusciti a infiltrarsi nei gruppi criminali, conquistando la fiducia degli amministratori fino a ottenere ruoli di elevata responsabilità all'interno della rete. Questo ha consentito di monitorare dall'interno le attività dei gruppi, che venivano costantemente ricreati con nomi diversi per sfuggire ai controlli delle forze dell'ordine. Uno di questi gruppi erano stato ribattezzato “La Sala dei Re”, a sottolinearne il contesto di potere nel quale gli amministratori dei gruppi Telegram ritenevano di operare. L'organizzazione risultava strutturata e composta da diversi soggetti con compiti specifici: gestione dei gruppi, promozione delle attività illecite, amministrazione di server e servizi cloud, moderazione dei contenuti e sviluppo di strumenti informatici automatizzati per garantire la continuità della rete anche in caso di chiusura dei canali. L’abbonamento mensile per “utenti” costava dai 3 ai 9 dollari. «Siamo in presenza di un commercio indegno di minori – ha commentato il procuratore di Roma, Francesco Lo Voi –. È stata una indagine particolarmente importante, non solo per i numeri. Quella che abbiamo scoperto era una organizzazione con una struttura paragonabile a una società multinazionale».

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