Rabbino 60enne aggredito e picchiato a Milano

Alla fermata dell'autobus è stato insultato e preso a calci e pugni da tre giovani. Ma ha fatto in tempo a fotografarli e ha poi sporto denuncia. Poco lontano la polizia ha fermato i presunti responsabili e li ha portati in questura: «Sembra che fossero di origine araba» ha riferito il presidente della Comunità ebraica di Milano, Meghnaghi. Aggiungendo: «Mi vergogno del mio Paese»
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September 16, 2026
Lo hanno prima insultato e preso a spintoni e poi lo hanno aggredito a calci e pugni, a sputi, e gli hanno calpestato il cappello. È quanto è successo a un rabbino di circa 60 anni in pieno giorno, oggi poco prima delle 18, a Milano in zona Bande Nere, che si trova vicino al quartiere ebraico, mentre aspettava l’autobus. In tre, trovati poco dopo dalla polizia, sono già stati individuati e portati in questura e denunciati.
A rendere noto l’episodio è stato il presidente della Comunità ebraica di Milano, Walker Meghnagi che senza mezzi termini ha commentato, «mi vergogno del mio Paese per quanto successo, una cosa così violenta non l’abbiamo mai vista».
Subito è arrivata la solidarietà delle istituzioni, con il presidente del Senato Ignazio La Russa, che ha parlato di «episodio inquietante che non può essere sottovalutato. La violenza e l’odio antisemita non possono trovare spazio nella nostra società e devono essere contrastati con fermezza, attraverso l’accertamento dei fatti e l’individuazione delle responsabilità».
L’uomo si trovava alla fermata del bus quando tre uomini, «sembra di origine araba», come ha riferito Meghnagi, hanno iniziato a dargli fastidio e a spingerlo ma lui non ha reagito. I tre poi «lo hanno preso a calci e pugni, gli hanno tolto il cappello, lo hanno calpestato e gli hanno sputato addosso. Hanno riconosciuto che era ebreo da come era vestito», ha detto ancora Meghnagi.
Il rabbino ha però fatto in tempo a fare una foto e anche un video ai tre uomini mentre scappavano verso la metropolitana di Bande Nere. Ha chiamato gli agenti e poi sporto denuncia per quanto accaduto ed è andato in ospedale a farsi visitare.
«Purtroppo, all’indomani del 7 ottobre 2023, abbiamo assistito a una sorta di via libera all’odio antiebraico – ha commentato il direttore del Museo della Brigara ebraica Davide Romano –, esploso persino prima della reazione militare di Israele a Gaza». Dalla Brigata ebraica arriva «l’ennesimo accorato appello alla politica, e in particolare a certa sinistra: è indispensabile abbassare immediatamente i toni». A Milano le polemiche politiche relative alla guerra in Medio Oriente si fanno sentire da tempo e hanno raggiunto l’apice durante il corteo nazionale del 25 aprile quando alla Brigata ebraica non è stato permesso di sfilare da gruppi pro Palestina e da diversi cittadini. 
Dopo le dichiarazioni di condanna dell'episodio espressa da molti esponenti di quasi tutte le forze politiche, in serata è giunto anche un messaggio di solidarietà da parte della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, al rabbino aggredito. 

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