Segnali di ripresa per Stellantis: verso il mezzo milione di auto prodotte nel 2026
di Cinzia Arena
La Fim-Cisl ha presentato il suo report sui dati trimestrali: la produzione di auto in crescita del 22%. La multinazionale: crescita del 5% delle immatricolazioni a livello europeo

Una luce in fondo al tunnel per Stellantis. Dopo un biennio particolarmente buio, i primi mesi del 2026 segnano una svolta con la produzione e delle immatricolazioni. Per quanto riguarda i veicoli prodotti si parla di un incremento complessivo del 9,5% nel primo trimestre secondo il report diffuso oggi dalla Fim Cisl: 120mila tra autovetture e veicoli commerciali, rispetto alle 109.900 dello stesso periodo del 2025. La produzione di autovetture registra un aumento del 22%, raggiungendo le 74mila unità, mentre quella dei veicoli commerciali segna una flessione del 5,8%, attestandosi a 46mila mezzi.
Il risultato positivo delle auto è legato in larga parte dal lancio produttivo, avvenuto nell'ultimo trimestre, della 500 ibrida a Mirafiori e della nuova Jeep Compass a Melfi. Questi modelli hanno consentito di recuperare parte delle perdite, senza tuttavia permettere il ritorno ai volumi degli anni precedenti. I volumi di produzione si sono infatti quasi dimezzati rispetto alle 751mila unità del 2023.
Per quanto riguarda gli stabilimenti di assemblaggio auto, solo Cassino (-37,4%) continua a perdere volumi anche rispetto al 2025. In crescita, invece: Melfi (+92,5%), Torino Mirafiori (+42,4%), Pomigliano (+6,7%) e Modena (+583%). Lo stabilimento Sevel, pur rimanendo quello con i maggiori volumi produttivi (circa il 39% della produzione italiana), registra una flessione del 5,8% rispetto al primo trimestre 2025. Il report della Fim-Cisl segnala come quasi la metà della forza lavoro del gruppo coinvolta in ammortizzatori sociali.
"E' prevedibile che il livello produttivo – sottolinea il segretario della Fim Cisl Ferdinando Uliano - sia superiore a quello del 2025, intorno a 500 mila veicoli complessivi con le auto sopra le 300 mila; tuttavia, un eventuale avvicinamento ai volumi del 2023 dipenderà in larga misura dalla tenuta dei modelli già presenti negli stabilimenti e dal riscontro dei nuovi modelli sul mercato" .Resta inoltre motivo di preoccupazione il quadro economico internazionale. Sul piano occupazionale per il 2026, fatta eccezione per Cassino, è prevedibile una riduzione sensibile dell'utilizzo degli ammortizzatori sociali e in alcune situazioni casi una crescita occupazionale con nuovi inserimenti. In una prima fase sicuramente in forma temporanea.
Intanto anche l’azienda ha diffuso i dati trimestrali con quasi 697 mila veicoli immatricolati, il 5% in più del 2025. La quota mercato sale di 0,21punti percentuali al 17,5%, la quota per il trimestre più alta da due anni a questa parte. Il gruppo guidato da Antonio Filosa è l'unico costruttore tra i primi dieci che incrementa la propria quota mercato nel primo trimestre. Fiat cresce del 25,4%, Lancia del 15,7%, Citroën del 12,3% e Opel/Vauxhall del 10,5%. Nelle vendite, tra i mercati maggiori, Stellantis ha raggiunto buoni risultati in Germania (+15,2%), che cresce a due cifre, e anche in Italia (+6,7%) e in Spagna (+6,1%)
"I primi tre mesi del 2026 hanno consolidato il processo di recupero già iniziato da Stellantis verso la fine dell'anno scorso. Continuiamo a costruire una solida dinamica di crescita, grazie al nostro piano di rilancio del business, basato sulla centralità dei bisogni del cliente, cui offriamo una gamma equilibrata tra funzionalità, design e scelta di motorizzazioni" sottolinea Emanuele Cappellano, responsabile Europa di Stellantis.
Dalla Cgil intanto arriva una nuova denuncia sul caso dei lavoratori di Trasnova. “Riteniamo grave la decisione di Stellantis di attivarsi presso il Tribunale di Torino al fine di ripristinare le normali attività lavorative e quindi frenare le iniziative di mobilitazioni messe in campo dai lavoratori in queste settimane nei vari siti. Questa decisione, che condanniamo fermamente, rischia di innescare una dinamica pericolosa" sottolineano in una nota, Samuele Lodi, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile settore mobilità e Ciro D'Alessio, coordinatore nazionale automotive per la Fiom. Il sindacato chiede a Trasnova di ritirare immediatamente i licenziamenti e discutere di quale ammortizzatore sociale attivare in questa fase.
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