Perché Audi, gruppo Volkswagen, ora ipotizza di vendere Ducati, gioiello del motociclismo italiano.
L'azienda di Wolfsburg vuole fare cassa vendendo 600 partecipazioni a società sul totale di 2.000. L'Ad Döllner: «non escluso, ma non prima di due o tre anni». Urso: «concordato un percorso per salvaguardiare l'azienda». Il presidente dell'Emilia Romagna de Pascale: «vagliare acquirenti con massima attenzione»

La Ducati potrebbe lasciare Audi, del gruppo Volkswagen, per esser venduta a terzi. Per ora è solo un’ipotesi, a quanto pare però piuttosto concreta. A parlarne è l’agenzia Bloomberg ripresa da varie testate tedesche. Il contesto è lo «Zukunftsplan 2030» (Piano per il futuro 2030) dell’ad del gruppo Oliver Blume, approvato a sorpresa la scorsa settimana dal consiglio di sorveglianza del gruppo Volkswagen con il taglio di altri 50.000 posti di lavoro.
Sullo sfondo, l’urgenza dell’azienda di liberarsi di circa seicento partecipazioni in società tra le circa duemila complessive. Obiettivo: fare cassa. Si parla di ricavi dalle vendite delle partecipazioni per 15 miliardi di euro, necessari per alimentare investimenti (soprattutto per l’elettrico) di 135 miliardi complessivi tra il 2027 e il 2031 previsti dall’azienda di Wolfsburg.
«Nel gruppo Volkswagen – ha dichiarato a Bloomberg l’ad di Audi Gernot Döllner, che è anche membro della direzione del gruppo – siamo molto impegnati per una gestione disciplinata e responsabile del portfolio. È parte del processo di valutazione che parliamo anche di Ducati, ma niente è stato deciso». Ducati fa parte del cosiddetto “Progressive Brand Group” che include anche i marchi Lamborghini e Bentley. Anche se, va detto, rispondendo a un domanda del Sole 24 Ore, lo stesso Döllner ha precisato che «non ci sarà alcuna decisione nei prossimi due o tre anni».
Lo storico marchio motociclistico, acquistato da Audi nel 2012 (tra i grandi fautori il defunto grande azionista del gruppo Ferdinand Piëch, motociclista appassionato), ha visto negli ultimi tempi un calo dei profitti. Nel 2025 sono stati di 52 milioni di euro su un fatturato di 925 milioni, dunque il 5,6%. Nel 2024 il fatturato era di circa un miliardo di euro e i profitti 91 milioni. In calo anche le vendite, scese nei due anni da 54.500 unità a 51.000.
Complessivamente, il fatturato della casa motociclistica corrisponde all’1,4% di quello di Audi (i profitti all’1,5%). Se al gruppo quello che interessa è fare cassa, secondo le stime di Bloomberg una vendita di Ducati porterebbe circa 1,25 miliardi di euro. Visto però il prestigio del marchio bolognese, considerato la “Ferrari delle moto”, sempre più presente nei gran premi di motociclismo e clienti appassionati in tutto il mondo, i dubbi restano.
Per il momento, comunque, rimane il mistero sui possibili acquirenti. In Germania vari media parlano del presunto interessamento della società di investimenti italiana Patritalia (che avrebbe offerto 2,5 miliardi di euro). Volkswagen però rifiuta di commentare in proposito. Altri possibili compratori sarebbero investitori finanziari e società asiatiche. «Una vendita – ha dichiarato l’ad di Ducati Claudio Domenicali – non è del tutto impossibile».
La vicenda sta creando preoccupazione in Italia. «Mi sono confrontato con l’ad Domenicali – ha dichiarato il ministro delle imprese Adolfo Urso su X – concordando un percorso che possa consentirci di salvaguardare un’azienda così importante, simbolo del made in Italy, di cui tutti siamo orgogliosi».
«Anche in questa circostanza – aggiunge Urso – che peraltro conferma il valore dell’azienda, che molti ci invidiano, utilizzeremo al meglio gli strumenti a nostra disposizione perché questo patrimonio del Paese possa continuare a rappresentarci con i suoi straordinari successi sportivi, tecnologici e di mercato, esempio di eccellenza e di qualità».
«Quello che abbiamo chiesto – ha dichiarato per parte sua il presidente dell’Emilia Romagna Michele de Pascale –è che qualsiasi potenziale acquirente sia vagliato con grandissima attenzione da parte del governo italiano. Perché non stiamo parlando della Ducati di oggi, stiamo parlando della Ducati di domani».
Quindi a «Volkswagen va chiesto con chiarezza che cosa vogliono fare e il governo deve usare tutti gli strumenti di legge e di politica industriale perché chi possiede la Ducati continui a dare uno slancio un’attività industriale produttiva in Italia».
Si mobilita anche il sindaco di Bologna Matteo Lepore, che incontrerà i segretari nazionali e locali dei sindacati venerdì prossimo.
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