Il primo progetto vitivinicolo della diocesi di Padova

L’Istituto di sostentamento del clero lancia Villa Maggioni, 12 ettari con uliveti e vigneti. Il vescovo Cipolla: «Custodire
e preparare
il futuro»
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September 8, 2026
Il primo progetto vitivinicolo della diocesi di Padova
L'area di Villa Maggioni
Valorizzare il patrimonio, ma anche la storia, le tradizioni, la produzione agricola tipica di un territorio nell’ottica della sostenibilità, della cura della terra e dei suoi prodotti. Su questo sfondo si muove il progetto vitivinicolo “Villa Maggioni” dell’Istituto diocesano per il sostentamento del clero di Padova, che rientra in una pianificazione di medio/lungo periodo del comparto “terreni”, orientata alla dismissione di appezzamenti a seminativo di piccole dimensioni o di aree di scarsa o nulla redditività per concentrare l’attività agricola su coltivazioni di pregio di uliveti in zona Dop “Veneto Euganei e Berici” e di vigneti in zona Doc “Colli Euganei”, fino alla produzione di olio e vino.
Il progetto vitivinicolo prende nome dall’omonima tenuta sui colli Euganei, nel territorio di Torreglia (Pd), acquistata nel 2023, comprensiva di 12 ettari, tra cui 5 coltivati a vigneto di nuovo impianto e 2 ad uliveti in cui sono state collocate anche 200 nuove piante, oltre al giardino della villa e al bosco. Al centro campeggia un’ottocentesca dimora catalogata tra le Ville storiche del Veneto, sottoposta a un’accurata opera di restauro, nel rispetto dell’impianto architettonico e nel recupero delle finiture originarie; al suo fianco un rustico rigenerato per affinamento dei vini e degustazione.
L’obiettivo è valorizzare alcune colture tipiche, puntando sulla qualità, a partire dalla produzione vinicola che ha trovato l’entusiasmo di Riccardo Cotarella, presidente di Assoenologi, che ha messo a disposizione gratuitamente competenze e passione per il vino. Non si tratta di reinventare un territorio ha sottolineato Cotarella: «Queste colline hanno una storia geologica eccezionale, una biodiversità straordinaria, una molteplicità di esposizioni e di microambienti che raramente s’incontrano concentrati in uno spazio così raccolto. L’obiettivo non è produrre vini che assomiglino ai grandi vini di altri territori, ma produrre vini che non potrebbero nascere in nessun altro luogo. Villa Maggioni deve partire da qui».
La presentazione del progetto con il vescovo Claudio Cipolla
La presentazione del progetto con il vescovo Claudio Cipolla
«Realizzare questo progetto – ha fatto eco il presidente dell’Idsc, don Paolo Rizzato – significa per noi valorizzare un bene che appartiene alla comunità e che alla comunità deve essere restituito, convinti che anche una buona economia di mercato è solo una parte della vera ricchezza che deve essere di tutti e di cui abbiamo tutti bisogno».
E dal vescovo Claudio Cipolla la benedizione all’iniziativa: «L’amore per la terra e anche il contributo di ingegno e di creatività dato dagli operatori e dalle persone competenti affinché il nostro territorio migliori e sia sempre più adeguato, rappresentano un contributo al territorio, ma anche alla politica e a un modo di pensare, custodire e preparare il futuro».

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