Chi sono gli attivisti digitali "Autistici/Inventati" e perché sono finiti nella lista nera degli Usa
Il collettivo toscano ha interrotto i suoi servizi digitali e si è visto chiudere il conto corrente. Banca Etica: «Alto il rischio di sanzioni». I precedenti di Francesca Albanese e del giudice Guillou

Una lista compilata a Washington, senza processo né contraddittorio, può oggi decidere se un'associazione italiana continui a esistere, e se una banca europea possa continuare a servirla. È quanto accaduto ad Autistici/Inventati, il collettivo toscano di attivisti digitali che domenica ha chiuso tutti i suoi servizi, ventisei giorni dopo essere finito nella Specially designated nationals and blocked persons list, la Sdn list gestita dall'Ofac, l'ufficio del Tesoro americano che sorveglia gli asset stranieri. Dietro la vicenda del singolo collettivo si apre un problema più ampio, che riguarda la sovranità finanziaria degli istituti bancari non solo italiani ma europei, tutti esposti a un dominio del dollaro e dei circuiti di pagamento statunitensi che li rende vulnerabili a decisioni prese senza il loro coinvolgimento. «La concreta possibilità di poter essere la causa di conseguenze penali o finanziarie per qualcuno che ci è vicino, o che anche solo interagisce con noi non ci permette altre scelte. A/I chiude», ha annunciato il collettivo.
Finire nella “lista” nera Usa significa essere trattati alla stregua di un terrorista: i beni sotto giurisdizione Usa vengono congelati, cittadini e aziende statunitensi non possono più avere rapporti economici con il soggetto designato, e chiunque nel mondo rischia sanzioni secondarie se continua a farlo. È il caso di Banca Etica, che proprio a causa di questi rischi si è vista costretta a chiudere il conto che il collettivo aveva aperto presso l’istituto nel 2018. Secondo le autorità di Washington, i servizi digitali di Autistici/Inventati – email, hosting, blog e strumenti pensati per l'anonimato – sono stati usati anche da gruppi che l'amministrazione Usa considera violenti. Il collettivo, attivo dal 2001 e riconosciuto come associazione dal 2018, gestiva sedicimila caselle email e diecimila blog senza scopo di lucro, con una chiara collocazione politica antifascista, antirazzista e antimilitarista. Dal Dipartimento di Stato Usa, A/I è considerato «un gruppo estremista con sede in Italia che costruisce e gestisce l’infrastruttura digitale per cellule violente Antifa e altri militanti di estrema sinistra in tutto il mondo».
La designazione ha reso irraggiungibile il dominio autistici.org. Ha poi travolto anche il rapporto con Banca Etica: l’istituto bancario avrebbe rischiato multe insostenibili e l'esclusione dai circuiti in dollari, con l'impossibilità di operare sul mercato americano e di intrattenere affari con cittadini ed enti Usa. Per questo nei giorni scorsi l'istituto ha comunicato la rescissione unilaterale del contratto, rendendo di fatto anche irrecuperabili i fondi presenti sul conto, alcune decine di migliaia di euro frutto di donazioni.
«Ci siamo visti costretti ad adottare questi provvedimenti a tutela della banca, ma la situazione è assurda: si usa la disciplina delle sanzioni per reati di opinione – sottolinea ad Avvenire il presidente Aldo Soldi, che sottolinea come su molti aspetti l’istituto resti solidale con il collettivo –. Il collettivo era un nostro cliente dal 2018 in maniera assolutamente regolare, non avevamo nulla contro di loro». Il punto, spiega Soldi, è che le sanzioni «non sono obbligatorie né automatiche ma sono comunque possibili e quindi minacciose: inibirebbero per noi l’uso dei circuiti finanziari che fanno riferimento agli Stati Uniti, oltre all’utilizzo della valuta statunitense», con conseguenze pesanti anche sulle operazioni che Bana Etica svolge in dollari verso realtà nei Paesi in via di sviluppo. Soldi respinge inoltre l’accusa di eccesso di zelo mossa nei giorni scorsi alla banca dallo stesso collettivo: «In queste situazioni purtroppo è necessario agire». E denuncia l’isolamento in cui l’istituto si è trovato: «Noi come Banca Etica ci troviamo da soli dentro a questa bufera. Ci siamo rivolti all’Abi e ad Assopopolari, abbiamo cercato di creare un movimento di protezione verso l’ingiustizia di questi provvedimenti».
Il caso non è isolato. Un anno fa la relatrice speciale del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite per i territori palestinesi Francesca Albanese era finita nella stessa lista Sdn, dopo la sua pubblicazione di un rapporto che elencava 45 aziende, in gran parte statunitensi, accusate di profitto sull'occupazione dei territori palestinesi. La stessa Banca Etica era stata così impossibilitata ad aprire ad Albanese un conto corrente. Ancora lo scorso anno era toccato al giudice della Corte penale internazionale Nicolas Guillou finire nella Sdn List americana, sanzionato per aver contribuito ai mandati d'arresto contro Netanyahu e Gallant: da allora a Guillou è ad esempio preclusa ogni transazione finanziaria con carta di credito. «C’è un problema di sovranità digitale e finanziaria, direi di sovranità democratica – osserva Soldi –. Le istituzioni europee si facciano sentire con l’amministrazione Usa: questo caso è capitato a noi, ma può capitare ad altre banche in assenza di circuiti finanziari autonomi».
Una sentenza della Corte di giustizia Ue, l’11 giugno scorso, ha stabilito che l’iscrizione in una lista Ofac non basta da sola a giustificare il rifiuto automatico di un conto di base. Ma, come osserva ancora Soldi, la pronuncia «non protegge, invita sì a riflettere, ma rispetto ai rischi non cambia nulla», perché le sanzioni secondarie restano comunque possibili. È qui che, secondo il presidente di Banca Etica, si misura il limite più profondo della vicenda: finché l'Europa non disporrà di infrastrutture finanziarie realmente autonome, anche una decisione americana potrà produrre effetti concreti sulla libertà di operare di soggetti europei. «In questo senso il lavoro sull’euro digitale ben venga perché fornisce un circuito autonomo e dà quanto meno un’alternativa», conclude Soldi. Un’alternativa che, nel caso di Autistici/Inventati, oggi non c’è stata.
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