La terra s'è spaccata ancora a Niscemi: c'è una nuova frattura sul fronte della frana
di Andrea Cassisi, Niscemi (Caltanisetta)
Il commissario Ciciliano è tornato nel centro siciliano sconvolto dal crollo lo scorso gennaio: «Il quadro del dissesto idrogeologico resta complesso e frammentato». Pronti 150 milioni di euro per ristori e demolizioni

A Niscemi una nuova frattura, lunga circa 60 metri, torna a seminare preoccupazione. La fessurazione si è aperta lungo il fronte della gigantesca frana che lo scorso 25 gennaio ha squarciato il territorio. I tecnici hanno appurato che il movimento franoso si è registrato in via Ustica, in un’area che ricade già all’interno della zona rossa, a meno di 500 metri dal plesso scolastico San Giuseppe, nel versante sud-est. «Monitoriamo costantemente ma non possiamo negare di essere preoccupati», dice il sindaco Massimiliano Conti che esprime la necessità di «approfondire e comprendere il fenomeno, specie in queste settimane perché non ci sono piogge».
La frattura rappresenta una naturale evoluzione della frana ma «vogliamo essere certi che non si tratti di una riattivazione del fenomeno franoso. Svolgiamo un monitoraggio quotidiano di tutto il fronte frana assieme alla protezione civile regionale e nazionale. Le fessurazioni si vedono ad occhio nudo». Intanto a Niscemi è arrivato Fabio Ciciliano per fare il punto della situazione. Il capo della Protezione civile e commissario straordinario ha presieduto un vertice operativo allo scopo di analizzare l’evoluzione dell’evento che a inizio anno, lo ricordiamo, aveva costretto ben 236 nuclei familiari ad abbandonare le proprie abitazioni. «Normale che si verifichino delle fessurazioni» rassicura la città parlando alla stampa. «Per questa ragione proseguono le attività di monitoraggio, soprattutto dal punto di vista geologico. Il quadro del dissesto idrogeologico resta comunque complesso e frammentato. «Siamo di fronte a una frana molto estesa – ancora Ciciliano –. Si tratta in realtà di tre frane. Le due vicine al centro cittadino sono pressoché ferme e si sta già ragionando per i ristori alle famiglie le cui case sono crollate e per eseguire le opere idrauliche di messa in sicurezza del versante. Sono stati prodotti e presentati due documenti di fattibilità delle alternative progettuali - riferisce -. Uno per il torrente Benefizio, l’altro per il versante sud, i quali verranno approvati nelle prossime ore e subito dopo potranno andare in gara».
Al tavolo con i tecnici e l’amministrazione comunale, Ciciliano garantisce «attenzione altissima» in vista della stagione delle piogge che «ci preoccupa particolarmente a Niscemi perché proprio a causa delle piogge si è palesata questa gigantesca frana». La risposta finanziaria sul fronte della ricostruzione e del sostegno ai cittadini è chiara. «Abbiamo a disposizione 150 milioni di euro - spiega ancora il commissario straordinario – di cui 75 destinati agli indennizzi per le famiglie e al piano demolizioni e gli altri 75 alla messa in sicurezza del versante. Gli indennizzi sono stati tempestivi con un’ordinanza approvata all’inizio di agosto. La misura prevede contributi per coloro che hanno perso la casa e per coloro la cui casa non è crollata ma è in una zona non recuperabile», conferma Ciciliano.
I ristori potranno essere fruiti per acquistare una casa nuova, comprare un terreno e riedificare o richiesti come indennizzo se si decide di non acquistare un nuovo immobile. Durante il vertice è stato condiviso l’impegno per velocizzare i passaggi burocratici e sono stati sottoscritti due documenti di carattere tecnico che riguardano la messa in sicurezza del torrente Benefizio e della frana sud. Dal Comune è atteso invece un avviso pubblico che regolamenti l’erogazione delle somme. L’allerta resta alta. Nelle prossime giornate atteso l’arrivo del presidente della Cei, il cardinale Matteo Zuppi, e del Ministro delle Imprese Adolfo Urso ad inizio mese prossimo.
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