Il mare di Genova cambia volto con la nuova diga
di Redazione
Al via la realizzazione del muro paraonde per proteggere l'ingresso delle navi nel porto, anche se l’operatività dell’infrastruttura ha tempi incerti

A tre anni dalla posa della prima pietra a maggio 2023, la nuova diga foranea di Genova - simbolo del piano nazionale di ripresa e resilienza - passa ufficialmente nella fase due con la posa dell’ultimo cassone, il trentaduesimo, al largo del porto e l’avvio della realizzazione del muro paraonde.
Il consorzio PerGenova Breakwater, guidato da Webuild per conto dell'autorità di sistema portuale del mar Ligure occidentale, conclude così i lavori che finora erano rimasti prevalentemente sommersi, e avvia le attività per la costruzione della struttura emergente: il muro paraonde. La struttura permetterà di proteggere l’accesso al porto dall’impatto del moto ondoso, rendendo più sicuro l’arrivo anche in condizioni di meteo avverso.
Lunga 1,5 km, raggiunge i fondali marini fino a 50 metri di profondità. La diga è composta da trentadue blocchi di cemento da 15 tonnellate l'una, che, adagiate al largo del porto rappresentano il primo scoglio artificiale per regolare il flusso del mare in entrata nel porto. La nuova struttura sostituisce quella già esistente, costruita troppo vicina alle banchine per consentire l’accesso delle navi più grandi. L'ampliamento dello spazio di manovra fino a 800 metri di diametro permette al porto di Genova di garantire il transito anche per navi fino a 400 metri di lunghezza. I costi per la realizzazione, inizialmente fissati all'onerosa cifra di 930 milioni, sono rapidamente cresciuti: sommando 30 milioni spesi per i rincari dei materiali e gli extracosti per 163 milioni già dichiarati da consorzio PerGenova, si arriva a una spesa totale di circa 1,6 miliardi di euro.
Diventerà progressivamente sempre più visibile dalla costa con la realizzazione del muro paraonde, che raggiungerà un'altezza di 7 metri sopra il livello del mare. La struttura rappresenta uno dei progetti di ingegneria marittima più complessi ad oggi in realizzazione in Europa. Quando sarà completato, il porto di Genova avrà la capacità di accogliere le nuove generazioni di navi portacontainer, potenziando i suoi collegamenti con i mercati nazionali ed europei.
La struttura si sviluppa in parallelo al progetto unico della realizzazione del terzo valico dei Giovi-Nodi di Genova, anch’esso guidato da WeBuild, integrando il sistema portuale con quello ferroviario, per rafforzare il corridoio logistico della regione ligure. La realizzazione dovrebbe concludersi nel 2027, ma restano dubbi sui tempi di operatività effettiva, forse non prima di inizio 2029.
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