giovedì 3 aprile 2014
​Via libera del Parlamento europeo alla riforma del settore. Previsti risparmi per i consumatori. L'opposizione della compagnie telefoniche che cercheranno di attenuarne la portata in sede nazionale.
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Sta nascendo l'Europa della telefonia. Forse. Il Parlamento europeo ha approvato in prima lettura la proposta di azzerare il costo del servizio di roaming entro i confini dell'Ue entro il Natale del 2015. Il provvedimento dovrà ora passare l'esame del Consiglio dei ministri Ue nell'ambito della procedura di codecisione. Gli eurodeputati hanno anche approvato regole più chiare per la protezione di internet in quanto spazio libero, e non soggetto all'introduzione di tariffe specifiche per la fruizione di servizi sempre più comuni tra gli utenti, come la telefonia via Web. Quest'ultima è da tempo sotto attacco da parte delle compagnie telefoniche, che la vedono come un possibile elemento destabilizzante per i loro bilanci. «Questo voto è per i cittadini Ue», ha detto Neelie Kroes, commissaria europea agli Affari digitali, che ha sostenuto con forza l'iniziativa. Quella per la fine dell'imposizione di una tariffa per il roaming, tagliando così i costi delle bollette per chi usa i cellulari all'estero, è stata una battaglia durata tre anni, che ha opposto gli eurodeputati all'industria. Secondo alcuni analisti, i ricavi delle telecom potrebbero calare di circa il 5%, anche se la Commissione afferma che in seguito alla nuova normativa un numero maggiore di utenti userà di più il telefoni all'estero, bilanciando dunque gli effetti negativi per le aziende. Entrambe le iniziative fanno parte del progetto di Kroes per riformare il settore telecom in Europa e cercare di renderlo più competitivo rispetto ai rivali statunitensi e asiatici. Ma arriva anche a due mesi dal voto per il rinnovo del Parlamento europeo, a cui parteciperanno oltre 300 milioni di elettori. L'industria delle telecomunicazioni ha, ovviamente, reagito negativamente a questa modifica, che potrebbe limitare i profitti dei grandi gruppi e quindi anche i loro investimenti. Lo afferma una nota di Gsma, l'associazione dei principali operatori di telefonia mobile in Europa. Le nuove norme prevedono anche un leggero passo avanti nel "coordinamento" a livello europeo per l'attribuzione delle licenze per lo spettro radio, attraverso cui passano servizi cruciali quali la Tv, la telefonia e internet mobile. La riforma lascia fondamentalmente nelle mani degli stati il potere di scegliere a quale servizio attribuire più o meno frequenze, non modificando quindi la situazione attuale. La riforma è comunque ancora in fieri, visto che necessita del via libera degli stati membri, dove i poteri di pressione dei gruppi telefonici, molti dei quali ex monopolisti pubblici, sono evidentemente più forti che nel Parlamento Ue. Molti osservatori a Bruxelles pensano che la riforma potrebbe non vedere mai la luce, almeno nella versione approvata dal Parlamento Ue. Ma la commissaria Kroes si è detta fiduciosa che il Consiglio Ue la possa approvare già prima della fine del mandato dell'attuale Commissione, che scade a fine ottobre. Un'aspettativa ottimistica. Nel caso diventasse realtà ci sarebbero conseguenze positive sia per i privati, che per le imprese. «Questa decisione odierna rappresenta una novità importe per i consumatori: d'ora in avanti chi si recherà all'estero potrà utilizzare il proprio cellulare senza più dover pagare costi di roaming», spiega con grande ottimismo Licia Ronzulli, portavoce della delegazione di Forza Italia al Parlamento Europeo. «Un nuovo passo in avanti - continua Ronzulli - verso un vero mercato unico della telefonia, in cui tutti gli operatori offrono tariffe concorrenziali e i consumatori sono liberi di scegliere l'opzione più vantaggiosa. Un traguardo storico per milioni di consumatori».
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