giovedì 6 dicembre 2018
Nel 2017 si stima che il 28,9% delle persone residenti in Italia sia in difficoltà. Il Sud resta l'area territoriale più esposta all'esclusione sociale (44,4%)
Quasi tre italiani su dieci a rischio povertà

Nel 2017 si stima che il 28,9% delle persone residenti in Italia sia a rischio di povertà o di esclusione sociale secondo la definizione europea, in miglioramento rispetto al 2016 (30,0%). Lo rileva l'Istat.

All'interno di questo aggregato risulta pressoché stabile al 20,3% la percentuale di individui a rischio di povertà (era 20,6% nell'anno precedente) mentre si riducono sensibilmente i soggetti che vivono in famiglie gravemente deprivate (10,1% da 12,1%), come pure coloro che vivono in famiglie a bassa intensità lavorativa (11,8%, da 12,8%).

Il Mezzogiorno resta l'area territoriale più esposta al rischio di
povertà o esclusione sociale (44,4%), seppur in diminuzione rispetto
al 2016 (46,9%). Il rischio è minore e in calo nel Nord-est (16,1% da
17,1%) e, in misura meno ampia, nel Nord-ovest (20,7% da 21,0%). Nel
Centro la quota è stabile al 25,3%. Le famiglie con cinque o più
componenti, pur registrando un miglioramento, si confermano le più
vulnerabili al rischio di povertà o esclusione sociale (42,7%; era il
43,7% nel 2016). L'indicatore peggiora sensibilmente (+5,4 punti
percentuali) per le famiglie in altra tipologia (costituite da due o
più nuclei familiari).

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