mercoledì 30 gennaio 2013
Il presidente John Elkann e l'ad del Lingotto all'inaugurazione della fabbrica Maserati. Il manager: «L'azienda non va usata per fini politici». Nel nuovo stabilimento «pieno impiego entro l'anno». «Non rientreremo in Confindustria».
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"Un lungo e caloroso applauso ha accolto nello stabilimento di Grugliasco, alle porte di Torino, il presidente John Elkann,  l'amministratore delegato Sergio Marchionne e il presidente della Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo. Nello stabilimento Maserati, che viene inaugurato oggi, sono arrivati anche il sindaco di Torino, Piero Fassino e i presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota. Elkann e Montezemolo hanno stretto le mani agli operai. Il consiglio di amministrazione della Fiat si riunirà subito dopo l'inaugurazione per approvare i conti del 2012. E' la prima volta che il cda si riunisce in una fabbrica, ha sottolineato Marchionne: "La prima - ha detto - perché la vicenda di questo impianto assume un significato simbolico, specialmente in un momento di crisi come quello che il nostro paese sta vivendo. E' un segnale di speranza, la dimostrazione concreta che si può combattere il declino e avviare un nuovo corso. Il secondo è un modo per testimoniare, se ancora ce ne fosse bisogno, che il nostro è un impegno serio".Il sito di Grugliasco, riconvertito a "polo del lusso", al momento impiega 500 addetti che a regime dovrebbero raddoppiare e rappresenta un'anomalia anche sul piano delle relazioni sindacali. Nello stabilimento ex Bertone, infatti, i metalmeccanici iscritti alla Fiom sono quasi otto su dieci eppure, a differenza di quanto accaduto negli altri stabilimenti del Gruppo, hanno accettato il nuovo modello contrattuale imposto dal Lingotto. Elkann, nel suo discorso, ha detto che la nuova 4 porte di cui oggi inizia ufficialmente la produzione, "avrà un ruolo centrale nei programmi di Maserati nei prossimi anni": "Si tratta del più ambizioso piano di sviluppo mai concepito nella storia della Maserati - ha aggiunto -. Oltre allo storico stabilimento di Modena, dove rimangono le radici della Casa, si è aggiunta questa nuova sede. Sono passati 10 anni da quando mio nonno non c'è più e da allora l'impegno per l'Italia e per Torino non è mai venuto meno: per volere della mia famiglia e di Sergio Marchionne, nonostante le difficoltà di mercato, abbiamo fatto scelte difficili, per poter continuare a produrre in Italia"."Il nostro è un impegno serio - ha detto invece Sergio Marchionne - . Abbiamo una strategia precisa. L'entrata in produzione della Ghibli e la successiva salita produttiva ci permetterà di assicurare un pieno impiego dei tutti i lavoratori dello stabilimento entro la fine dell'anno. Il piano di crescita della Maserati porterà a vendere 50 mila vetture l'anno entro il 2015. Se si considera che l'anno scorso Maserati ne ha vendute poco più di 6 mila, stiamo parlando di un salto epocale. Con la gamma attuale - ha aggiunto - Maserati presidia appena il 21% del mercato del lusso, ma con i nuovi modelli in programma arriveremo a coprire il 100%. Si tratta di un piano ambizioso".Marchionne ha aggiunto che i risultati del gruppo sono in linea con le attese, che il pareggio nelle attività in Europa arriverà nel 2015-2016 ("Stiamo lavorando alla velocità della luce per arrivarci"), che su Mirafiori gli "annunci saranno fatti al momento giusto" e che l'azienda sta cercando con i sindacati un accordo per risolvere il problema dei 19 operai per i quali è stata avviata la mobilità nel sito di Pomigliano.
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