Trump dice che la guerra in Iran «finirà presto» ma non spiega quando

Il primo discorso alla nazione del presidente Usa da quando è iniziato il nuovo conflitto in Medio Oriente
April 2, 2026
Trump dice che la guerra in Iran «finirà presto» ma non spiega quando
Il discorso alla nazione di Donald Trump / Alex Brandon / POOL / AFP)
La guerra in Iran proseguirà per altre due o tre settimane, «finiremo il lavoro, e lo finiremo molto in fretta, siamo molto vicini agli obiettivi», dopo aver ottenuto «vittorie rapide, decisive e schiaccianti». Questo l'annuncio di Donald Trump nel primo discorso alla nazione da quando è iniziato il conflitto il 28 febbraio scorso, un discorso durante il quale non ha offerto alcuna nuova risposta alla domanda principale che occupa la mente di molti americani: quando, esattamente, finirà la guerra. Senza offrire una timeline definitiva per la cessazione delle ostilità, nel suo "importante aggiornamento" sul conflitto il presidente ha dichiarato che gli obiettivi che Washington si era prefissata dall'inizio dell'operazione militare sono stati quasi completati. «Posso affermare stasera che siamo sulla buona strada per completare a breve tutti gli obiettivi militari dell'America, molto a breve. Li colpiremo con estrema durezza. Nelle prossime due o tre settimane, li riporteremo all'età della pietra, il posto a cui appartengono», ha detto Trump in un discorso alla nazione durato solo 19 minuti. Usando una retorica già vista in questo mese di combattimenti, il presidente ha sostenuto che in Iran il regime è cambiato e ha ribadito le sue minacce di colpire le infrastrutture elettriche del paese se non accetterà di finalizzare un accordo.
«Il cambio di regime non era il nostro obiettivo. Non abbiamo mai parlato di cambio di regime, ma un cambio di regime è avvenuto a causa della morte di tutti i loro leader originari. Sono tutti morti. Il nuovo gruppo è meno radicale e molto più ragionevole»', ha sottolineato Trump. Aggiungendo: «Non abbiamo colpito il loro petrolio, sebbene sia il bersaglio più facile di tutti, perché ciò non lascerebbe loro nemmeno una minima possibilità di sopravvivenza o di ricostruzione. Tuttavia, potremmo colpirlo e lo distruggeremmo, e non ci sarebbe nulla che possano fare al riguardo. Non dispongono di alcuna attrezzatura antiaerea». Nonostante le aspettative per questo momento in prima serata dalla Casa Bianca, alla fine, il presidente non ha fatto nuovi annunci riguardo al conflitto, ribadendo sostanzialmente gli stessi messaggi espressi nelle sue recenti apparizioni pubbliche. Di fronte a un'opinione pubblica americana diffidente nei confronti della guerra e con indici di gradimento in calo, il repubblicano ha provato a convincere il Paese che l'operazione è stata un successo, addirittura un investimento per il futuro visti i danni inflitti al regime.
Joe Kent, l'ex capo antiterrorismo degli Stati Uniti che si è dimesso nei giorni scorsi in polemica con la guerra in Iran, esorta Donald Trump a porre fine al conflitto «prima che si perdano altre vite». Commentando il discorso alla nazione del presidente, Kent ha scritto su X: «Non onoriamo i nostri caduti facendo uccidere altri dei nostri migliori uomini e donne in Medio Oriente. Onoriamo i nostri caduti imparando dal nostro passato e versando sangue americano solo in difesa della nostra nazione. Il momento migliore per uscire da una guerra di scelta è ora, prima che perdiamo altre vite».

La risposta di Teheran: «Aspettatevi azioni schiaccianti»

 Teheran risponde a Donald Trump che minaccia di riportare l'Iran «all'età della pietra», promettendo «azioni schiaccianti». «Con fiducia in Dio onnipotente, questa guerra continuerà fino alla vostra umiliazione, disgrazia, rammarico certo e permanente e resa - ha dichiarato il comando operativo militare iraniano Khatam Al-Anbiya in un comunicato diffuso dalla televisione di stato - Attendete le nostre azioni più schiaccianti, più ampie e più distruttive».  

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