«Il lavoro in somministrazione è il vero laboratorio dell'occupazione»

Per Rosario Rasizza, presidente di Assosomm, è «un modello che anticipa le tendenze del mercato e offre soluzioni concrete a imprese e lavoratori»
April 1, 2026
«Il lavoro in somministrazione è il vero laboratorio dell'occupazione»
La presentazione del Rapporto Censis-Assosomm
Nel 2024, oltre 1,36 milioni di contratti di somministrazione sono stati attivati in Italia, pari al 10,3% del totale dei rapporti di lavoro, con una quota che si mantiene stabile anche nel 2025. La somministrazione non è solo lavoro temporaneo: nel 2024, il 4,7% dei contratti è stato a tempo indeterminato, mentre le trasformazioni da tempo determinato a indeterminato sono cresciute dell'1,7% nei primi nove mesi del 2025 rispetto all’analogo periodo del 2024. Il settore dei servizi si conferma trainante, assorbendo quasi il 70% delle missioni attivate, con una crescita dello 0,8% fra il 2023 e il 2024, mentre l’industria segna, nello stesso periodo, una flessione dell’11,5%. L’Industria rappresenta il secondo comparto per numero di missioni attivate, con una quota di poco inferiore al 30% del totale.   
Dai numeri del Rapporto Censis-Assosomm si possono cogliere almeno due tracce interpretative: da un lato, si è verificato come l’andamento del lavoro somministrato possa essere definito il “termometro” dell’occupazione in Italia, poiché mostra una forte propensione ad anticipare ciò che si potrà manifestare nell’occupazione generale, data la presenza di molti fattori di condizionamento che rallentano la trasmissione dei cambiamenti dalla produzione all’occupazione; dall’altro lato, il lavoro in somministrazione si comporta e si presenta con i lineamenti e le caratteristiche di un mercato del lavoro verso cui la realtà attuale dell’occupazione in Italia potrebbe e dovrebbe tendere in prospettiva. Un dato su tutti, i giovani in somministrazione sono il 27,6% sul totale dei lavoratori in somministrazione; i giovani occupati si aggirano oggi intorno al 4,0% del totale degli occupati. 
Un mercato inclusivo e trasversale
A fine settembre 2025, un terzo dei contratti di somministrazione è stato sottoscritto da lavoratori stranieri (33,5%), con picchi nel Nord Est (44,2%) e Nord Ovest (37,5%). La somministrazione si conferma canale privilegiato per i giovani: il 27,6% dei rapporti attivati riguarda under 24, e il 27,7% la fascia 25-34 anni (gennaio-settembre 2025). La somministrazione sembra rappresentare una modalità d’impiego sempre più accessibile anche per le fasce mature over 55 anni, indicando come le ricollocazioni dirette o le attività residuali e autonome non costituiscano più le uniche alternative disponibili. Equilibrio di genere: nel 2024 le donne rappresentavano il 48,3% dei rapporti in somministrazione; nel 2025 la quota si è attestata al 46,9%.
Geografia e stabilità
Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto guidano la classifica regionale, con la Lombardia che da sola rappresenta il 25,8% delle assunzioni in somministrazione. Durata dei contratti: nel 2024 sono aumentati del 16,1% i rapporti cessati dopo un anno, mentre diminuiscono quelli di brevissima durata.
Formazione e matching domanda-offerta
Le Agenzie per il lavoro si confermano snodo strategico per la formazione: percorsi di base, specialistici e “on the job” aumentano le opportunità di impiego e favoriscono la stabilizzazione. Dal Rapporto Censis-Assosomm emerge che il lavoro in somministrazione è in grado di indicare la strada per risolvere, nel breve e nel medio periodo, le incongruenze e i condizionamenti oggi presenti nel mercato del lavoro, agendo, da un lato, sulla partecipazione femminile e dei giovani e contribuendo così a ridurre le sacche di inattività e sviluppando, dall’altro, modalità di inserimento basate sulla formazione e la creazione di competenze preziose per le imprese. «I dati del Rapporto Censis-Assosomm confermano che il lavoro in somministrazione è il vero laboratorio dell’occupazione italiana. Siamo di fronte a un modello che anticipa le tendenze del mercato e offre soluzioni concrete alle esigenze di imprese e lavoratori. Colpisce la capacità della somministrazione di coinvolgere i giovani, con quasi il 28% dei rapporti attivati nella fascia under 24, e di garantire inclusione: il 34% dei contratti è stato sottoscritto da lavoratori stranieri, con punte che superano il 40% nel Nord Est. Questo dimostra che il nostro settore è un canale privilegiato per chi cerca opportunità e integrazione. Non meno importante è il dato sulla stabilizzazione: nel 2024 sono cresciute le trasformazioni da tempo determinato a indeterminato e si riduce la quota di rapporti di brevissima durata. La somministrazione non è più sinonimo di temporaneità, ma sempre più spesso rappresenta una porta d’ingresso stabile nel mondo del lavoro. Il lavoro in somministrazione si rivela così il reparto avanzato dell’occupazione italiana: inclusivo, dinamico, capace di anticipare le tendenze e di offrire soluzioni concrete alle esigenze di imprese e lavoratori. Un modello che potrebbe indicare la strada per superare i paradossi e le rigidità del mercato del lavoro nazionale», conclude Rosario Rasizza, presidente di Assosomm.
 

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