Pneumatici invernali, una scelta che va fatta prima della neve
Dal 15 novembre, sui tratti soggetti a ordinanza, scatta l’obbligo di gomme invernali o catene a bordo. Le prove comparative, a partire da quelle sulla nuova gamma Pirelli, aiutano a capire quando conviene il cambio stagionale e quando può bastare un "quattro stagioni". A fare la differenza sono i percorsi abituali, dalla tangenziale sotto la pioggia alle strade di montagna

L'aria della prima neve è quella che fa prenotare il gommista. Ma la prova più frequente, per chi attraversa la pianura o prende la tangenziale ogni mattina, è una frenata sull’asfalto bagnato. È da qui che conviene partire alla vigilia del 15 novembre, quando sui tratti interessati dalle ordinanze scatta l’obbligo di circolare con pneumatici invernali oppure di tenere a bordo catene o altri dispositivi antisdrucciolevoli omologati e compatibili. Il periodo ordinario per queste dotazioni terminerà come ogni anno il 15 aprile, con possibili variazioni locali. Per sapere dove vale l’obbligo, fanno fede le ordinanze e la segnaletica.
Ma quanto cambia, in pratica, da una gomma all’altra? Nel test 2026 dell’automobile club tedesco ADAC, su 16 invernali nella misura 225/50 R17, soltanto quattro hanno ottenuto un giudizio complessivo «buono». Il Cinturato Winter 3 di Pirelli è arrivato davanti a Continental, Goodyear e Michelin, con il miglior giudizio sul bagnato. Nella stessa prova c’era anche una gomma efficace sulla neve che ha chiuso con un verdetto negativo per le difficoltà sull’asfalto. Un risultato che spiega quanto si rischi di perdere guardando una sola colonna della classifica.
Lo si vede anche nella comparativa della rivista alVolante, che ha provato sei invernali da Suv su un’Alfa Romeo Stelvio, nella misura 235/60 R18. Il nuovo Pirelli Scorpion Winter 3 ha vinto per un decimo di punto sul Goodyear UltraGrip Performance 3. Il Goodyear ha primeggiato in tutte e tre le prove sulla neve, mentre il Pirelli ha fatto valere la frenata più corta sul bagnato. Per chi passa l’inverno tra pioggia e autostrada o per chi sale ogni fine settimana in montagna, la stessa classifica offre indicazioni diverse. E la misura provata conta quanto il nome stampato sul fianco.
Il lancio dello Scorpion completa due anni di rinnovo della gamma invernale Pirelli. Accanto al Cinturato per berline e crossover c’è il P Zero Winter 2 per le sportive, terzo a pari merito nella comparativa di Auto Bild. Tutti e tre sono proposti in alcune misure anche in versione Elect per elettriche e ibride plug-in. Qui il lavoro dei progettisti consiste nel tenere insieme esigenze che possono entrare in conflitto. La resistenza al rotolamento incide sull’autonomia, mentre la massa delle batterie e la coppia disponibile appena si preme l’acceleratore mettono alla prova struttura e aderenza.
Resta la domanda che molti si fanno davanti al preventivo del gommista. Vale la pena avere due treni di gomme? Un quattro stagioni può essere una scelta sensata per chi si muove soprattutto in città e incontra la neve di rado. Il Cinturato All Season SF3, vincitore della comparativa 2026 di Auto Express, è un esempio di quanto questa categoria sia diventata competitiva. Prima di scegliere, comunque, vale la pena leggere il fianco della gomma. La sigla M+S è la marcatura di riferimento per l’impiego invernale in Italia. La montagna a tre cime con il fiocco di neve, 3PMSF, indica anche che lo pneumatico ha superato una prova standardizzata di aderenza sulla neve. Per capire come si comporta sotto la pioggia, invece, bisogna tornare alle comparative e guardare soprattutto gli spazi di frenata nella misura più vicina a quella della propria auto. È il dato che può servire già il lunedì mattina andando in ufficio, ben prima della prima nevicata.
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