
La A3, per Audi, è un’icona. Questione di design e di tecnologia, certo. Ma soprattutto di volumi perché la vettura che inaugurò nel 1996 il segmento delle compatte premium è una delle più amate dagli italiani e vale il 17% delle vendite del marcchio dei quattro anelli. Da noi le immatricolazioni delle quattro generazioni hanno superato le 450mila unità (quasi una su dieci dei 5,5 milioni prodotti) e oggi che i tempi si sono fatti più difficili per tutti, Audi Italia introduce anche il concetto di accessibilità con la versione Design che va ad affiancarsi ai tre allestimenti classici Business, Business Advanced e S Line.
Già, perché oggi - chiuse le epopee di A1 e Q2 - le chiavi della porta d’ingresso al mondo Audi le tiene proprio A3 che con la versione Design, liberata di qualche fronzolo, fissa la prima asticella del listino a 32.600 euro per la Sportback. Se poi di quei fronzoli si sente la mancanza, oggi la tecnologia consente di acquistare successivamente per un mese (o due o tre, a seconda delle esigenze) una serie infinita di contenuti, dal navigatore al clima bizona, come fanno le piattaforme digitali in gran voga tra i giovani.
Proprio i più giovani sembrano il target ideale di A3, che mantiene le sue linee nei soliti 4 metri e 35 di lunghezza per concentrare le novità soprattutto nell’abitacolo e sotto il cofano. Tanto per cominciare c’è un’A3 per qualsiasi esigenza: Sportback e allstreet (rialzata di 30 mm) sono le due scelte più ovvie, ma per gli ultimi amanti dei tre volumi c’è anche la Sedan, mentre chi ha il piede pesante può selezionare la S. Se poi ci si sente piloti dentro, allora Audi sfodera perfino la RS.
Stesso discorso vale per i motori: a parte l’elettrico puro non manca nulla. Benzina, diesel, mild hybrid e plug-in hybrid coprono uno spettro enorme e sono tutti accomunati dalla ricerca della massima efficienza con consumi contenuti (il miglioramento in dieci anni tocca punte del 22%) e prestazioni brillanti. Una menzione la merita il Tfsi 1.5 benzina (116 oppure 160 Cv) che rispetta già la normativa Euro 7 in anticipo di un anno.
La Sportback conferma tutta la bontà del telaio e quando si affonda sul pedale sterzo e sospensioni assecondano la guida sportiva. Anche quando sotto il cofano lavora il tanto bistrattato diesel che conserva però una fetta importante di mercato per A3. Al volante della allstreet si apprezza invece la posizione più elevata e la diversa taratura - meno rigida - di molle e ammortizzatori. Cambia anche il look “all terrain” con protezioni sottoscocca e single frame ottagonale. In entrambi i casi l’esperienza nel “multisala” Audi è garantita dal palcoscenico digitale che ha rivoluzionato A3: due schermi curvi senza soluzione di continuità avvolgono chi guida fornendo infinite soluzioni e applicazioni con una nuova interfaccia per non parlare dell’esercito di Adas che veglia sui passeggeri. Giusto un paio di esempi pratici per capire dove ci si può spingere: inserendo la retromarcia si apre un’icona che consente di memorizzare e denominare fino a cinque manovre. Dopo di che A3 farà tutto da sola, con voi a bordo oppure fuori dall’abitacolo purché dotati di App. Se poi per sventura o per le bizze del navigatore finiste in un vicolo cieco o in una strada interrotta, niente paura: A3 può ripercorrere in autonomia 50 metri in retromarcia… Siamo all’ingresso del mondo Audi, ma molti contenuti sofisticati arrivano su A3 direttamente dai segmenti superiori (come il caricatore per smartphone nel tunnel con magnete e raffreddamento).
E i segmenti superiori ci tornano alla mente scorrendo il listino, perché, Design sportback a parte, il grosso della partita si gioca tra 40 e 45mila euro, non pochi in questi tempi, con puntate sopra i 50mila per la plug-in S Tronic, che però può vantare sulla carta d’identità un paio di segni particolari inediti in questa categoria: 272 Cv e 142 km di autonomia in elettrico.
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