La mobilità del futuro abita in periferia: oltre i divieti, serve pragmatismo

Al convegno di Confcommercio Mobilità l’allarme sulla "povertà di trasporto" che isola i giovani e le aree suburbane. L'appello: stop alle transizioni ideologiche, la svolta green si fa con i dati e la neutralità tecnologica.
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September 23, 2026
La mobilità del futuro abita in periferia: oltre i divieti, serve pragmatismo
La mobilità non è un lusso, ma un diritto sociale ed economico inalienabile. È questo il messaggio centrale emerso dal convegno "Mobilità per Tutti", organizzato a Milano da Confcommercio Mobilità in occasione della Settimana Europea della Mobilità. L'incontro ha riunito istituzioni, eurodeputati ed esperti per fare il punto su una transizione ecologica che deve essere inclusiva, accessibile e priva di forzature ideologiche.
Le periferie al centro e lo studio sulla "povertà di trasporto". Il dibattito ha preso le mosse dai dati emersi dal nuovo Rapporto sulla Mobilità, che fotografa una profonda asimmetria territoriale tra i centri storici e le periferie urbane. Se nei cuori delle grandi città fioriscono sharing economy e trasporti capillari, nelle aree suburbane e nella Città Metropolitana la carenza di alternative rapide costringe i cittadini a dipendere dal mezzo privato. La ricerca lancia un allarme chiaro sulla cosiddetta "transport poverty" (povertà di trasporto): il rischio concreto di esclusione sociale ed economica per le fasce di popolazione più giovani o a basso reddito, penalizzate dall'assenza di collegamenti efficienti e dall'aumento dei costi dei servizi. Per rispondere a questa urgenza, le istituzioni locali hanno confermato lo sblocco dei piani per il biglietto unico digitale in Lombardia, un passo decisivo verso una reale intermodalità.
Gestire i flussi con i dati, non con i blocchi. Il Presidente di Confcommercio Mobilità, Simonpaolo Buongiardino, ha tracciato la rotta per il futuro delle politiche urbane: governare il traffico attraverso la tecnologia, come i modelli di Digital Twin (gemelli digitali delle città), anziché ricorrere a divieti e blocchi della circolazione che penalizzano il commercio e i cittadini. L'obiettivo è migliorare i flussi basandosi su evidenze scientifiche e sulla libertà di scelta del mezzo più idoneo.
L'appello all'Europa: neutralità tecnologica. Forte è stato anche il richiamo alla dimensione europea, con l'intervento dell'eurodeputato Carlo Fidanza. Al centro della riflessione, il rischio di una transizione ecologica sbilanciata esclusivamente sull'elettrico, che potrebbe creare nuove e pericolose dipendenze economiche e industriali dall'estero, in particolare dalla Cina. La richiesta emersa è un ritorno deciso al principio di neutralità tecnologica, valorizzando i carburanti alternativi e strutturando filiere europee dedicate al riciclo delle batterie e dei veicoli a fine vita. In sintesi, l'evento ha tracciato una visione pragmatica: la sostenibilità ambientale si ottiene solo se supportata da quella sociale ed economica, integrando territori e generazioni.

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