Auto intelligenti ed errori umani: la Polizia Stradale a caccia della verità nei dati di bordo
Quando la tecnologia prende il controllo, ricostruire un incidente diventa un'indagine scientifica. Viaggio nel Laboratorio Centrale Automotive Analytics and Forensics tra scatole nere, centraline e sfide future

Li chiamano gli “scienziati della sicurezza stradale”, operano nel Laboratorio Centrale Automotive Analytics and Forensics della Polizia Stradale. Sono agenti specializzati nello studio degli incidenti stradali, donne e uomini che affrontano i temi legati all’evoluzione delle tecnologie e degli sistemi di sicurezza dell'auto (ADAS) inseriti nelle vetture per obblighi normativi o aggiunti dai conducenti. Le loro analisi sono fondamentali per entrare sempre più a fondo nelle dinamiche e nelle responsabilità in caso di incidenti e che richiedono valutazioni diverse dal passato: oggi sono sotto esame anche le reazioni involontarie, perché nella ricostruzione dei fatti diventa sempre più importante analizzare e distinguere le azioni del conducente da quelle attivate in autonomia dal veicolo. Si aprono, dunque, scenari inimmaginabili fino a poco tempo fa, probabilmente anche con risvolti assicurativi.
“C’è sempre più la necessità di scoprire cosa è successo a seguito di un incidente stradale andando a leggere ciò che le centraline e i sistemi elettronici di bordo del veicolo hanno registrato” spiega l’ing. Mario Porretto, Commissario Capo Tecnico del Servizio Polizia Stradale. Il Laboratorio fornisce un prezioso supporto all’attività giudiziaria per la ricostruzione della dinamica degli incidenti utilizzando anche l’Event Data Recorder, sistema interno all’auto che permette di acquisire informazioni legate agli attimi precedenti l’urto (fino a 5 secondi prima e qualche frazione dopo), estese allo stato della frenata automatica delle auto più recenti. Ricostruzioni tecniche basate su dati che la vettura ha registrato, un’analisi scientifica alla quale potrebbe mancare un dettaglio importante: il contesto nel quale l’ADAS ha preso la decisione di intervenire. A questa analisi si dovrebbe aggiungere la sequenza degli interventi del sistema e del guidatore, non sempre semplice da stabilire con precisione: mancano dettagli come la velocità, la distanza tra due oggetti, informazioni che renderebbero più chiaro il contesto in cui il sistema ADAS è intervenuto. “E’ un aspetto molto importante che si può migliorare e ci auguriamo venga introdotto in futuro anche dai costruttori delle centraline: quanti più dati si possono registrare attraverso i dispositivi elettronici più è semplice arrivare alla verità”.
Lo studio degli incidenti nella maggior parte dei casi viene effettuato nell’officina in cui il veicolo si trova e dove è possibile effettuare una diagnostica, mentre per quanto riguarda i casi più gravi le centraline vengono smontate e portate nel Laboratorio per acquisire direttamente i dati. Se la vettura è connessa, sovente gli specialisti del Laboratorio di Polizia Stradale devono rivolgersi alla Casa Costruttrice per ottenere dati specifici.
La centralina che fornisce gli Event Data Recorder si aziona in caso di impatto e registra quanto accade prima dell’urto (sistema previsto dalle norme) offrendo numerosi dati: dalla percentuale di apertura del pedale dell’acceleratore fino allo stato di salute dei sistemi ADAS, evidenziando se la frenata di emergenza era attiva o disattiva o se stava intervenendo in quel momento, aiutando a capire se è stata interamente effettuata dal sistema o con l’intervento umano. “Nella centralina troviamo un eventuale stato di malfunzionamento, con la dicitura che evidenzia il guasto o un dato che ci fa capire che il sistema già non funzionava al meglio prima dell’incidente oppure era disattivato. Già oggi dunque abbiamo strumenti importanti per capire, ma quanto più la centralina riesce a registrare, più i dati diventano importanti per decifrare le dinamiche. Non c’è più il problema tecnologico della memoria, possiamo averne di piccolissime in grado di immagazzinare una quantità di dati enorme, implementando la raccolta di informazioni”.
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