Dal lusso al fango: la doppia sfida di Audi tra spazio, spina e prestazioni
di Aldo Tagliaferro
Tra l’inedito salotto a tre file di Q7 e l'anima grintosa di A6 allroad, la casa dei Quattro Anelli cala una coppia d'assi dotata di intelligenza artificiale, l'intramontabile V6 Diesel da 299 CV e un nuovo Plug-in hybrid da 367 CV

A vederle sembrano parenti molto lontane: una altissima (supera il metro e 80), l’altra bassa e muscolosa. Eppure per Q7 e A6 allroad la base è la stessa: Audi disegna sulla piattaforma modulare PPC due modi profondamente diversi di essere premium sopra i cinque metri di lunghezza. Da un lato un Suv che gioca la carta della modularità interna con una inedita configurazione lounge a sei posti pensata per la famiglia, dall’altra una “allroad” che non è mai stata così sportiva nelle sue cinque incarnazioni dal 1999 a oggi, una sorta di RS pronta a mordere anche il fango.
Se a occhio nudo la piattaforma comune, ovviamente, non si coglie, anche le altre somiglianze tra i due nuovi modelli Audi sono ugualmente nascoste nel gigantesco armamentario tecnologico figlio di questi tempi: sistemi Adas sofisticati, l’immancabile “palcoscenico digitale” Audi fatto di schermi, “machine learning” per una maggiore interazione uomo-macchina e un’interfaccia di grande intuitività.

Un terzo elemento comune si cela sotto il cofano: la tecnologia mild-hybrid plus con il V6 3.0 TDI da 299 Cv. Ebbene sì, diesel: una soluzione di cui abbiamo quasi perso l’abitudine e che il regime dei fringe benefits sta penalizzando fortemente in ottica aziendale. Ma c’è di più: se Q7 attende nel secondo trimestre dell’anno prossimo l’arrivo della versione ibrida Plug-in, la A6 allroad ce l’ha già (e per lei è la prima volta con la spina). Da guidare, peraltro, la nuova hybrid è sontuosa: il 2.0 benzina e il motore elettrico srotolano 367 Cv per emozioni forti senza peraltro dimenticare efficienza e ambiente perché consentono un’autonomia elettrica di tutto rispetto, fino a 102 chilometri.
Intrigante la soluzione interna del Suv Q7, giunto alla terza generazione: alla consueta configurazione a 5 o 7 posti (tra l’altro con la possibilità di avere tre seggiolini affiancati per le famiglie numerose) Audi ne ha pensata una a sei posti su tre file. E’ un po’ come essere in aereo: un tunnel centrale e i sedili reclinabili elettricamente anche nella seconda fila rendono agevole l’accesso e la vita a bordo comoda anche dietro. I bagagli? C’è posto a volontà: la capienza va da 670 a 2075 litri (80 più della generazione precedente). Sul versante della sicurezza debutta su Q7 anche un inedito sistema di illuminazione della strada che proietta al suolo gli indicatori di direzione: un aiuto anche ai pedoni sempre più immersi a testa bassa nei propri smartphone.
Dove Q7 e A6 allroad ritrovano un filo comune è nel listino, oltre quota 80mila euro: Q7 parte da 87.150 euro (ma la versione Individual supera i 115mila) mentre A6 allroad fissa la prima asticella a 82.350 euro.
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