L'Ue ha firmato l'accordo commerciale di libero scambio anche con l'Australia
di Corrado Garrone, Bruxelles
Von der Leyen a Canberra per eliminare i dazi sull'export verso il Paese oceanico. Quote sull'import di carne e zucchero. Concessioni sul parmesan

«A guardare la mappa da lontano, la distanza tra di noi è evidente. Ma a ben vedere, ci accomunano molte cose». Volata dall’altra parte del mondo per concludere, dopo otto anni, i negoziati di libero scambio con l’Australia, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha messo il sigillo su quella che lei stessa ha chiamato la «trilogia commerciale» dell’Unione europea. Dopo stalli diplomatici durati anche decenni, l’offensiva sui dazi degli Usa di Donald Trump e l’incertezza che circonda il presente e il futuro delle relazioni transatlantiche hanno spinto Bruxelles ad accelerare sulla diversificazione dei suoi partenariati globali. Tra gennaio e marzo, l’Unione ha siglato patti «che abbracciano tre continenti e aggiungono quasi due miliardi di persone al nostro mercato», ha detto von der Leyen. Anzitutto l’accordo con il blocco sudamericano del Mercosur (Argentina, Brasile, Uruguay e Paraguay), che si applicherà provvisoriamente dal 1° maggio, e poi quello con l’India. A loro fa seguito, adesso, l’intesa commerciale con l’Australia, che di fatto azzera i dazi su quasi il 100% degli scambi tra le due aree (l’eccezione di peso è relativa ad alcuni prodotti siderurgici) e rafforza la posizione dell’Ue in una regione, quale l’Indo-Pacifico, in cui è forte l’influenza della Cina. La Commissione stima che le esportazioni dell’Ue, trainate da automotive, chimica e lattiero-caseario, aumenteranno fino al 33% nell’arco dei prossimi dieci anni, spazzando via un miliardo di euro in balzelli doganali pagati annualmente. Il Vecchio continente conta, inoltre, di ottenere un accesso privilegiato ai minerali critici di cui il Nuovissimo mondo ha importanti riserve, in particolare litio, manganese, alluminio e bauxite. Con il premier australiano Anthony Albanese, von der Leyen ha stretto un accordo in materia di difesa.
La trattativa con Canberra era finita su un binario morto nel 2023 per via delle resistenze australiane sulle concessioni agricole, rompicapo si è puntualmente riproposto nell’ultimo miglio del negoziato. Il Paese oceanico - indicano a Bruxelles - è, infatti, il principale esportatore al mondo di carne di pecora e il secondo di carne di manzo e di zucchero: queste merci entreranno a dazi zero o molto ridotti nel mercato Ue, ma con dei forti limiti di volume tra le 25 mila e le 36 mila tonnellate all’anno. Si tratta di paletti per le categorie sensibili che la Commissione ha piantato - insieme a un freno d’emergenza in caso di significativo aumento dell’import - con l’obiettivo di evitare una nuova levata di scudi da parte del comparto agricolo dopo quella vista con il Mercosur. L’associazione di categoria continentale Copa-Cogeca ha, nonostante ciò, accusato l’Ue di usare «ancora una volta l’agricoltura come merce di scambio per raggiungere obiettivi politici più ampi». Il mercato australiano è peculiare per via dei secoli di migrazione europea, ha riconosciuto Bruxelles, ammorbidendo la linea su alcune indicazioni protette: 165 saranno tutelate nel quadro dell’accordo, ma ad esempio i produttori del Paese oceanico rimarranno autorizzati a vendere il “parmesan” senza incorrere nelle sanzioni previste per le imitazioni del parmigiano. Altre denominazioni, come feta e pecorino romano, saranno invece riservate solo all’export dell’Ue al termine di un periodo di transizione. Gli australiani potranno continuare a utilizzare la dicitura “prosecco” per il proprio vino (evidenziando bene le caratteristiche in etichetta in modo da evitare confusione), ma entro 10 anni non potranno più esportarlo con questo nome. A proposito di concessioni, Canberra ha accettato di esentare una quota corrispondente a circa il 75% dei veicoli elettrici “made in EU” dal pagamento di una tassa sulle auto di lusso.
La prossima tappa del tour globale di von der Leyen sarà il Messico, nella seconda metà di maggio, per firmare con la presidente Claudia Sheinbaum una nuova intesa commerciale. A seguire, l’esecutivo Ue spera di portare a termine entro l’anno i negoziati con le Filippine. Trattative sono in corso anche con Thailandia, Malesia ed Emirati Arabi Uniti. Giovedì, intanto, dopo mesi di battute d’arresto, la plenaria del Parlamento europeo dovrebbe dare l’ok alla ratifica del patto concluso l’estate scorsa con gli Stati Uniti. È l’ultimo tassello per garantire dazi zero o quasi su gran parte della manifattura e dell’agroalimentare a stelle e strisce, in cambio del 15% applicato all’export dell’Ue.
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