Kim rilancia: irreversibile la deterrenza nucleare della Corea del Nord
di Luca Miele
Il leader nordcoreano ha ribadito l'ostilità verso Seul. Per gli analisti la scelta del regime è stata fortificata dalla "lezione" iraniana

Forte dell’ennesima investitura plebiscitaria – la rielezione a presidente della commissione Affari di Stato, la posizione più alta nella gerarchia politica del Paese -, Kim Jong-un ha disegnato quelli che saranno i pilastri della sua politica nel futuro. Il messaggio che il leader nordcoreano ha voluto indirizzare al mondo? Il regime non farà nessun passo indietro sul nucleare. Pyongyang dimostra, così, di voler "capitalizzare" la guerra in Medio Oriente, se è vero che, come scrive Asia Times, “quando gli Stati Uniti si ritrovano invischiati in un conflitto di vasta portata, gli avversari di tutto il mondo inevitabilmente rivalutano le proprie strategie”.
Primo punto fermo (e inamovibile): il nucleare. Davanti al Parlamento di Pyongyang, Kim ha promesso di consolidare “in modo irreversibile” lo status del suo Paese come potenza atomica. L'espansione di un “deterrente nucleare di autodifesa” è essenziale per la sicurezza nazionale, la stabilità regionale e lo sviluppo economico, ha aggiunto Kim. "L'attuale realtà mondiale, in cui la dignità e i diritti degli Stati sovrani vengono violati senza pietà con la forza e la violenza unilaterali, insegna chiaramente quale sia la vera garanzia dell'esistenza di uno Stato e della pace", ha affermato davanti all'Assemblea suprema del popolo. Il leader nordcoreano non ha fatto misteri di quale sia il suo bersaglio (retorico): gli Stati Uniti, accusati di "terrorismo e aggressione di Stato" a livello globale.
Secondo pilastro: linea dura nei confronti della Corea del Sud, definita lo Stato “più ostile”. Come riporta l’Ap, l’Assemblea Suprema del Popolo ha approvato una versione riveduta della Costituzione, senza però specificarne i cambiamenti. Secondo alcuni analisti, le modifiche potrebbero formalizzare l'assunzione della Corea del Sud “come nemico permanente, eliminando i riferimenti a una comune identità nazionale”, in continuità con linea dura assunta da Kim dal 2024 quando abbandonò l'obiettivo a lungo termine di una riunificazione pacifica con il Sud.
La Corea del Nord è un attore “imprevedibile”? Il suo modo di agire fuoriesce dal perimetro della razionalità politica? O, al contrario, obbedisce a un obiettivo preciso, la sua stessa sopravvivenza? Come sfrutterà (se sfrutterà) l’attuale disordine mondiale? Come scrive ancora Asia Times, “Pyongyang è opportunista, ma non suicida”. Giocherà al rialzo, ma senza superare determinate linee rosse, limitandosi a “provocazioni calibrate”. Come quelle già messe a segno in passato: “Durante la guerra in Iraq nel 2003, Pyongyang si ritirò dal Trattato di non proliferazione nucleare e accelerò il suo programma nucleare. Nel 2010, mentre Washington era concentrata sull'Afghanistan, la Corea del Nord bombardò l'isola sudcoreana di Yeonpyeong".
Una cosa è certa. Lo scenario mondiale “ha rafforzato la tesi di lunga data di Pyongyang secondo cui le armi nucleari sono essenziali per dissuadere l'intervento esterno e salvaguardare la sopravvivenza del regime", ha spiegato alla Reuters, Yang Moo-jin, professore presso l'Università di Studi sulla Corea del Nord. Come scrive il sito specializzato 38North, “la Corea del Nord è andata oltre il semplice possesso di armi nucleari, acquisendo la capacità di utilizzarle contro basi statunitensi e alleati in Corea del Sud e Giappone, e dal 2017 ha sviluppato una crescente capacità di minacciare direttamente l'intero territorio statunitense con missili balistici intercontinentali (ICBM) a testata nucleare”.
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