Trump boccia la controproposta di Teheran. E il petrolio vola

Le concessioni degli ayatollah sul nucleare non soddisfano le aspettative della Casa Bianca. Il vanificarsi di una svolta torna a far salire il pezzo del petrolio
May 11, 2026
Trump boccia la controproposta di Teheran. E il petrolio vola
Un cartellone pubblicitario anti-Trump a Teheran / REUTERS
«Non mi piace la loro lettera. È inappropriata». Così il presidente americano Donald Trump ha ribadito a Axios il responso relativo alla controproposta iraniana sul memorandum che dovrebbe chiudere la guerra. Trump si è tuttavia rifiutato di scendere nei dettagli sui contenuti della risposta ricevuta da Teheran dopo due giorni di attesa. La Casa Bianca sperava in un’apertura del regime che portasse a ulteriori progressi nei negoziati ma così non è stato. ll vanificarsi di una svolta ha fatto salire vertiginosamente il pezzo del petrolio che è tornato oltre i 105,52 dollari al barile. 
Secondo una ricostruzione del Wall Street Journal, Teheran ha inviato un testo di diverse pagine per rispondere alla proposta di pace in 14 punti formulata dagli Usa e per ribadire i suoi distinguo che pure registrano una certa apertura rispetto alle posizioni iniziali, soprattutto sulla spinosa questione del nucleare. L’Iran, così ricostruisce il quotidiano, sarebbe pronto a diluire parte delle sue scorte di uranio altamente arricchito e a trasferire il materiale restante in un Paese terzo, non negli Stati Uniti. Il governo avrebbe tuttavia chiesto garanzie che tale uranio venga restituito qualora i negoziati dovessero fallire. Gli ayatollah avrebbero inoltre manifestato la disponibilità a sospendere l'arricchimento dell'uranio, ma per un periodo inferiore ai vent'anni richiesti dagli Stati Uniti. «No» anche allo smantellamento degli impianti nucleari.  Il documento prevederebbe inoltre l'avvio, entro i prossimi 30 giorni, di negoziati specifici sulle questioni nucleari. Sul piano regionale, Teheran avrebbe proposto la cessazione dei combattimenti e una riapertura graduale dello Stretto di Hormuz in parallelo alla revoca del blocco navale e delle restrizioni imposte dagli Stati Uniti.
Trump ha liquidato la proposta ricevuta per mezzo dei mediatori pachistani come «totalmente inaccettabile». «Ho appena letto la risposta dei cosiddetti 'Rappresentanti' dell'Iran'. Non mi piace», ha scritto su Truth, prima sottolineando che «l'Iran prende in giro gli Stati Uniti, e il resto del mondo, da 47 anni (rinviando, rinviando, rinviando!)», poi minacciando: Teheran «non riderà più».
La risposta degli ayatollah non si è fatta attendere. «. Il team negoziale scrive piani solo per i diritti della nazione iraniana, non per compiacere Trump» ha dichiarato una fonte iraniana all'agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Tasnim. Il fatto che al presidente non piaccia la proposta iraniana »non ha importanza».  
La questione iraniana sembra destinata ad accompagnare il titolare della Casa Bianca nel suo viaggio in Cina appena confermato da Pechino. Secondo gli addetti ai lavori, Trump potrebbe fare pressioni sul presidente Xi Jinping per arrivare a una soluzione che sembra ancora di sfuggirgli di mano.
Intanto, la tensione è tornata a salire nello Stretto di Hormuz. Emirati Arabi Uniti e Kuwait hanno segnalato l'avvicinamento di droni, mentre il Qatar ha riferito che un drone ha colpito una nave mercantile al largo delle sue coste. Via libera dei pasdaran, invece, a una nave qatarina con a bordo il gas diretto al Pakistan. Oltre 20 navi da guerra americane, intanto, continuano ad attuare il blocco navale anti-Iran, ha riferito il Comandato militare centrale americano (Centcom), precisando che le attività di vigilanza hanno permesso di «respingere 61 navi commerciali» e di «immobilizzarne 4 per garantire il rispetto» del blocco.
Allo sblocco dello strategico tratto di mare tra Iran e Oman è dedicata la riunione convocata dal ministro della Difesa britannico, John Healey, e dal suo omologo francese, Catherine Vautrin, con i rappresentanti dei 40 Paesi che compongono la missione multinazionale lanciata per ripristinare i flussi commerciali paralizzati dal blocco dello Stretto.

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