Nel Regno Unito Starmer ha ripescato Gordon Brown per navigare la crisi post-voto
Reduce della batosta incassata dai Labour alle elezioni locali di giovedì scorso, il premier si gioca la carta della nomina “eccellente” per rilanciare la sua debolissima leadership. Atteso lunedì un discorso sui rapporti con l'Ue

«Abbiamo fatto degli errori che potevamo evitare». È il mea culpa del premier britannico Keir Starmer, reduce della batosta incassata dal suo partito, il Labour, alle elezioni locali di giovedì scorso. Ostinato a non fare un passo indietro («non voglio che il Paese precipiti nel caos»), il capo del governo si è giocato la carta della nomina “eccellente” per rilanciare la sua debolissima leadership: Gordon Brown, primo ministro laburista tra il 2007 e il 2010, nel pieno della grande recessione globale, sarà il suo “inviato speciale” per la finanza internazionale. Brown, che per dieci anni è stato anche Cancelliere dello Scacchiere di Tony Blair, sarà chiamato (a titolo gratuito) a orientare le politiche di Starmer sugli investimenti e, dettaglio non secondario, sulle partnership con l’Unione Europea. Nodo su cui, domani, è atteso un discorso a Downing Street da cui molti si aspettano l’annuncio di un piano di riavvicinamento al continente.
L’esecutivo ha ufficializzato pure la nomina di Harriet Harman, ex vicepremier proprio con Brown, a consulente per le questioni riguardanti la popolazione femminile, con un focus sulla lotta alla violenza e sul miglioramento delle opportunità economiche di donne e ragazze. L’ “operazione nostalgia” serve ad allentare la pressione all’interno del partito dove cresce l’istanza di chi, alla luce della disfatta elettorale, chiede un cambio al vertice. I risultati definitivi delle elezioni hanno certificato la debacle dei laburisti a favore di Reform Uk. Il movimento dell’ultradestra, di cui è leader Nigel Farage, ha guadagnato 1.452 nuovi seggi erodendo consensi sia ai Labour che ai Tory.
La crisi dei due tradizionali partiti britannici è amplificata anche alla crescita di Verdi e LibDem. I primi hanno guadagnato 403 seggi, i secondi 154. Basterà un ritocco alla squadra dei consiglieri di governo per ridare slancio alla premiership di Starmer? Intanto, nel Paese, imperversa il totonomi sul suo possibile successore. Il favorito è il sindaco della Greater Manchester, Andy Burnham, che però non è deputato. La sua candidatura a Westminster è stata bloccata dal comitato esecutivo nazionale del partito. Una sorta di veto riconducibile allo stesso Starmer. Piacciono anche il ministro della Salute, Wes Streeting, e l’ex vice premier Angela Rayner.
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