Lavoratori stranieri da formare e inserire
di Redazione
Le figure coinvolte sono prevalentemente: operatori di mezzi, saldatori, carpentieri, verniciatori, operatori specializzati, cuochi, camerieri, infermieri. Iniziative di Orienta, "Progetto Tunisia" e Openjobmetis

Non più emergenza, ma strategia. In un mercato del lavoro segnato da una crescente difficoltà nel reperire profili tecnici specializzati - anche addetti alla ristorazione - la mobilità internazionale si consolida come leva strutturale per sostenere la competitività industriale italiana. Lo dimostrano i numeri dell'Agenzia per il lavoro Orienta, che attraverso la Business Unit Globl, specializzata in mobilità internazionale, ha sviluppato un modello integrato di selezione, formazione e inserimento di lavoratori provenienti da paesi Extra-Ue. L’esperienza di Orienta si inserisce nel quadro normativo del decreto flussi e, più recentemente, nelle opportunità introdotte dall’art.23 Tui così come modificato da l.50/23. Un’evoluzione che ha consentito alle imprese italiane di rispondere in modo più efficace alla carenza di personale qualificato in comparti strategici come Oil&Gas, energia, cantieristica navale, telecomunicazioni e infrastrutture.
«Non parliamo più di gestione dei flussi, ma di pianificazione e gestione delle competenze su scala internazionale - spiega Federico Biazzo, responsabile Divisione Globl di Orienta -. Le imprese italiane oggi hanno bisogno di profili altamente specializzati che spesso non sono disponibili sul mercato interno. Il nostro modello interviene a monte: selezioniamo nei Paesi di origine, formiamo secondo gli standard italiani e accompagniamo i lavoratori lungo tutto il percorso di inserimento. È un processo che crea valore per le aziende e allo stesso tempo favorisce un’integrazione reale e sostenibile. Si tratta di un modello integrato tra imprese e istituzioni. Elemento chiave del progetto è la costruzione di una filiera che coinvolge imprese italiane, enti formativi e istituzioni. Fondamentale il contributo di ambasciate e consolati italiani, che hanno supportato i processi autorizzativi e facilitato la mobilità dei lavoratori».
Attraverso programmi strutturati nei Paesi di origine – tra cui Egitto, Filippine, Messico, Senegal, Tunisia, Cuba e Thailandia – Orienta ha pianificato oltre 3mila inserimenti nei prossimi tre anni. Nel dettaglio, il piano sviluppato da Orienta evidenzia una distribuzione articolata per Paese di provenienza e settore di impiego, a conferma di un modello costruito sulle reali esigenze delle filiere industriali italiane. L’Egitto rappresenta uno dei bacini principali, con 500 inserimenti approvati tra cantieristica navale e Oil&Gas: a oggi sono già 250 i lavoratori inseriti, mentre ulteriori 60 sono in fase di ingresso e 20 attualmente in formazione. Dalle Filippine, storico partner per le competenze tecniche, sono previsti 1.000 inserimenti, di cui 250 già realizzati, con ulteriori 200 lavoratori tra ingressi programmati e percorsi formativi attivi. Sul fronte delle infrastrutture, il Messico conta 250 inserimenti approvati, con i primi 50 ingressi avvenuti ad inizio 2026, mentre Senegal e Tunisia contribuiscono rispettivamente con 250 e 500 inserimenti autorizzati, concentrati nei comparti infrastrutturali e delle telecomunicazioni. Nel 2026 nuovi progetti hanno coinvolto anche Thailandia e Cuba.
Le risorse sono destinate a imprese attive nei settori energia, infrastrutture e impiantistica, oltre a realtà dell’indotto della cantieristica nazionale. Il modello prevede percorsi formativi completi prima dell’ingresso in Italia, comprensivi di lingua italiana, educazione civica e sicurezza sul lavoro, sviluppati in collaborazione con partner locali qualificati.
Le figure professionali coinvolte sono prevalentemente: saldatori, carpentieri, operatori di mezzi, elettricisti – rappresentano competenze difficilmente reperibili sul mercato nazionale ma essenziali per sostenere la crescita dei grandi progetti industriali.
I progetti internazionali sviluppati hanno rappresentato inoltre un’importante leva di valorizzazione delle competenze professionali a livello globale. In diversi contesti geografici, è stato possibile riconoscere e potenziare professionalità di alto livello, dai saldatori nelle Filippine agli operatori mezzi in Messico, dagli elettricisti in Egitto fino ai carpentieri in Senegal. Un patrimonio di competenze che contribuisce in modo concreto alla qualità e al successo delle iniziative realizzate, in un incrocio tra domanda e offerta non più nazionale ma globale.
Progetto Tunisia per inserire 60 persone nella ristorazione
Prende forma ufficialmente il Progetto Tunisia, promosso da Fipe-Confcommercio e Aigrim-Fipe per la formazione e l’inserimento in Italia di 60 lavoratori per il settore della ristorazione. Il punto di svolta è stato un incontro istituzionale a porte chiuse per la definizione delle linee operative e formative, tenutosi a Tunisi la sera del 20 aprile, tra la delegazione italiana, il ministro del Lavoro tunisino Riadh Chaoued e i rappresentanti di Elis, partner di progetto. Durante il meeting sono stati rinnovati gli impegni reciproci per l'avvio dell'iniziativa e definite le linee guida del percorso formativo.
Il progetto pilota porterà in Italia 60 operatori e operatrici con già vari gradi di esperienza nel settore, che completeranno un percorso formativo di 200 ore. La formazione sarà avviata entro fine maggio con la parte linguistica, per poi proseguire con quella specialistica a inizio giugno. L'arrivo dei lavoratori e delle lavoratrici in Italia è previsto a giugno. L'iniziativa, frutto di un importante investimento da parte dei due enti associativi e delle imprese direttamente coinvolte, si pone come un modello di cooperazione virtuoso e replicabile, capace di allargare i canali di attrattività del settore a Paesi extra-Ue.
L'incontro con il ministro Chaoued si è inserito nei giorni della missione della delegazione italiana a Tunisi in occasione del Tunisian-European Forum: Training, Employment, and Mobility in the Hospitality and Restaurant Sector (20-22 aprile), evento promosso da Ilo e Commissione Europea. La delegazione, composta da Aldo Cursano, vicepresidente vicario di Fipe-Confcommercio, Riccardo Orlandi, vicepresidente Fipe-Confcommercio e presidente di Aigrim-Fipe, e Andrea Chiriatti, direttore d’Area di Fipe-Confcommercio, ha partecipato ai lavori del forum con uno stand dedicato e con interventi nei panel ufficiali, tra cui una testimonianza di Aldo Cursano sulla collaborazione tra pubblico e privato per sostenere l'occupazione nel settore del turismo.
«Questo progetto dimostra che è possibile affrontare in modo serio e sistemico il tema della carenza di personale nella ristorazione, costruendo percorsi regolati, trasparenti e di qualità. La collaborazione con le istituzioni tunisine e con partner qualificati consente di investire sulle competenze prima ancora dell’ingresso in Italia, garantendo benefici sia alle imprese sia ai lavoratori. Se sapremo consolidare e replicare questo modello, potremo dotarci di uno strumento stabile di cooperazione internazionale capace di sostenere la competitività del nostro settore», commenta Cursano.
«Questo progetto rappresenta una risposta concreta e strutturata a una delle sfide più grandi per la nostra ristorazione - dichiara Orlandi -. Non si tratta solo di sopperire a una carenza di personale, ma di costruire percorsi professionali sostenibili e di alta qualità, investendo sulla formazione prima ancora che i lavoratori arrivino in Italia. È un modello che fa incontrare domanda e offerta in modo trasparente e virtuoso, garantendo tutele per i lavoratori e competenze specifiche per le imprese».
Infermieri introvabili, boom di arrivi da Tunisia, India e Paraguay
Medici, infermieri e personale sanitario sono introvabili, come del resto attesta anche l’Organizzazione mondiale della sanità secondo cui la carenza di infermieri è considerata una vera e propria bomba a orologeria: entro il 2030 in Europa ne mancheranno un milione. Un dato allarmante e ora le società di recruitment si organizzano per selezionare e formare all’estero personale sanitario professionale da far arrivare in Italia. Si punta su altre nazioni extra europee i cui professionisti sanitari siano propensi a fare un’esperienza nel nostro Paese. Ecco quindi che per far fronte all’ormai nota carenza di infermieri e professionisti sanitari in Italia, negli ultimi tre anni sono state oltre 1.000 le figure sanitarie selezionate e formate da International Recruitment, l’hub specializzata di Openjobmetis. In tutto, L'Agenzia per il lavoro ha incontrato e svolto colloqui all’estero con oltre 5mila persone, per poi selezionarne 1.000 per la formazione e l’inserimento in Italia nelle strutture sanitarie di destinazione. «Gli infermieri rappresentano oltre la metà, il 56%, del personale sanitario, la maggior parte del quale è costituito da donne. Avere personale infermieristico sicuro non è quindi un lusso o un dettaglio amministrativo», afferma Hans Henri P. Kluge, Direttore Regionale dell’Oms per l’Europa. Tornando all’impegno di Openjobmetis International Recruitment, le assunzioni hanno riguardato soprattutto infermieri, e in misura minore, medici, fisioterapisti e tecnici radiologi che dai Paesi Extra Ue hanno occasione di vivere un’importante esperienza di carriera presso ospedali e cliniche private, oppure Rsa.
Ma quali sono le regioni d'Italia in cui vanno a lavorare gli infermieri e i professionisti sanitari che arrivano dall’estero? Al primo posto c’è la Lombardia con il 50% delle attivazioni. Segue un’altra regione del Nord come il Piemonte (19%). Il 10% dei professionisti selezionati si è inserito in Sardegna. A seguire il Veneto (8%) e la Calabria, Prima regione del Sud (5%). Presenti nella classifica anche Emilia Romagna (4%), Valle d’Aosta (3%) e Marche (1%).
Le motivazioni che spingono questi professionisti a trasferirsi in Italia sono prima di tutto economiche, per un compenso, quindi, superiore rispetto a quello percepibile nei Paesi di origine, ma anche per migliorarsi professionalmente nei nostri ospedali. Un’esperienza in Italia di questo tipo, a diretto contatto con le procedure e gli standard italiani, consente infatti maggior possibilità di carriera.
Quali sono i Paesi di origine di questi professionisti? Al primo posto troviamo la Tunisia (30%), seguita da India (25%) e Paraguay (15%); e ancora Brasile (12%), Perù (9%), El Salvador (7%). Qualche caso (2%) anche da: Colombia, Argentina, Pakistan.
Openjobmetis International Recruitment propone la stabilità di un contratto a tempo indeterminato e si fa mediatore culturale per accompagnare le figure assunte nell’inserimento oltre che professionale, anche pratico-logistico e sociale. Il profilo degli infermieri assunti è all’85% rappresentato da donne, di cui 70% con figli. L’età media è compresa tra i 25 e i 38 anni, con un’esperienza professionale pregressa media di cinque anni. L’iter prevede che, una volta selezionati, gli infermieri, già in possesso di una buona conoscenza della lingua italiana, ne approfondiscano lo studio a livello professionale. Vi è quindi il riconoscimento del titolo di studio della nazione per poi avviarsi a un periodo di un mese di formazione on the job durante il quale perfezionarsi sulle prassi italiane, e ancora, sullo studio della lingua. Trascorsi i primi due anni, la maggior parte dei professionisti rimane in Italia.
«Ultimamente ci stiamo concentrando su un nuovo Paese, El Salvador, che ci permette di attrarre numerosi infermieri ben preparati sia a livello linguistico che tecnico. Abbiamo inoltre richieste di molti infermieri dai Paesi da tutto il mondo e in particolare del Centro Africa che vorrebbero venire a lavorare in Italia - conclude Daniela Pomarolli, Head of International Recruitment di Openjobmetis -. Il nostro impegno si sta allargando inoltre verso altri ambiti di competenza professionale per i quali abbiamo sviluppato due nuove aree – Learn To Italy e Quick To Italy. Learn To Italy è il programma che prevede la formazione in loco – con focus anche su sicurezza e lingua italiana – per garantire risorse competenti e pronte per ogni settore. Grazie all’inserimento attraverso i canali previsti dall'art. 23 del Testo Unico Immigrazione, il progetto ci permette di offrire alle imprese italiane una forza lavoro esperta, solida e pronta all'inserimento in realtà del nostro territorio. Quick To Italy è il servizio di consulenza che supporta le aziende nella gestione completa delle pratiche amministrative necessarie per assumere lavoratori extracomunitari già individuati. Il programma semplifica e accelera l’ingresso in Italia di personale qualificato proveniente da qualsiasi settore, riducendo tempi e complessità burocratiche per le aziende clienti».
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