Documenti, cure al bimbo, versioni degli ospedali italiani: cosa non torna nel caso Minetti

Ecco tutti i dubbi sulla vicenda che riguarda l'ex consigliere regionale: dalla querelle giudiziaria con i genitori che ha portato all'adozione del bimbo allo stesso percorso riabilitativo della donna, rimangono diversi punti oscuri
April 28, 2026
Documenti, cure al bimbo, versioni degli ospedali italiani: cosa non torna nel caso Minetti
Nicole Minetti ai tempi in cui era consigliere regionale del Popolo della libertà in Regione Lombardia, nel 2012 / Reuters
Rimettere insieme il puzzle della grazia a Nicole Minetti. Il giorno dopo la richiesta del Quirinale di far luce sulle «supposte falsità» sollevate dal Fatto Quotidiano restano vari punti oscuri. Gaetano Brusa, il magistrato che firmò il parere positivo (non vincolante) all’istanza, ha confermato il coinvolgimento dell’Interpol nelle indagini. Insieme alla Polizia italiana, dovrà sciogliere vari dubbi: l’«autenticità di documenti sanitari ed altro» per esempio, ma anche le «modalità di adozione all’estero» e la storia dietro «la morte del legale della madre biologica del bimbo» dovuta a un rogo in casa. Vasto programma, quindi. In conferenza stampa, il sottosegretario a Palazzo Chigi Alfredo Mantovano ha detto che il Tribunale dei minori di Venezia ha ratificato la sentenza di adozione uruguaiana il 16 luglio 2024 e ha citato il parere di Brusa, secondo cui dai documenti emergeva la «radicale presa di distanza dal passato» di Minetti.
Secondo l’inchiesta del Fatto il bambino non sarebbe stato adottato dopo un abbandono, ma in seguito a una lunga querelle giudiziaria contro i suoi genitori, vinta da Minetti e dal compagno Giuseppe Cipriani nel 2023. Il padre del minore oggi sarebbe in carcere, mentre la madre in condizioni di povertà e ora irreperibile. Il secondo aspetto controverso riguarda le cure al bambino. Secondo quanto finora emerso, nell’istanza di grazia si sostiene che già nel 2021 – ben prima dell’adozione – Minetti portò il minore a Boston per un delicato intervento chirurgico dopo due pareri contrari del San Raffaele di Milano e dell’ospedale di Padova. L’operazione non sarebbe stata risolutiva, tanto che in un controllo del 2025 sarebbero emersi rischi di recidiva e complicazioni. Da Padova però smentiscono contatti con Minetti e il bambino, mentre da Milano trapela come il nome del minore non sia nel database. Sollevando così dubbi sulla documentazione clinica allegata alla richiesta di grazia. Secondo quanto filtrato, poi, si indagherà anche sul periodo trascorso a Ibiza da Minetti. Segno della volontà di fare chiarezza sulla vita della donna e di Giuseppe Cipriani, erede della famiglia che gestisce l’Harry’s Bar, citato negli Epstein files. Nel ranch a Maldonado dove viveva con Minetti, secondo il Fatto, ci sarebbero state feste con sesso a pagamento. Circostanza che, se confermata, getterebbe ombre sulla riabilitazione della donna, condannata per peculato e favoreggiamento alla prostituzione per le “cene eleganti” ad Arcore.
Ieri intanto Minetti ha scritto che «l’intero percorso adottivo si è svolto nel pieno rispetto della legge», smentendo «contenziosi con i genitori biologici di mio figlio, che non ho mai conosciuto». Minetti ha poi parlato della «grave patologia» del minore che ha reso necessario portarlo a Boston per «un intervento chirurgico molto delicato e complesso». Infine, l’ex igienista dentale ha detto di non avere notizie su indagini a suo carico in Spagna o Uruguay.

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