Cos'è il "Progetto Civico" di Onorato: «Siamo di buon senso, non moderati»

Vicinanza a Conte e allo stratega dem Bettini, frecciate ai terzopolisti e freddezza verso Renzi (assente). Schlein si raccomanda: «Parlatevi»
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June 13, 2026
Cos'è il "Progetto Civico" di Onorato: «Siamo di buon senso, non moderati»
Alessandro Onorato, al centro, con Riccardo Magi, Giuseppe Conte, Elly Schlein e Gaetano Manfredi, nel corso della prima assemblea nazionale di Progetto Civico Italia / Ansa
Non sarà ufficialmente il partito dei sindaci che ciclicamente fa capolino nel dibattito. Ma la sostanza è quella. «Abbiamo 10mila iscritti, 685 amministratori e 400 comitati civici da Bolzano a Caltanissetta», dichiara Alessandro Onorato, fondatore di Progetto civico Italia. L’assessore di Roma a Turismo, Sport e Grandi eventi presenta ufficialmente il partito al Palazzo dei Congressi dell’Eur, otto mesi dopo aver lanciato il progetto.
L’obiettivo è creare la gamba “centrista” della coalizione di centrosinistra, definizione che non piace troppo all’assessore capitolino. «Il campo progressista è il nostro - dichiara Onorato -. Non ci definiamo un’ala moderata» quanto piuttosto «di “buon senso”». In sala tra gli altri ci sono Riccardo Magi (Più Europa) e il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi. Il primo cittadino di Roma, Roberto Gualtieri, manda un messaggio. Ma soprattutto in prima fila ecco Giuseppe Conte ed Elly Schlein, spettatori non neutrali, dato che nel centrosinistra che sfiderà Giorgia Meloni alle prossime elezioni è ancora da risolvere il tema della leadership. Ieri, complice il forte ritardo della segretaria dem, le photo opportunity se le prende soprattutto il leader del M5s che condivide con Onorato la grande vicinanza al dirigente dem Goffredo Bettini («ha la “colpa” di averci incoraggiato e di aver creduto in noi quando provavamo a fare i primi passi», lo ringrazia l’assessore dal palco). Onorato chiarisce che in caso di primarie, ci sarà un suo candidato (molto probabilmente lui stesso). Ma nel frattempo «non vogliamo contribuire a confusioni o a conflittualità, di partecipare al totonomi tra Schlein e Conte o qualcun altro, di scegliere l’uno o l’altro come compagni di viaggio preferiti».
Se con la segretaria dem i rapporti sembrano al momento freddini, non sfugge affatto l’assenza di Matteo Renzi, ufficialmente perché fuori Roma. «Gli ho mandato un messaggio, sarà stato impegnato...», taglia corto l’assessore capitolino. Manca anche la sindaca di Genova, Silvia Salis, impegnata a Bologna con la Repubblica delle Idee . Dalla segretaria dem però arriva un invito all’unità del centro: «So che non è facile unire e convergere, soprattutto quando c’è chi pensa che l’unità vada fatta a casa sua. Io vi invito a parlarvi, a dialogare». È evidente però che Progetto civico Italia, nonostante l’acronimo Pci possa ingannare, nasca anche per offrire uno spazio politico ai moderati che non si riconoscono nel Pd di Elly Schlein, considerandolo troppo a sinistra.
Nel frattempo Onorato marca la distanza anche da Pina Picierno, appena uscita dal Pd («andrà nel terzo polo» che «rischia di essere ininfluente») ma anche da una parte dei riformisti dem. Onorato se la prende ad esempio «con chi pensa che siamo eterodiretti» e attacca «un deputato della coalizione che non merita pubblicità» (il riferimento è però al senatore del Pd Filippo Sensi, ndr ), il quale «dice che nella nostra pentola che cuoce forse l'arrosto non c'è. Come a intendere che non abbiamo e non portiamo voti. Detto da un parlamentare alla seconda legislatura grazie alle liste bloccate, lo prendo come una medaglia sul petto. Ma che ne sa lui dell’ebbrezza democratica di prendere una preferenza?». Non a caso, quella per l’introduzione delle preferenze nella prossima legge elettorale è la prima battaglia che Progetto civico si appresta a combattere.
Poi, nel discorso in cui mette in fila il programma, Onorato parla molto di sicurezza («è una nostra priorità, non va lasciata alla destra o a Vannacci», spiega Onorato), lotta alla burocrazia, sanità, asili nido gratuiti, taglio dell’Irpef sotto i 35 anni. E ancora, «vogliamo curare la pace, che è il bene supremo come ha ricordato Leone XIV». E in economia «nessuno parli più di patrimoniale», mette in chiaro l’assessore capitolino rivolgendosi direttamente a Schlein (che l’ha ritirata fuori, facendo poi retromarcia) e Conte. Parole che non piacciono a Nicola Fratoianni: «Vorrei dire con amicizia ad Alessandro Onorato che non ha cominciato benissimo», ribatte il co-portavoce di Avs, anche lui impegnato a Bologna e non presente all’Eur. Anche nel campo largo, d’altronde, ognuno gioca la sua partita.

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