Così si valorizzano gli immobili

Il property manager è un consulente molto richiesto e con una preparazione trasversale. Non va confuso con l'amministratore di condominio o l'agente immobiliare
February 27, 2026
Così si valorizzano gli immobili
Paolo Orlando, responsabile della Divisione Property management del Gruppo Ryze/ WEB
Guai a confonderlo con l'amministratore di condominio o l'agente immobiliare. È il property manager: l'anello di congiunzione tra la proprietà e chi in quei locali ci vive e ci lavora. Si tratta di un professionista impegnato nella gestione degli immobili per conto dei proprietari, con il fine di incrementarne il valore. In Italia sono un migliaio le società di property management ed esistono da circa 30 anni.
La sua attività è incentrata sull’affitto di proprietà di varia natura come singole abitazioni, appartamenti, complessi residenziali, uffici e spazi commerciali. Il property manager è un consulente con grande esperienza e professionalità nel campo immobiliare, che negli ultimi anni ha visto una ulteriore “evoluzione” anche legata al fenomeno delle nuove strutture ricettive con servizi (alberghi-non-alberghi, branded residence e serviced luxury apartment) che hanno influenzato i nuovi format dell’abitare, quali studentati e Btr-Build to rent, costruzioni che nascono appositamente per l’affitto. Queste ultime in particolare, per come si stanno configurando all’estero, rappresentano un’evoluzione del residenziale in locazione tradizionale grazie alla presenza di una gestione centrale e professionale, ma soprattutto grazie all’offerta di servizi in grado di alimentare anche relazioni sociali alla base del concetto di comunità. I confini tra i nuovi format ricettivi e residenziali risultano quindi sempre più sfumati, con la figura del gestore al centro del successo dell’iniziativa. Di conseguenza, cresce l’importanza del ruolo del property manager, chiamato anche a coordinare i nuovi servizi e a presidiare la relazione con ospiti e residenti.
Nel mercato immobiliare, il property manager è una figura trasversale e molto richiesta: le stime di crescita si attestano tra l'8% e il 10%. Con redditi iniziali che vanno dai 24 ai 30mila euro lordi l’anno. «Nel settore immobiliare il property management oggi è sempre meno una funzione di mera gestione operativa e sempre più un presidio strategico di valore - spiega Paolo Orlando, responsabile della Divisione Property management del Gruppo Ryze -. Oggi il property manager rappresenta il punto di raccordo tra investitori, asset, territori e persone: una figura capace di garantire efficienza, qualità dell’esperienza e continuità gestionale, ma soprattutto capace di contribuire attivamente alla performance complessiva del portafoglio immobiliare. La crescente complessità del settore richiede competenze trasversali che integrano dimensione tecnica, gestionale e consulenziale. Il nuovo property manager deve saper leggere i mercati, comprendere l’evoluzione normativa, gestire processi articolati e dialogare con stakeholder diversi, con un approccio data driven e una forte sensibilità verso i temi Esg, la sicurezza e l’innovazione tecnologica».
È proprio questa visione multidisciplinare a trasformare la gestione in leva di valore: dalla cura del patrimonio fino al supporto alle strategie di valorizzazione e trasformazione degli asset. Accanto agli investitori, il property manager svolge un ruolo determinante anche nella relazione con chi vive e utilizza gli immobili. Garantire un’esperienza di qualità significa presidiare comfort, sicurezza, servizi, efficienza e continuità: aspetti sempre più rilevanti per la reputazione del patrimonio e per la competitività dell’offerta immobiliare. In questo senso, la gestione non è più solo manutenzione, ma un vero abilitatore di soddisfazione, conservazione, attrattività e redditività.
Non esiste una strada unica per diventare property manager, spesso sono l’attività sul campo e l’esperienza a determinare il successo professionale. Le lauree più opportune per avvicinarsi alla professione sono quelle in Economia, Giurisprudenza, Ingegneria Civile e Architettura. Invece, il diploma più indicato è quello per geometri e ragionieri. Al netto della grande importanza di un percorso di studi particolarmente adatto alla professione, è fondamentale anche la frequenza di corsi professionalizzanti. La partecipazione a questi corsi è essenziale per l’acquisizione di determinate competenze e conoscenze del mercato di settore. I temi trattati sono, infatti, importantissimi e non possono essere ignorati da chi vuole diventare property manager. La valutazione degli immobili, la finanza immobiliare, gli investimenti, il diritto immobiliare e l’urbanistica sono solo alcuni dei principali argomenti trattati durante questi percorsi formativi.
Per sostenere questa evoluzione servono nuovi profili professionali: figure curiose, trasversali, capaci di muoversi tra tecnica, operatività, digitalizzazione, sostenibilità e relazione con il committente e l’utilizzatore finale. «La formazione costante diventa quindi un pilastro: percorsi strutturati, aggiornamento continuo e contaminazione tra competenze sono indispensabili per attrarre talenti e garantire un ricambio generazionale all’altezza delle sfide del settore. Il futuro del property management passa da qui: dalla capacità di costruire professionalità solide, riconoscibili e orientate alla qualità del servizio. Affermare il ruolo strategico di questa funzione significa riconoscerne l’impatto sulla creazione di valore, sulla tutela del patrimonio e sulla qualità dell’esperienza degli occupanti. È una responsabilità che il settore deve condividere: promuovere competenze, innovazione e cultura manageriale è la condizione per consolidare il property management come uno dei pilastri più moderni e decisivi della filiera immobiliare», conclude Orlando.

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