Nasce la Fondazione per il Made in Italy

L'obiettivo è quello di rafforzare il legame tra scuole e imprese, mettendo in dialogo le eccellenze produttive italiane con la formazione per ridurre il disallineamento tra domanda e offerta
February 26, 2026
Nasce la Fondazione per il Made in Italy
La presentazione della Fondazione per il Made in Italy
Quasi la metà delle imprese italiane fatica a coprire le posizioni ricercate. Il disallineamento tra domanda e offerta rischia di rallentare la piena operatività di settori trainanti per l'economia. Le maggiori difficoltà di reperimento dei profili si concentrano in tre comparti: Costruzioni (oltre il 60% delle posizioni); Industria metalmeccanica ed elettronica (59,2%); Servizi informatici e telecomunicazioni (51,4%). In generale, i tempi medi di reperimento si attestano a 4/5 mesi, con punte critiche che superano i sei mesi per specifici comparti manifatturieri e per l'edilizia. Un colpo grave per le nostre eccellenze. Anche per questo nasce la Fondazione Imprese e Competenze per il Made in Italy, presentata questa mattina al Mimit-Ministero delle Imprese e del Made in Italy. All’incontro hanno preso parte, tra gli altri, il capo di Gabinetto del Mimit Federico Eichberg, il presidente della Fondazione Imprese e Competenze per il Made in Italy Giovanni Brugnoli e il presidente del Comitato Tecnico della Fondazione Pierluigi Bartolomei, a testimonianza della centralità strategica del progetto. L'obiettivo è quello di rafforzare in modo strutturale il legame tra scuole e imprese, mettendo in dialogo le eccellenze produttive italiane con il sistema formativo. Fortemente voluta dal ministro del Mimit Adolfo Urso e dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, la Fondazione nasce per consolidare il dialogo tra imprese, territorio e sistema formativo, valorizzando il made in Italy come patrimonio produttivo, culturale e identitario del Paese.
Per Eichberg, occorre «formare competenze anche all'estero per sopperire ai fabbisogni delle imprese». «È necessario stilare un Libro Bianco sulle priorità per il futuro del made in Italy - spiega il capo di Gabinetto del Mimit -. Tra guerre e dazi il made in Italy è cresciuto: 643 miliardi di euro di esportazioni nel 2025, 13 in più rispetto all'anno precedente».
 Al centro dell’impegno della Fondazione vi è il collegamento strutturale tra mondo produttivo e istruzione, con particolare attenzione al liceo del Made in Italy, un percorso pensato per offrire agli studenti una solida preparazione culturale e una conoscenza diretta dei sistemi produttivi italiani. Il modello si integra con la filiera tecnologica del “4+2”: quattro anni di formazione secondaria negli istituti tecnici e professionali, seguiti da due anni negli ITS Academy, per accompagnare i giovani verso una specializzazione altamente qualificata e immediatamente spendibile nel mondo del lavoro. Mettere in connessione gli studenti con le imprese significa costruire un patto concreto tra formazione e sistema produttivo. «La Fondazione favorisce questo incontro, creando percorsi condivisi che avvicinano i giovani alle filiere, alle competenze e alle opportunità del tessuto imprenditoriale italiano. Valorizzare il modello 4+2 significa rafforzare il legame tra scuola, impresa e territorio attraverso un modello formativo realmente innovativo», dichiara Brugnoli.
 Il made in Italy rappresenta un patrimonio unico di competenze, cultura produttiva e capacità manifatturiera. Un valore che nasce nei territori, cresce nelle imprese e si consolida attraverso la trasmissione del sapere alle nuove generazioni. Per questo la Fondazione promuoverà iniziative nazionali come il “Job Day” e un “Giro d’Italia” che toccherà Bologna, Palermo, Bari, Vicenza e Roma, con l’obiettivo di trasformare il saper fare italiano in una competenza certificata, moderna e spendibile globalmente grazie alla filiera formativa tecnologica.
«Dobbiamo dare speranza ai giovani - conclude Bartolomei -. E soprattutto trasmettere quei valori che hanno reso grande l'Italia a partire dal Rinascimento: il bello, il ben fatto, il sapere e il saper fare. Abbiamo grandi potenzialità, nonostante il contesto in cui viviamo non sia tra i più facili».
Tra i progetti di punta figura anche l’Esposizione Nazionale Permanente “Dare forma al Made in Italy”, un percorso che, attraverso prodotti simbolo dell’ingegno italiano, valorizzerà le filiere, le competenze e la capacità di innovazione che rendono l’Italia un punto di riferimento nel mondo.
Nel corso dell’evento è stato presentato anche il Premio “Maestro del Made in Italy”, riconoscimento dedicato a imprenditori e imprenditrici che si sono distinti per la capacità di trasmettere competenze, valori e visione alle nuove generazioni nei settori di eccellenza del Paese.
Possono candidarsi entro il 20 marzo 2026 associazioni di categoria, Camere di Commercio, Fondazioni impegnate nella valorizzazione del Made in Italy e Its Academy compilando la procedura al link: www.impresecompetenze.it/premio.
I partecipanti entreranno attivamente nella rete che costruisce il futuro del made in Italy, contribuendo a iniziative di formazione, orientamento e valorizzazione delle competenze, in un’alleanza stabile tra impresa, scuola e territorio. I vincitori saranno annunciati in occasione di un evento pubblico in programma nel mese di aprile.
Mentre è stato sottoscritto il Protocollo d'intesa tra la Fondazione e l'Associazione Marchi Storici d'Italia per la promozione e la valorizzazione del Made in Italy. Obiettivo dell'accordo - firmato da Brugnoli e dal presidente dell'Associazione, Massimo Caputi, e dal vice presidente vicario dell'Associazione e presidente del Gruppo Giovani dei Marchi Storici, Armando De Nigris - è rafforzare la collaborazione tra sistema produttivo e sistema formativo: con la firma, si avvierà infatti una collaborazione strutturata finalizzata a valorizzare il patrimonio industriale italiano come leva educativa, culturale e di sviluppo per le nuove generazioni. Tra le prime linee di intervento previste dal Protocollo, primo accordo formalmente approvato dal Consiglio di amministrazione della Fondazione che opera sotto l'egida del Mimit, rientrano l'avvio di un Programma nazionale di viaggi di istruzione e percorsi formativi presso i Musei e le aziende dei Marchi Storici, la collaborazione alla valorizzazione dei contenuti dell'Esposizione nazionale permanente del Made in Italy, il contributo al Premio annuale ''Maestro del Made in Italy'' e la partecipazione alle iniziative di orientamento del Job Tour del Made in Italy. 

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