Agrotecnici, accordo su tirocini e accesso alla professione

Intesa siglata tra il Collegio nazionale e la Crui-Conferenza dei rettori delle Università italiane
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May 19, 2026
Agrotecnici, accordo su tirocini e accesso alla professione
Roberto Orlandi, presidente del Collegio nazionale degli agrotecnici e degli agrotecnici laureati
Rafforzare il legame tra Università e professione, ridurre i tempi di accesso al mondo del lavoro, valorizzando le competenze acquisite durante il percorso accademico: sono questi gli obiettivi dell’accordo siglato tra il Collegio nazionale degli agrotecnici e degli agrotecnici laureati e la Crui-Conferenza dei rettori delle Università italiane. L’accordo, firmato da Laura Ramaciotti, presidente della Crui, e da Roberto Orlandi, presidente del Collegio nazionale degli agrotecnici e degli agrotecnici laureati, ha per oggetto la valorizzazione dei tirocini curriculari svolti durante i corsi di laurea che generano Cfu-Crediti formativi universitari e il loro riconoscimento come adempimento, parziale o totale, del tirocinio professionale obbligatorio (almeno sei mesi) necessario per poter sostenere l’esame di Stato abilitante alla professione di agrotecnico laureato, abbreviando così il periodo di tempo necessario all’immissione nel mondo del lavoro professionale dei laureati. Particolare attenzione è riservata ai percorsi Stem-Scienze, tecnologia, ingegneria e matematica, considerati strategici per lo sviluppo economico e ambientale del Paese e sempre più centrali anche nell’ambito delle competenze richieste alla professione di agrotecnico laureato. L’accordo si pone quindi come uno strumento per rafforzare il legame tra formazione scientifica e applicazione professionale, in una logica di modernizzazione del sistema.
Le parti hanno convenuto di valorizzare i procedimenti automatici di riconoscimento dei tirocini universitari che soddisfano i requisiti presenti nell’accordo, in modo da ridurre i margini di valutazione soggettiva, privilegiando procedimenti di imparzialità. L’accordo ha una durata di tre anni e sarà attuato attraverso specifiche convenzioni con i singoli Atenei, con l’obiettivo di diffondere su scala nazionale un modello uniforme di riconoscimento dei tirocini e di collaborazione tra mondo accademico e professionale. «Con questo accordo – spiega Orlandi – si compie un passo concreto verso una reale integrazione tra Università e professioni tecniche. Valorizzare i tirocini curriculari significa riconoscere il lavoro già svolto dagli studenti durante il percorso accademico e consentire loro di accedere più rapidamente alla professione. Nel far questo abbiamo rinunciato ad ambiti di nostra sovranità per cederli al sistema accademico (che certificherà i percorsi), ma lo abbiamo fatto volentieri perché si tratta di una misura nuova che favorisce i giovani e la competitività del Paese, rafforzando al tempo stesso la qualità della formazione e della professione».
«Questo accordo rappresenta un risultato importante nel percorso di avvicinamento tra sistema universitario e mondo delle professioni – dichiara Ramaciotti –. Valorizzare i tirocini curriculari significa riconoscere pienamente il valore formativo delle esperienze che studentesse e studenti svolgono durante il percorso di laurea, trasformando competenze già acquisite in un’opportunità concreta di accesso più rapido al lavoro qualificato. È una scelta che premia il merito, riduce passaggi ridondanti e rende più fluidi i percorsi verso l’abilitazione professionale. Allo stesso tempo, conferma il ruolo delle università come infrastrutture civili fondamentali per lo sviluppo del Paese, capaci di dialogare con gli Ordini professionali e con il sistema produttivo. In particolare, nei settori legati all’innovazione, alla sostenibilità e alle competenze scientifiche. Rafforzare questa connessione significa investire sul futuro dei giovani e sulla competitività dell’Italia».

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