Il mobile italiano resiste alle nuove crisi. La spinta arriva dal mercato interno

Intesa Sanpaolo: con 26,7 mld di fatturato nel 2025, l'Italia è il primo produttore in Europa davanti alla Germania. Sace: export stabile ma bisognerà guardare ai nuovi mercati
April 15, 2026
Il mobile italiano resiste alle nuove crisi. La spinta arriva dal mercato interno
Un padiglione del Salone del Mobile edizione 2024
L’arredamento e il design italiano godono di buona salute, nonostante la difficile situazione internazionale. Lo confermano alcune analisi diffuse in questi giorni, in vista del nuovo Salone del Mobile di Milano, la cui 64esima edizione partirà martedì prossimo 21 aprile.
La prima, realizzata da Intesa Sanpaolo, è focalizzata sul posizionamento del comparto in uno scenario condizionato dalle tensioni in Medio Oriente e dagli impatti sui costi energetici e sulle rotte commerciali dello Stretto di Hormuz. Il settore del mobile italiano, con 26,7 miliardi di euro di fatturato stimati per il 2025, si conferma saldamente al primo posto in Europa, ampliando il vantaggio nei confronti della Germania, che resta il secondo produttore con un valore di fatturato stimato di 21,7 miliardi. L’export resta fondamentale, ma lo è anche il mercato interno.
Lo confermano anche i dati di FederlegnoArredo, l’organizzazione delle industrie del settore che ad oggi raggruppa migliaia di imprese organizzate in 11 associazioni di settore: l’anno scorso la crescita è stata sostenuta proprio dal mercato interno, che ha raggiunto quasi 33 miliardi di euro (+2%). Merito del comparto residenziale e di una maggiore dinamicità del non residenziale, nonostante il progressivo ridimensionamento degli incentivi fiscali legati alla casa.
Tornando al rapporto di Intesa Sp, anche per quest’anno si prevede una crescita proprio grazie al mercato interno, in particolare per il traino del segmento immobiliare e per la crescita del turismo, in particolare nella fascia alta, con nuove aperture di hotel e e rinnovi degli interni. Non solo. L’attuale contesto di incertezza globale «potrebbe anzi giocare a favore dell’Italia, rafforzandone la capacità attrattiva», spiega il rapporto. Dopo il balzo del biennio 2021-22, il settore ha mantenuto livelli elevati di fatturato, registrando nel 2025 un lieve recupero dello 0,5%, a fronte della riduzione in Germania -2,9% e Francia -4,5%. Solo la Spagna è riuscita a crescere a ritmi più intensi (+4,7%), ma si ferma al momento a 8,6 miliardi di euro. Determinanti sono state le vendite sui mercati europei, dove i produttori di mobili Made in Italy hanno registrato una crescita, in particolare in Germania del 2,2%, Regno Unito del 5% e Spagna dell’1,5%, a fronte di un leggero calo in Francia del 2,4%. Tra i paesi emergenti, si segnalano la crescita dell’export negli Emirati Arabi Uniti, con un incremento del 2%, e un vero e proprio balzo delle vendite verso la Turchia, con una crescita del 43,5%. L’aumento delle vendite in Canada del 9%, mercato che è entrato così nella top ten delle destinazioni dei mobili italiani, ha fatto da contraltare al calo delle esportazioni negli Stati Uniti (-8,2%). La Cina, invece, al settimo posto tra le destinazioni di mobili italiani, è scesa del 4,7%.
L’altra ricerca è quella di Sace, gruppo assicurativo-finanziario partecipato dal ministero dell’Economia e specializzato nel sostegno alla crescita delle imprese italiane. Nell’analisi, il valore dell’export del settore del mobile l’anno scorso ha raggiunto i 13,8 miliardi di euro, sostanzialmente stabile (-0,4%) rispetto all’anno precedente ma con dinamiche differenziate tra comparti: crescono parti e accessori, legno e prodotti in legno e arredo domestico, mentre risultano in calo cucine, sedute e arredo outdoor. Tra i mercati esteri, Francia e Stati Uniti si confermano le principali destinazioni con circa il 30% dell’export, ma in contrazione, rispettivamente dell’1,8% e del 5,3%. Sulla domanda francese hanno pesato i cali di poltrone e divani e arredo esterno. La richiesta statunitense è stata invece penalizzata dal complesso contesto commerciale causato dell’aumento dei dazi doganali, che ha visto minori vendite di mobili per arredo domestico, parti e accessori di mobili e altri mobili. In crescita, invece, le esportazioni verso Germania, Regno Unito, Spagna ed Emirati Arabi Uniti. Anche in questo rapporto risultano particolarmente dinamici anche mercati meno presidiati come la Turchia e Paesi emergenti come India, Marocco e Brasile, che presentano un elevato potenziale di sviluppo per l’export italiano del settore. Anche in questo rapporto è stato dato ampio spazio alla crisi internazionale. La domanda di mobile italiano nell’area del Golfo nel 2026 «sarà chiaramente penalizzata – ha detto Alessandro Terzulli, capo economista di Sace –. Tuttavia, in un’ipotesi di risoluzione del conflitto nel breve termine e di graduale riapertura di Hormuz, si potrebbe arrivare a un contenimento dei danni su queste geografie e ad una ripresa già dal 2027».

© RIPRODUZIONE RISERVATA