Dalla scarsità idrica ai mercati ambientali: avanza la finanza dell’acqua
BDO Italia ha creato un gruppo di lavoro sui water credit: l'obiettivo è di accompagnare imprese e istituzioni verso un uso sostenibile dell'acqua

Mentre il mondo corre verso la bancarotta “idrica”, come denunciato dall’Onu solo pochi giorni fa, in Italia nasce un team dedicato allo sviluppo di soluzioni innovative per supportare soggetti pubblici e privati nell’accesso e nell’utilizzo dei water credits. Si tratta di uno strumento di mercato che mira a stimolare l’uso responsabile dell’acqua e sostenere la transizione verso un’economia idrica rigenerativa. A realizzare questo primo gruppo di lavoro, assumendo un ruolo di pioniere nel campo, è la società BDO Italia, all’interno della sua divisione Sustainable Innovation.
«Siamo orgogliosi di essere la prima società di consulenza a creare una “unit” dedicata per aiutare aziende, istituzioni finanziarie, Ong e governi ad adottare i water credits. Questa iniziativa è in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile stabiliti dall’Onu e con i nuovi framework normativi emergenti» dichiara Carlo Luison, Partner Sustainable Innovation di BDO.
«Per rafforzare il nostro impegno, inoltre, abbiamo lanciato un bollettino trimestrale che monitora gli sviluppi normativi globali e l’implementazione dei water credits, fornendo insight strategici a tutti gli stakeholder» aggiunge Luison. La scarsità di acqua potabile e la necessità di un uso responsabile della risorsa idrica rappresentano una delle sfide più importanti per la sostenibilità, dato il suo notevole impatto su comunità, ecosistemi ed economie in tutto il mondo. I consumi stanno intaccando ed erodendo il “capitale” idrico naturale – fiumi, laghi, falde acquifere, zone umide, ghiacciai –, a ritmi vertiginosi, secondo l’allarme lanciato dalle Nazioni Unite, esponendoci a conseguenze potenzialmente catastrofiche.
Il nuovo sistema messo in campo da una delle principali organizzazioni internazionali di servizi professionali alle imprese è strutturato per premiare le organizzazioni che conservano o riutilizzano acqua dolce attraverso processi tracciabili e verificabili in modo preciso e indipendente. Ogni credito rappresenta un volume definito di acqua (un metro cubo) risparmiata o riutilizzata. «Questo viene poi trasformato in certificati digitali (water credit token, o WTR) registrati su una blockchain pubblica e sostenibile volta a garantire trasparenza, tracciabilità e verificabilità» spiegano da BDO. I crediti sono poi immessi in piattaforme di scambio dedicate, dove possono essere acquistati da altre aziende per compensare la propria impronta idrica o come asset finanziario innovativo.
Strumenti innovativi come i water credits possono generare benefici e accelerare l’impatto positivo sugli obiettivi climatici, ambientali e sociali, in conformità a numerosi standard e regolamentazioni. Il sistema dei crediti, infatti, permette alle aziende di rafforzare le credenziali ESG e adeguarsi alle normative sull’impatto idrico; alle istituzioni di indirizzare i finanziamenti verso progetti efficaci di conservazione e ripristino; alle comunità di migliorare la sicurezza idrica, la resilienza socio-economica e la capacità di adattamento a siccità e alluvioni e agli operatori della finanza di creare prodotti finanziari innovativi e nuove opportunità di trading e soluzioni assicurative.
L’iniziativa di BDO Italia risulta particolarmente significativa dal momento che l’utilizzo efficiente delle risorse idriche è stato riconosciuto come un obiettivo chiave nell’agenda climatica anche nel corso della recente Cop30 tenutasi a Belèm, in Brasile, sottolineando la necessità di essere integrato nelle strategie delle organizzazioni in tema di mitigazione e adattamento. In questo contesto, è particolarmente importante segnalare l’iniziativa dello Stato brasiliano di Ceará, che si è dichiarato la prima giurisdizione a voler istituire formalmente un mercato locale regolamentato dei water credit, presa di posizione alla quale altri Stati e Paesi sudamericani hanno rapidamente dato seguito.
Inoltre, il Distrito Federal (unità federativa del Brasile) e l’Agenzia Regolatrice delle Acque, Energia e Servizi Igienico-Sanitari di Base (Adasa) hanno firmato il 12 dicembre scorso con Hypercube SA un Memorandum d’Intesa per avviare la collaborazione nell’implementazione del “Sistema de Créditos Hídricos do Distrito Federal”. L’accordo mira a rafforzare la sicurezza idrica del territorio e a promuovere l’uso dei crediti idrici da parte del settore privato come strumento di compensazione ambientale e generazione di valore. Con questa iniziativa, il Distretto Federale compie un passo strategico verso l’innovazione nella gestione delle risorse idriche, consolidando un modello che integra sostenibilità, tecnologia e governance.
Anche in Italia il meccanismo volontario dei water credit a standard Wtr è stato segnalato come soluzione significativa nel Quaderno del Blue Book, giunto alla quarta edizione, pubblicato a novembre da Fondazione Utilitalis e Utilitalia e presentato in occasione di Ecomondo – Fiera internazionale per la transizione Ecologica e l’Economia Circolare.
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