«Vi porto nel cuore e nella preghiera»: dopo vent’anni Sorrentino saluta la diocesi di Assisi

di Marina Rosati, Assisi (Perugia)
In Santa Maria degli Angeli la Messa di congedo dell’arcivescovo. «A tutti voi un immenso grazie per ciò che siete stati e resterete per me»
March 20, 2026
«Vi porto nel cuore e nella preghiera»: dopo vent’anni Sorrentino saluta la diocesi di Assisi
L'arcivescovo Sorrentino nella Basilica di Santa Maria degli Angeli, dove ha celebrato la Messa di congedo dalla diocesi di Assisi
L’arcivescovo Domenico Sorrentino ha conosciuto quattro Papi, ne ha accolti tre in Assisi in differenti visite. Ha rilanciato l’icona francescana della spogliazione, istituendo addirittura un Santuario. Ha creduto fortemente nello Spirito di Assisi, istituendo anche la preghiera per la pace ogni 27 del mese in ricordo dello storico incontro del 1986 di san Giovanni Paolo II ad Assisi con tutti i capi religiosi. Ha fondato una Scuola socio-politica che porta il nome del beato Giuseppe Toniolo, tra i padri fondatori della dottrina sociale della Chiesa; è stato accanto ai lavoratori al centro di crisi aziendali soprattutto nella zona della fascia appenninica; ha creato un centro e una scuola di fraternità. Ha intuito la forza evangelizzatrice del giovane Carlo Acutis, le cui spoglie riposano al Santuario della Spogliazione; ha fatto dell’Istituto Serafico un punto di riferimento della cura e dell’accoglienza delle persone con gravi disabilità; ha avuto la capacità di costruire ponti e dialogo con le istituzioni e i religiosi nella cammino comune e sinergico della Chiesa. Tutto questo è il lascito di questo presule, classe 1948, alla diocesi che gli è stata affidata nel 2005.
L’arcivescovo Domenico Sorrentino, amministratore apostolico delle diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e di Foligno - che giovedì 19 marzo ha salutato le due comunità diocesane nella Basilica di Santa Maria degli Angeli in vista dell’insediamento di mercoledì 25 del suo successore, l’arcivescovo Felice Accrocca - lascia un segno profondo nella storia, nella memoria e nel cammino pastorale di Assisi e di tutto il territorio diocesano, dopo venti anni di instancabile, gioioso e generoso servizio. Nella sua omelia di ringraziamento, con accanto il cardinale Mauro Gambetti, arciprete della Basilica Papale di San Pietro in Vaticano, vescovi, sacerdoti, religiosi e diaconi ha dato il segno e il senso della sua missione: pastore e servo instancabile della Chiesa e del suo gregge. «Mi mancherete – ha detto - vi porto nel cuore e nella preghiera». Nella sua omelia, Sorrentino che si è rivolto alla Chiesa, come ad una «sposa bella» ricordando il momento della sua ordinazione episcopale, avvenuta 25 anni fa, proprio nella Basilica di San Pietro per mano di san Giovanni Paolo II, ha sottolineato il desiderio di essere ancora al servizio. «Non sarà più il servizio della guida e dell’autorità, che tra qualche giorno trasmetterò al caro fratello Felice, ma il servizio della preghiera, della predicazione, della testimonianza, servizio forse non meno prezioso ed efficace, proprio perché più silenzioso, come quello di Giuseppe». E ha aggiunto: «Che bello poi salutarvi nel contesto di questo mese speciale e di questo luogo speciale guardando, da un lato, al grumo delle ossa di Francesco, estrema nudità, che sta attraendo folle incredibili e queste povere mura della Porziuncola, in cui Francesco stabilì la sua casa e in cui volle morire “nudo sulla nuda terra”. Proprio a queste mura il Santo affidò, sotto lo sguardo della Vergine, l’ardore della sua preghiera, il lavorio di formazione della sua fraternità, i primi passi di Chiara. Alla Porziuncola, prima di mettere piede ad Assisi, dissi scherzando a Maria che sarei venuto solo se fosse stata lei a far da vescovo e io a farle da segretario. Lei ha fatto davvero bene, io certo non altrettanto. Rimetto tutto nelle sue mani. La prego di rendere felice il vescovo Felice, e, con lui, tutti voi».
Di qui la riflessione finale: «A tutti voi un immenso grazie per ciò che siete stati e resterete per me. Per il resto, mentre la mia vita ricomincia, come anche la vostra, con rinnovato entusiasmo, non mi sento di dirvi altre parole. Ve ne ho dette tante, forse troppe, in questi lunghi anni. Piuttosto può far bene, a me e a voi, riascoltare, come un monito e un programma, le parole dette proprio in questo luogo da Francesco, mentre si congedava dai suoi frati al tramonto della vita: “Io ho fatto la mia parte; la vostra Cristo ve la insegni”».
 
 
Celebranti, autorità e fedeli in Santa Maria degli Angeli per la Messa di congedo dell'arcivescovo Sorrentino
Celebranti, autorità e fedeli in Santa Maria degli Angeli per la Messa di congedo dell'arcivescovo Sorrentino

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