Rudelli, Rajič, Peña Parra: Leone XIV e il riassetto della Curia Romana

Nuove nomine chiave volute dal Papa: il presule bergamasco torna in segreteria di Stato come sostituto. L’arcivescovo venezuelano diventa nunzio in Italia. Il nunzio bosniaco-canadese sarà prefetto della Casa pontificia
March 30, 2026
Rudelli, Rajič, Peña Parra: Leone XIV e il riassetto della Curia Romana
La Basilica Vaticana e piazza San Pietro durante la Messa per la Domenica delle Palme / ANSA
Leone XIV prosegue la rimodulazione della Curia Romana. Percorso fisiologico con l’elezione di un nuovo Pontefice. Oggi, Lunedì Santo, il Papa fa rendere noto dalla Sala Stampa vaticana il riassetto di due posizioni chiave: quella di sostituto per gli affari generali della Segreteria di Stato vaticana e quella di prefetto della Casa pontificia. Secondo le decisioni di Leone XIV, l’arcivescovo Edgar Peña Parra lascia la Segreteria di Stato dove era sostituto e diventa nunzio apostolico in Italia e San Marino, mentre il suo posto viene preso dall’arcivescovo italiano Paolo Rudelli, diplomatico esperto e finora nunzio in Colombia. E l’attuale nunzio in Italia, l'arcivescovo Petar Rajič, viene nominato al vertice della Prefettura della Casa pontificia. Tutti e tre sono canonisti, come il Papa.
Dopo quasi un anno di pontificato, Leone XIV dà sempre più la sua impronta alla Curia che coadiuva il Papa nell'esercizio del suo ufficio pastorale. Il primo Pontefice statunitense ha scelto il carmelitano e canonista padre Filippo Iannone come prefetto del Dicastero per i vescovi (incarico che lo stesso Prevost ricopriva prima di essere eletto al soglio di Pietro); poi ha voluto l'arcivescovo milanese Carlo Roberto Maria Redaelli come segretario del Dicastero per il clero, presule che aveva guidato la diocesi di Gorizia; quindi ha chiamato il vescovo Luis Marín de San Martín, agostiniano come lui e originario della Spagna, già segretario del Sinodo dei vescovi, a essere elemosiniere di Sua Santità, ossia prefetto del Dicastero per il servizio della carità, trasferendo il cardinale Konrad Krajewski nella sua città natale in Polonia come arcivescovo metropolita di Lodź; e dio recente ha nominato il vescovo italo-australiano Anthony Randazzo come prefetto del Dicastero per i testi legislativi, ruolo rimasto vacante dopo lo spostamento di Iannone, precedente prefetto, al Dicastero per i vescovi. Quella di oggi è anche la sua seconda nomina di rilievo in Segreteria di Stato, dopo quella dello scorso novembre dell’assessore, il teologo e canonista nigeriano Anthony Onyemuche Ekpo, precedentemente sottosegretario del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale. Da evidenziare che tutte le nuove nomine curiali di Leone XIV - comprese quelle di oggi - sono di canonisti, come lo è anche il Papa, ad eccezione dell'agostiniano  Luis Marín de San Martín.
Peña Parra, 66 anni, originario del Venezuela, era sostituto per gli affari generali dal 2018, per volontà di papa Francesco, ed era subentrato ad Angelo Becciu, oggi cardinale, che papa Bergoglio aveva promosso a prefetto del Dicastero delle cause dei santi. Il nuovo sostituto Rudelli ha 55 anni ed è originario della diocesi di Bergamo dove è diventato prete nel 1995. Per lui è un ritorno in Segreteria di Stato dove aveva lavorato nella prima sezione che adesso coordinerà. Laurea in teologia morale e in diritto canonico alla Pontificia Università Gregoriana, è entrato nel 2001 nel corpo diplomatico della Santa Sede e ha prestato servizio nelle rappresentanze pontificie in Equador (2001-2003), in Polonia (2003-2006). Poi papa Francesco lo ha nominato osservatore permanente della Santa Sede presso il Consiglio d'Europa a Strasburgo (2014-2019), quindi nunzio in Zimbabwe (2020-2023) e poi in Colombia (dal 2023). È arcivescovo dal 2019. Quella di sostituto per gli affari generali è una figura chiave all’interno della Curia Romana, che la stampa chiama “ministro degli interni” vaticano: a lui spetta il «disbrigo degli affari riguardati il servizio quotidiano del Papa»; di favorire i rapporti con i vari Dicasteri; di redigere e spedire i documenti che il Papa gli affida; di compiere gli atti che riguardano le nomine negli organismi della Santa Sede; di stendere e divulgare le comunicazioni ufficiali sia sul Papa sia sull’attività vaticana; di organizzare i viaggi apostolici internazionali del Pontefice. 
L’arcivescovo Petar Rajič, 66 anni, nato in Canada ma con radici bosniache, va a guidare la Prefettura della Casa Pontificia. Il ruolo di prefetto era vacante dal 2023 quando papa Francesco aveva trasferito l’arcivescovo Georg Gänswein nei Paesi baltici come nunzio apostolico in Lituania, Estonia e Lettonia. Rajič è prete dal 1987 dopo aver frequentato il Seminario a Sarajevo. Laurea in diritto canonico, è entrato nel servizio diplomatico della Santa Sede. Quindi gli incarichi di nunzio che si sono portati dietro l’ordinazione episcopale nel 2010: in Kuwait, Bahrein e Qatar insieme alla nomina di delegato apostolico nella Penisola arabica (2009-2015); in Yemen ed Emirati Arabi Uniti (2010-2015); in Angola e São Tomé e Principe (2015-2019); in Lituania, Estonia e Lettonia (2019-2024); in Italia e San Marino (dal 2024). La Casa Pontificia vede come reggente padre Leonardo Sapienza, incarico che il religioso rogazionista ricopre dal 2012. Vicereggente è l’agostiniano Edward Daniang Daleng, 48 anni, nigeriano:  nomina voluta dallo stesso Leone XIV lo scorso novembre. Compito della Prefettura è organizzare le udienze del Papa: da quelle ai capi di Stato e di governo a quelle private, speciali e generali. Poi gestisce le visite delle persone ammesse alla presenza del Pontefice ma anche le cerimonie pontificie - esclusa la parte strettamente liturgica - come gli esercizi spirituali del Santo Padre o quelli del Collegio cardinalizio e della Curia Romana. Inoltre spetta alla Prefettura preparare i viaggia del Papa in Italia.

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