Papa Leone XIV convoca i vescovi del mondo per un summit sulla famiglia

L'annuncio nel Messaggio per i 10 anni di “Amoris laetitia”: a ottobre l’incontro dei presidenti delle Conferenze episcopali di tutti i continenti. Ma non sarà un Sinodo. Obiettivo: «Un discernimento sinodale sui passi da compiere per annunciare il Vangelo alle famiglie oggi»
March 19, 2026
Papa Leone XIV convoca i vescovi del mondo per un summit sulla famiglia
Papa Leone XIV con una giovane famiglia durante un'udienza generale / SICILIANI
È necessaria «una particolare attenzione pastorale alle famiglie». Soprattutto in un «tempo segnato da rapide trasformazioni». A distanza di dieci anni dalla pubblicazione di “Amoris laetitia”, l’esortazione apostolica postsinodale firmata da papa Francesco sull’“amore nella famiglia”, Leone XIV convoca in Vaticano «i presidenti delle Conferenze episcopali di tutto il mondo» per «procedere, nell’ascolto reciproco, a un discernimento sinodale sui passi da compiere per annunciare il Vangelo alle famiglie oggi». A rendere noto il progetto è lo stesso Pontefice. E lo fa nel Messaggio diffuso stamani in occasione del decimo anniversario di “Amoris laetitia”. Sarebbe un errore considerare l’iniziativa di Leone XIV un nuovo Sinodo sulla famiglia, così come lo era stato quello in due tappe voluto da papa Bergoglio fra il 2014 e il 2015 di cui il documento di dieci anni fa ne raccoglieva gli spunti. Sarà, invece, un incontro che Leone XIV ha fissato per questo ottobre e che partirà dai «cambiamenti che continuano a influenzare le famiglie», scrive il Pontefice. Un “summit” ecclesiale, con la formula simile a quella che aveva adottato Francesco nel 2019 quando aveva riunito a Roma i capi degli episcopati di ogni continente per discutere sugli abusi.
 Proprio oggi, 19 marzo, ricorrono i dieci anni dell’esortazione apostolica “Amoris laetitia”. E Leone XIV la definisce «un luminoso messaggio di speranza riguardo all’amore coniugale e famigliare» che «papa Francesco ha offerto alla Chiesa universale». Testo frutto di «tre anni di discernimento sinodale sostenuti dall’Anno Santo della misericordia» che ha dato «impulso allo studio e alla conversione pastorale». Poi Leone XIV indica l’eredità del documento postsinodale: «“Amoris laetitia” offre un insegnamento prezioso che dobbiamo continuare ad approfondire oggi: la speranza biblica della presenza amorevole e misericordiosa di Dio, che permette di vivere “storie di amore” anche quando si attraversano “crisi familiari” (AL, 8); l’invito ad adottare “lo sguardo di Gesù” (AL, 60) e a stimolare senza stancarci “la crescita, il consolidamento e l’approfondimento dell’amore coniugale e familiare” (AL, 89); l’appello a scoprire che l’amore nel matrimonio “dà sempre vita” (AL, 165) e che esso è “reale” proprio nel suo modo “limitato e terreno” (AL, 113)». Quindi cita ancora una volta il suo predecessore che affermava «la necessità di sviluppare nuove vie pastorali» e di «rafforzare l’educazione dei figli», mentre invitava la Chiesa ad «accompagnare, discernere e integrare la fragilità» superando una concezione riduttiva della norma, e a promuovere «la spiritualità che scaturisce dalla vita familiare».
Nel suo messaggio Leone XIV sottolinea più volte la ricchezza del matrimonio. «Mediante il Sacramento del matrimonio, gli sposi cristiani costituiscono una sorta di Chiesa domestica, il cui ruolo è essenziale per l’educazione e la trasmissione della fede», evidenzia. E incoraggia a essere accanto a «coloro che il Signore chiama al matrimonio e alla famiglia» perché «possano vivere il loro amore coniugale in Cristo» e ai «giovani» affinché «si sentano attratti dall’intensità della vocazione matrimoniale nella Chiesa». Certo, il Papa è consapevole delle difficoltà e delle crisi attuali. E rilancia quanto aveva detto ai ragazzi a Tor Vergata durante il Giubileo della speranza: «La fragilità è parte della meraviglia che siamo: non siamo fatti per una vita dove tutto è scontato e fermo, ma per un’esistenza che si rigenera costantemente nel dono, nell’amore». Da qui l’invito: «Per servire la missione di annunciare il Vangelo della famiglia alle giovani generazioni, dobbiamo imparare a evocare la bellezza della vocazione al matrimonio proprio nel riconoscimento della fragilità, in modo da risvegliare la fiducia nella grazia e il desiderio cristiano di santità». Leone XIV esorta anche a «sostenere le famiglie» che «soffrono tante forme di povertà e di violenza presenti nella società contemporanea». Ed esprime la sua personale «gratitudine ai pastori, agli operatori pastorali, alle associazioni di fedeli e ai movimenti ecclesiali impegnati nella pastorale familiare».
Il Papa sollecita il protagonismo ecclesiale delle «famiglie, alle quali il Signore affida il compito di partecipare alla missione della Chiesa di annunciare e testimoniare il Vangelo». Perché ci sono «luoghi e circostanze in cui la Chiesa “non può diventare sale della terra” se non per mezzo dei fedeli laici e, in particolar modo, delle famiglie. Perciò l’impegno della Chiesa in questo ambito va rinnovato e approfondito». E l’appuntamento di ottobre avverrà «alla luce di “Amoris laetitia” e tenendo conto di quanto si sta realizzando nelle Chiese locali».

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