Leone XIV in Africa, “missionario” di pace, giustizia e dialogo fra le fedi

Terzo viaggio internazionale del Papa che dal 13 al 23 aprile visiterà quattro Paesi del continente: in Algeria sui passi di sant’Agostino e in dialogo con l’islam; in Camerun e Angola per invocare riconciliazione; in Guinea Equatoriale nel segno della speranza. Diciotti i voli e dodici le località in agenda
March 16, 2026
Leone XIV in Africa, “missionario” di pace, giustizia e dialogo fra le fedi
Papa Leone XIV durante il suo primo viaggio apostolico in Turchia e Libano / ANSA
Dialogo, riconciliazione, giustizia. Sono le tre sfide al centro del viaggio apostolico di Leone XIV in Africa. Il Papa pellegrino di «pace» in Algeria e in Angola, di «unità» in Camerun, di «speranza» in Guinea Equatoriale, spiegano i motti delle tappe nei quattro Paesi dove il Pontefice si fermerà. Nazioni segnate dagli scontri etnici, dalle tensioni religiose, dallo sfruttamento, dalla povertà, ma anche nazioni che chiedono concordia, riscatto, fraternità tra le religioni. Undici giorni di visita, dal 13 al 23 aprile, in un continente che Leone XIV ben conosce e che ha più volte visitato come priore generale degli agostiniani. C’è bisogno di «vedere le “cose nuove” dalla periferia», aveva detto a novembre incontrando i movimenti popolari in Vaticano. E adesso il Papa delle “rerum novarum” del ventunesimo secolo sceglie le periferie del pianeta per guardare alle questioni sociali che scuotono il mondo contemporaneo: le periferie dell’Africa.
 
Terzo viaggio internazionale del pontificato, dopo quello fra fine novembre e inizio dicembre in Turchia e Libano, anche in questo caso terre dove si toccano con mano l’incontro fra etnie e culture, ma anche le ferite sociali e la guerra, e dopo quello lampo che lo vedrà recarsi per meno di una giornata nel Principato di Monaco sabato 28 marzo, alla vigilia dell’inizio della Settimana Santa. Il “pellegrinaggio” in Africa comincerà dopo la domenica in Albis e sarà di ampio respiro, sia per la durata, sia per il numero delle nazioni che il Pontefice abbraccerà, stando al programma diffuso oggi dalla Sala Stampa vaticana. Anche altri numeri dicono la sua ricchezza: diciotto i voli che il Papa compirà, fra quelli in aereo e quelli in elicottero per spostarsi da uno Stato all’altro e anche all’interno dello stesso Paese; dodici le località che toccherà; venticinque gli interventi pubblici, tra discorsi, saluti e omelie. E poi alcune soste sono già un segno: la visita nella grande moschea di Algeri dove, come aveva annunciato lo stesso papa Leone nel volo di ritorno da Beirut, «vorrei continuare il dialogo con il mondo musulmano» che era stato una delle dimensioni nella visita in Turchia e Libano; l’“incontro per la pace” a Bamenda, la regione del nord del Camerun dove da anni si combatte una guerra civile tra le forze armate regolari e gli indipendentisti e dove sono frequenti i rapimenti di preti e personale missionario; il Rosario nel santuario di Nostra Signora della Concezione di Muxima, nell’Angola occidentale, davanti alla “mamma del cuore” che viene invocata per la riconciliazione, il ritorno di un figlio disperso in guerra, la protezione dai pericoli; l’ingresso nella prigione di Bata, in Guinea Equatoriale, dove Amnesty International ha denunciato critiche condizioni detentive e gravi violazioni dei diritti umani; la preghiera al memoriale delle vittime dell’esplosione del 7 marzo 2021 in un campo militare della Guinea Equatoriale che aveva fatto oltre cento morti e costretto mille persone a evacuare.

 In Algeria fra sant’Agostino e il dialogo con l’islam

 «La pace sia con voi» sono le parole scelte per accompagnare la tappa papale in Algeria in programma dal 13 al 15 aprile. Parole scritte in francese, arabo e amazigh nel logo che rimandano al «dialogo e all’incontro tra cristiani e musulmani» e sono «invito a vivere la convivenza armoniosa», spiega la Sala Stampa vaticana. Sempre nel logo anche due colombe, unite alla mappa dell’Algeria. Fra i primi atti che compirà Leone XIV ad Algeri la visita al monumento dei martiri Maqam Echahid, inaugurato nel 1982 per il 20° anniversario dell’indipendenza algerina dalla Francia che onora i caduti della guerra di liberazione. Poi l’incontro con il presidente Abdelmadjid Tebboune. Quindi la tappa nella moschea a Mohammadia, tra i luoghi di culto islamici più grandi al mondo. Quindi l’abbraccio alle suore agostiniane missionarie nel centro di accoglienza e di amicizia che guidano. E l’incontro con la comunità algerina nella Basilica di Nostra Signora d’Africa, chiesa cara anche ai musulmani.
Il giorno successivo il Papa sarà ad Annaba, l’antica Ippona, dove sant’Agostino fu vescovo. Una giornata nei luoghi dei “suo” santo che Leone XIV ha già definito «ponte» con l’islam. Il Pontefice visiterà il sito archeologico e la casa di accoglienza per anziani delle Piccole Sorelle dei Poveri. Inoltre, seguendo una consuetudine inaugurata da papa Francesco nei suoi viaggi apostolici, quando sempre riservava un incontro con i confratelli gesuiti, anche Leone XIV vedrà privatamente i membri dell’Ordine agostiniano. Quindi la Messa nella Basilica intitolata al padre del suo ordine religioso.

Il Camerun chiede pace

Richiamano il motto del Papa le parole al centro della tappa in Camerun dove Leone XIV sarà dal 15 al 18 aprile: «Che tutti siano uno». Cuore del logo è una Bibbia aperta su cui posa la mappa del Camerun. Poi il Crocifisso, segno dell’annuncio del Vangelo, e una colomba. Nella capitale Yaoundé il Pontefice incontrerà il presidente Paul Biya e le autorità; poi si recherà nell’orfanotrofio Ngul Zamba; quindi dialogherà con i vescovi.
Il giorno successivo sarà a Bamenda, città ferita dagli scontri, dove celebrerà anche la Messa. Il 17 aprile lo spostamento a Douala, tra i maggiori agglomerati urbani, considerata la capitale commerciale del Paese, per la Messa e la visita all’ospedale cattolico Saint Paul. Nel pomeriggio il rientro a Yaoundé per l’incontro con il mondo universitario nell’Università Cattolica dell’Africa Centrale.

L’Angola in cerca di riconciliazione

Dal 18 al 21 aprile la sosta in Angola. «Papa Leone XIV, pellegrino di speranza, riconciliazione e pace» è il motto. Nel logo i lineamenti del Paese sono tracciati in rosso a ricordare il sangue versato nella storia nazionale. Appena giunto nella capitale Luanda, il Pontefice incontrerà il presidente João Manuel Gonçalves Lourenço e pronuncerà il suo discorso davanti alle autorità. In serata l’incontro con i vescovi.
Come in Camerun, Leone XIV non si limiterà solo alla capitale. Il 19 aprile volerà a Muxima, nota per le sue bellezze naturali e sede del santuario mariano nazionale. Il 20 aprile sarà la volta di Saurimo, città che ha visto una crescita esponenziale della popolazione con i numerosi migranti fuggiti dalle aree di guerra. Il Papa si recherà nella casa di accoglienza per anziani e celebrerà la Messa. Nella capitale l’ultimo appuntamento con il clero. 

In Guinea Equatoriale che reclama speranza

«Cristo, luce della Guinea Equatoriale, verso un futuro di speranza» è il filo conduttore dell’ultima tappa nel continente africano. Il logo richiama il Risorto, la terra, la pace e la lotta per la libertà. L’arrivo a Malabo, ex capitale della Giunea, è previsto il 21 aprile: visita al presidente Teodoro Obiang Nguema Mbasogo; incontro con il mondo della cultura al campus universitario già intitolato a “León XIV”; sosta nell’ospedale psichiatrico “Jean Pierre Olie”; e incontro con i vescovi.
La giornata più impegnativa dell’intera visita apostolica sarà probabilmente quella di mercoledì 22 aprile con due viaggi in poche ore: a Mongomo per celebrare la Messa e visitare la “Escuela tecnologica Papa Francesco”; e a Bata, capitale politica della nazione, per immergersi nella prigione locale e incontrare  giovani e famiglie. Il 23 aprile la conclusione a Malabo con l’Eucaristia allo stadio.
 
 

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